Alien Day: 10 curiosità su tutti i film della saga spaziale più terrorizzante di sempre

In occasione dell'Alien Day ecco 10 curiosità su tutti i film di Alien, la saga iniziata nel 1979 con Alien di Ridley Scott.

- Ultimo aggiornamento: 9 Giugno 2017 10:17 - Tempo di lettura: 6 minuti

Il 26 aprile è il giorno dell’Alien Day, attesissimo evento dedicato agli appassionati della saga space horror più amata di sempre (qui tutti i dettagli). Per celebrare degnamente questo particolare evento, abbiamo deciso di stilare una lista delle 10 più interessanti curiosità inerenti tutti i film della saga di Alien, dal primo capitolo del 1979 all’ultimo Prometheus, entrambi per la regia di Ridley Scott, che riprenderà il franchise nell’ormai imminente Alien: Covenant (qui tutte le news).

10. Il parto alieno nel primo film di Alien

La terrorizzante scena del parto alieno del primo Alien, in cui un piccolo mostro viene alla luce squarciando il petto del personaggio di John Hurt, è sicuramente una delle più conosciute e apprezzate di tutta la saga. La genuinità della scena è frutto anche di una brillante intuizione di Ridley Scott, che tenne volutamente all’oscuro gli attori di scena di buona parte di quello che sarebbe accaduto per ottenere reazioni più realistiche. Veronica Cartwright non aveva la minima idea dello schizzo di sangue che l’avrebbe colpita, quindi la reazione spaventata e inorridita che vediamo nel film è del tutto reale e spontanea. La scena è stata filmata in unico ciak e con 4 camere puntate sui vari membri del cast.

9. Lo Xenomorfo

Una delle tante azzeccate trovate di Alien è certamente quella del terrorizzante aspetto del cosiddetto Xenomorfo, l’essere mostruoso alieno diventato poi una vera e propria icona della saga. Nonostante sia presente in scena per soli 4 minuti del primo film, lo Xenomorfo è fra gli elementi più riusciti e distintivi dell’intero film, grazie anche all’abilità di Ridley Scott nell’esaltarne il mostruoso aspetto con perfette inquadrature e con un’atmosfera claustrofobica e opprimente.

L’indimenticabile design dello Xenomorfo è merito del pittore e scultore svizzero Hans Ruedi Giger, giustamente premiato insieme a Carlo Rambaldi e al suo staff con l’Oscar per gli effetti speciali del film. Ridley Scott fu letteralmente rapito dal libro litografico dell’artista Necronomicon, e in particolare dal dipinto Necronom IV, che divenne poi la base del mostro. Fu proprio Giger a insistere con il regista e la produzione per togliere gli occhi alla creatura, in modo da trasmettere la sua freddezza e la sua totale assenza di emozioni.

Lo Xenomorfo in Alien è interpretato dall’artista nigeriano Bolaji Badejo, incontrato per caso dalla produzione in un pub londinese. Con la sua altezza superiore ai due metri e la sua conformazione magra e sottile, Badejo si è rivelato la soluzione perfetta per conferire al mostro la sua caratteristica fisicità e per realizzare i suoi agili ma inquietanti movimenti.

8. Alien e i rifiuti

Harrison Ford (all’epoca già coinvolto nel franchise di Star Wars) ha rifiutato il ruolo del Capitano Dallas, poi andato a Tom Skerritt. Lo stesso regista Ridley Scott ha dichiarato che la leggendaria Meryl Streep è stata in ballottaggio fino all’ultimo per interpretare la parte di Ripley, poi andata a Sigourney Weaver. Una giovane Helen Mirren fece un’audizione per un ruolo femminile nel film, probabilmente quello della navigatrice Lambert (poi andato a Veronica Cartwright). Diversi rifiuti ed esclusioni eccellenti dunque, che non hanno però pregiudicato il sontuoso risultato finale del film.

7. Aliens – Scontro finale e James Cameron

Sette anni dopo il successo di Alien, con Aliens – Scontro finale James Cameron è riuscito nell’impresa di realizzare un sequel non soltanto degno del predecessore, ma capace anche di approfondirne tematiche e mitologia, con un tono più vicino all’action movie che all’horror. Le potenzialità del regista e sceneggiatore, allora poco più che trentenne, furono chiare fin da subito alla 20th Century Fox, al punto che la casa di produzione, con in mano solo 90 pagine di sceneggiatura, concesse a James Cameron di lasciare temporaneamente lo sviluppo del film per girare Terminator. La qualità dello script di Cameron fu anche determinante per convincere Sigourney Weaver, inizialmente tentennante, a riprendere il ruolo di Ripley.

