Terminator Genisys: recensione

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2029. L’esercito ribelle di John Connor è pronto ad affrontare Skynet in un attacco diretto. Lo scopo è quello di distruggere per sempre la “rete” che ha decimato la popolazione terrestre e messo sotto scacco i pochi esseri umani rimasti ma, come spesso accade, la guerra frontale non è la sola ad essere combattuta. Skynet, infatti, pur di salvarsi invia nel passato un cyborg T-800 nel 1984 per trovare Sarah Connor – madre di John – e ucciderla prima che dia alla luce il capo della resistenza. Ad inseguire il robot va Kyle Reese che ha il compito di fermare il terminator e proteggere la giovane Sarah. Arrivato negli anni 80 Kyle scopre che qualcosa è cambiato, infatti Sarah non è la ragazza debole ed impacciata di cui ha tanto sentito parlare, ma è una giovane donna forte ed indipendente. Sembra infatti che in questa linea temporale, un Terminator è stato inviato indietro nel tempo per uccidere Sarah Connor da bambina, e così la resistenza ha spedito un proprio cyborg nel passato per proteggerla. Dopo che il Terminator ha ucciso i suoi genitori, il T-800 riprogrammato l’ha cresciuta e addestrata ad affrontare il suo destino. Riusciranno Sarah, kyle e il t-800 a fermare il “nuovoGiorno del Giudizio.

Terminator-Genisys-Schwarzenegger
Arnold Schwarzenegger è il Terminator T-800

Più che un sequel o un prequel il compito di Alan Tylor (Thor: The Dark World) è stato quello di confenzionare un reboot, qualcosa che anche le nuove generazioni potessero seguire senza necessariamente buttare un occhio alla trilogia ideata da James Cameron. Terminator Genisys riesce, non senza qualche perplessità, a centrare perfettamente il bersaglio, grazie all’utilizzo di salti temporali e universi paralleli, Tylor riesce a costruire una buona storyline ricca di citazioni, adrenalinica e con una buona dose di humor capace di divertire anche il più incallito dei fan di Terminator. Dimenticate, quindi, i fasti dei primi due capitoli – Terminator del 1984 e Terminator: Il Giorno del Giudizio del 1991 – qui la logica va un po’ buttata fuori dalla finestra per godersi una pellicola action comedy che ricorda, per certi versi, i film Marvel con azione da cardiopalma e battute da sbellicarsi. Il pregio della pellicola di Alan Tylor è proprio il non prendersi troppo sul serio, un film che di certo non si può definire ambizioso, anzi, possiamo affermare con certezza che Terminator Genisys è puro intrattenimento ed è proprio per questo che gli perdoniamo qualche scivolone alla sceneggiatura che a voler essere pignoli potrebbe far storcere il naso a qualche purista del genere.

“Vecchio ma non obsoleto!”

A farla da mattatore c’è proprio lui… il caro vecchio Arnold Schwarzenegger che torna – con qualche anno in più – nel ruolo del T-800 riprogrammato. Schwarzy abbandona il mood androide dei primi capitoli e si affida ad un’umanità riscoperta (forse a volte eccessiva) che lo rende presenza scenica più forte di tutta la pellicola; le sue battute e i suoi sforzi di “socializzare” danno vita a siparietti e gag nelle quali è impossibile rimanere seri, tutto questo a discapito del resto del cast su cui pesa la presenza schiacciante dell’attore 67enne. Emilia Clarke – La madre dei draghi in Game of Thrones – si infila il chiodo di Sarah Connor ma non convince del tutto nonostante le scene action di cui è protagonista (ammettiamolo Linda Hamilton era di ben altra pasta); il ruolo di Kyle Reese è stato invece affidato a Jai Courtney (Divergent, Unbroken) che riesce a dimostrare una certa attitudine al personaggio; Jason Clarke (che vedremo a breve in Everest) ha il ruolo di John Connor un bel personaggio che riserverà grosse sorprese.

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Emilia Clarke e Jai Courtney

In finale Terminator: Genisys è un action movie di buon livello, divertente ed appetibile, che però non rispetta le implicazioni morali dei primi capitoli tralasciando il dualismo fondamentale uomo (comprensione) vs macchina (logicità). Nella pellicola, infatti, il t – 800 mostra una sensibilità che non rispecchia l’idea del cyborg a cui il franchise ci ha abituato (macchina assassina capace di tutto pur di raggiungere il suo scopo), detto questo però rimane il fatto centrale che Terminator Genisys è un film da non perdere principalmente per la sequenza di combattimento tra lo Schwarzy old e quello young, vero e proprio guilty pleasure dell’intera pellicola.

 

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