love actually

Amore, musica e White Christmas. Richard Curtis firma Love Actually, ambiziosa pellicola corale e celebrazione della commedia romantica all’inglese. Già sceneggiatore di classici del genere come Notting Hill, Il diario di Bridget Jones e Quattro Matrimoni e un funerale – che gli è valso anche una nomination agli Oscar – Curtis si cimenta nel 2003 nella sua prima prova di regia e regala al pubblico un racconto sull’amore, visto in ogni sua sfumatura.

C’è l’amore coniugale, come quello tra Karen (Emma Thompson) e Harry (Alan Rickman), la primissima cotta nata fra i banchi di scuola, di cui è protagonista il piccolo Sam (Thomas Brodie-Sangster) o quello che fiorisce nonostante l’apparente incomunicabilità, come quello che lega lo scrittore Jamie Bennet (Colin Firth) alla sua domestica portoghese Aurélia (Lúcia Moniz).

Love Actually Cinematographe

Tra un bacio romantico e una corsa in aeroporto, un potenziale tradimento e una love story stroncata sul nascere, il film è un ritmato inseguirsi di brevi capitoli in cui ognuno dei dieci protagonisti riesce, in pochi minuti, a raccontare e raccontarsi. Orchestrato con grandissima perizia, questo ensemble narrativo è accompagnato da una colonna sonora ad hoc, che si inserisce nella trama in maniera strutturale; la musica in Love Actually è un elemento-chiave della storia, che pervade tutto l’intreccio accompagnando i personaggi verso il coronamento delle loro aspirazioni romantiche.

All you need is Love Actually

Il film si apre sul personaggio di Bill Mack (Bill Nighy), un’attempata stella del pop che sta incidendo una cover natalizia di Love is all around dei The Troggs sotto gli occhi attenti del manager Joe (Gregor Fischer). Nonostante l’atteggiamento cinico e irriverente di Mack, sarà proprio lui a evidenziare una delle chiavi di lettura del film: il Natale è un momento da dedicare non al proprio successo o alle proprie ambizioni, ma alle persone a cui si vuole bene.

La scena si sposta all’interno di una chiesa, dove si sta celebrando il matrimonio (al quale partecipano molti dei protagonisti) di Juliet (Keira Knightley) e Peter (Chiwetel Ejiofor). Nel bel mezzo della cerimonia, la marcia nuziale si trasforma in uno dei classici della canzone d’amore più famosi di tutti i tempi: All you need is love dei Fab Four, i The Beatles. Questa entusiasmante performance altro non è che il regalo di Mark (Andrew Lincoln) il miglior amico dello sposo, nonché segretamente innamorato di Juliet. Curiosità: la scena è ispirata in realtà quanto avvenne durante il funerale di Jim Henson, il creatore dei Muppets.

Un matrimonio, un funerale. Il commento musicale ha un ruolo importante anche nella sequenza in cui Daniel (Liam Neeson) dà l’ultimo addio alla defunta moglie Joanna sulle note di Bye-bye baby dei Bay City Rollers, esaudendo il desiderio della compagna di lasciare la vita terrena in un’atmosfera leggera e sorridente. Il risultato è piuttosto estraniante, ma molto, molto toccante.

“God only knows what I’d be without you”, cantavano i Beach Boys nel 1966 e Love Actually rende omaggio alle pietre miliari della canzone romantica fino alla fine. Esemplare, dunque, la scelta del brano che chiude il film: God only knows, uno dei pezzi più famosi della band californiana.

Love Actually: la colonna sonora celebra l’amore ai tempi del pop

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Al di là dell’omaggio ai classici, Love Actually racchiude nella sua studiatissima colonna sonora alcuni dei maggiori successi del pop dei primi anni duemila, proponendo in un’unica playlist brani come Wherever You Will Go dei The Calling (che si posizionò nel 2002 al terzo posto nella UK Singles Chart) e Here with me, primo singolo di Dido, la musicista inglese lanciata verso la ribalta mondiale da Eminem. Nel film, il senso di smarrimento cantato da Dido fa da sfondo alla disperazione di Mark, che ha appena involontariamente rivelato alla moglie del suo migliore amico di essere perdutamente innamorato di lei.

Si canta e si balla anche al numero 10 di Downing Street. Sulle note di Jump delle Pointer Sisters, si scatena il Primo Ministro David (Hugh Grant), innamorato della sua dolce assistente Natalie (Martine McCutcheon). Questo brano segna la rivalsa personale e politica del premier inglese sul prepotente Presidente USA (Billy Bob Thornton) che osa un approccio piuttosto sfacciato con la ragazza. Nella soundtrack di Love Actually si trova la cover del brano dell’84 incisa appositamente per il film dalle Girls Aloud, una girl band nata durante l’edizione inglese del reality Popstar.

Altri nomi arcinoti della scena pop internazionale figurano tra le tracce della colonna sonora del film. Un orecchio attento non si farà sfuggire le voci di Norah Jones (col suo Turn me on), Justin Timberlake – che canta Like I Love You scritta da Pharrell Williams – e delle Sugarbabes, che accompagnano con la loro Too Lost In You gli sforzi di Sam per conquistare il cuore della sua compagna di scuola Joanna (Olivia Olson).

Love Actuallyla colonna sonora per innamorarsi un Natale a Londra

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Data l’ambientazione del film nelle quattro settimane prima di Natale, nella colonna sonora di Love Actually figurano alcuni brani dall’inconfondibile sapore invernale; ça va sans dire, protagonista di una delle scene madri del film è l’interpretazione della giovanissima Olivia Olson della canzone che consacrò Mariah Carey come reginetta delle Feste: All I want for Christmas is you. Questo pezzo è diventato un vero e proprio tormentone, riscuotendo fino a oggi più di cinquanta milioni di dollari di royalties e vendendo un numero abnorme di copie ogni anno, da 24 anni.

Classico dei classici, White Christmas è parte fondamentale del commento musicale del film; la versione scelta è quella di Otis Redding del 1968: meglio specificarlo, dato che ne esistono quasi duecento cover. Diventata a buon diritto uno dei brani-simbolo del Natale, fu scritta nel 1940 da Irving Berlin e, da allora, si è guadagnata il primato di singolo più venduto della storia con più di cinquanta milioni di copie.

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