6. Cameratismo e immedesimazione

Per la realizzazione di Aliens – Scontro finale, James Cameron calcò particolarmente la mano sull’immedesimazione degli attori principali e secondari nei ruoli di membri di un futuristico corpo di marines. Il cast si sottopose a un intenso addestramento militare e fu caldamente invitato dallo stesso regista a leggere il seminale romanzo fantascientifico di Robert A. Heinlein Fanteria dello spazio (adattato nel 1997 per il grande schermo da Paul Verhoeven con Starship Troopers – Fanteria dello spazio). Per ottenere il massimo livello di realismo e affiatamento, James Cameron decise di girare la sequenza in cui incontriamo per la prima volta il gruppo dei marines coloniali alla fine delle riprese, dando così ai membri del cast diversi mesi per affiatarsi.

5. Alien³ e l’abiura di David Fincher

Alien³ è generalmente considerato dagli appassionati uno degli episodi peggiore della saga, colpevole di avere in buona parte azzerato la mitologia creata dai predecessori e appesantito da una sceneggiatura scialba e confusionaria, frutto di diverse scritture da parte di varie persone. La pellicola è stata un vero e proprio battesimo di fuoco per David Fincher, che fino a quel momento aveva girato quasi esclusivamente videoclip e che in seguito è stato regista di film straordinari come Seven e Fight Club.

Lo stesso cineasta ha pubblicamente rinnegato Alien³, citando come cause dell’insuccesso del film le continue interferenze della casa di produzione durante le riprese e i pesanti tagli al montaggio, che lo hanno spinto a lasciare il lavoro prima che fosse completato. Al regista era stato addirittura proibito di girare una sequenza a suo avviso cruciale con Ripley e l’alieno ambientata in prigione. David Fincher ha disobbedito agli ordini e ha girato ugualmente la scena, che è poi stata inclusa nel film.

4. Alien – La clonazione: Sigourney Weaver al centro di tutto

Le decisioni della protagonista Sigourney Weaver hanno pesantemente influenzato la gestazione del quarto capitolo della saga Alien – La clonazione. A causa dell’apparentemente ferma volontà da parte dell’attrice di non riprendere il ruolo di Ripley, allo sceneggiatore Joss Whedon era infatti stata commissionata una sceneggiatura che non prevedesse l’iconica protagonista della serie.

Sigourney Weaver ha poi cambiato idea per un fondamentale motivo, ovvero l’astronomica cifra offertale dalla casa di produzione, stimata in 11 milioni di dollari dell’epoca. Questo ha portato di riflesso alla presenza nel cast di Winona Ryder, disposta a tutto per recitare a fianco di un suo idolo, e alla riscrittura della sceneggiatura di Whedon, incentrata in questa nuova versione sulla clonazione di Ripley. Quest’ultimo si è poi dichiarato ampiamente insoddisfatto di come è stato trattato il suo script, e ha riversato gran parte delle proprie idee originali per il film nella serie televisiva Firefly e nel suo seguito per il grande schermo Serenity.

3. Alien vs. Predator: il fedelissimo Lance Henriksen

Il 2004 è l’anno del crossover fra la saga di Alien e quella di Predator nell’incontro/scontro Alien vs. Predator, che vede fra i protagonisti anche Raoul Bova. Nonostante l’opinione generalmente negativa da parte di critica e pubblico, fino all’uscita di Prometheus Alien vs. Predator è stato paradossalmente il film dal maggiore incasso di entrambe le saghe. Con questo film, Lance Henriksen ha raggiunto Bill Paxton nell’esclusivo club degli attori che hanno partecipato alle saghe di Alien, Predator e Terminator. Anche Arnold Schwarzenegger avrebbe potuto compiere la stessa impresa riprendendo il ruolo del Maggiore Dutch Schaefer di Predator in un cameo, ma l’attore ha dovuto rinunciare al film a causa del suo impegno come governatore della California.

2. Aliens vs. Predator 2: il Predalien

Il 2007 porta in sala Aliens vs. Predator 2, seguito diretto del predecessore incentrato sull’ibrido fra le due specie, il cosiddetto Predalien, che, coerentemente alla mitologia della saga di Alien, possiede caratteristiche di entrambi gli esseri. Per non dare indizi sulla sua natura, il Predalien nella sceneggiatura e sul set era chiamato Chet: il nome deriva dal personaggio di Chet Donnelly, che nel film La donna esplosiva era interpretato dalla vecchia conoscenza di entrambe le saghe Bill Paxton.

1. Il ritorno di Ridley Scott con Prometheus

Dopo essersi allontanato alla saga e avere più volte smentito ogni ipotesi di un suo nuovo coinvolgimento, Ridley Scott ha fatto ritorno all’universo di Alien con Prometheus, prequel del capostipite della serie con Michael Fassbender, Charlize Theron, Noomi Rapace e Idris Elba. Per l’occasione, il padre della saga ha rispolverato il trucco con cui abbiamo aperto il focus, applicato all’apparizione di un nuovo mostro. Per la scena in cui il mostro emerge dal corpo di Millburn, Kate Dickie non era stata avvisata di tutto ciò che sarebbe accaduto sul set. In maniera analoga a quanto accaduto a Veronica Cartwright in Alien, la reazione terrorizzata dell’attrice che vediamo nel film è quindi del tutto naturale e spontanea.