Joker, Arthur Fleck e Joaquin Phoenix tra omaggi, citazioni ed easter eggs

Il film di Todd Phillips sta cavalcando un successo indescrivibile. Ma cos’ha ispirato Joker, e cosa mostra del mondo dei fumetti DC?

- Ultimo aggiornamento: 10 Ottobre 2019 13:20 - Tempo di lettura: 5 minuti

In una recente intervista Todd Phillips, parlando del suo Joker, ha ricordato la location per la scena della danza sulla scala. Si tratta di una lunga gradinata sulle colline del Bronx, gli unici clivi di una città in piano come New York. Un posto realmente esistente così come si vede nel film. Secondo il regista presto quelle scale diventeranno meta dei fans.

Joker: il film con Joaquin Phoenix ha scene post credits?

Come non dargli torto. Non è ancora diventata mania quest’onda di approvazioni partite dalla critica sul Lido e confluite in pochi giorni nella grande sorpresa del Leone d’Oro al Miglior film conquistata alla Mostra del Cinema di Venezia, ma sta già montando come una maionese dirompente a suon di dollari incassati. Per adesso oltre 258 milioni in soli 12 paesi, dei quali oltre 6,8 milioni soltanto in Italia. Considerando il budget di 55 milioni, il decollo verso l’Olimpo è già prenotato.

Joker (2019): la spiegazione del film con Joaquin Phoenix

Come sappiamo Joaquin Phoenix veste i panni di Arthur Fleck, un disgraziato che sbarca il lunario facendo il clown, ma sogna di diventare uno stand-up comedian. Le cose non gli andranno benissimo, ma la paranoia che lo porta a sinistre risate isteriche non gli impedirà un futuro (in)glorioso dalle parti del male. Ma proviamo a fare un giro tra le pieghe e gli angoli bui del cinecomic più inconsueto di sempre.

1. Joker e il fumetto originale: The Killing Joke

È oramai risaputo che questo Joker è totalmente staccato dai franchise DC Comics prodotti da Warner. Eppure la sua origine sta nell’ispirazione a The Killing Joke, graphic novel del 1988 firmata Alan Moore. Tra queste pagine alle origini del nostro villain era un ex-ingegnere con il sogno infranto di esibirsi come comico. Phillips e i suoi sceneggiatori hanno messo da parte il fatto che si stabiliva in un luna park, Amusement Mile, insieme alla sua banda, per lasciare lo stesso nome, invece, al quartiere di Arthur Fleck. È da notare che anche l’Arkham Asylum inquadrato quando Art cerca notizie dal passato della madre.

Joker (2019): danza e follia nell’interpretazione di Joaquin Phoenix

L’ospedale psichiatrico è noto nella storia dei fumetti perché apparve per la prima volta nel 1974 su Batman, e in seguito rappresentò il manicomio criminale dove rinchiudere i nemici più pericolosi dell’Uomo Pipistrello. “Basta una brutta giornata per ridurre l’uomo più sano alla follia”. Parola del commissario Gordon sul meccanismo che fa scattare qualcosa in un delinquente psicopatico. È un laitmotiv che accompagna silente tutto il martirio dell’indifeso Art.

2. Joker e Arthur Re per una notte

Joker vuol dire innanzitutto risate. Qui più amare che mai, Arthur le cerca disperatamente come comico, ma senza alcun successo. O forse sì, giusto per essere deriso da una tv senza scrupoli rappresentata dal Murray Franklin di Robert DeNiro. Assistiamo al primo passaggio di consegne dell’attore icona partendo da Re per una notte. Nel film di Scorsese Rupert Pumpkin era un comico da due lire con l’ambizione di comparire in tivù per lo show del suo idolo interpretato da Jerry Lewis. Ora DeNiro passa dall’altro lato del potere con il suo spocchioso Murray Franklin. Art lo idolatra, ma riuscirà ad arrivare al suo livello?

3. Joker, Arthur e Travis, i riferimenti a Taxi Driver

E siamo al secondo raccordo segnato da Martin Scorsese. Sua anche la regia di Taxi Driver, molto simile a Joker sia per fotografia e ambientazione che per arco narrativo vissuto dal protagonista. Arthur Fleck e Travis Bickle indossano giacche avana molto simili. Simulano con le dita lo sparo del suicidio sulla tempia, mostrano le loro magrezze a petto nudo dentro casa. E tagliano la città sbirciando senza espressione dai finestrini. Curioso che nel ruolo del tassista insonne ci fosse proprio Bob DeNiro, che per quel ruolo ebbe la nomination all’Oscar come Miglior attore. Chissà se Phoenix riuscirà ad accaparrarsi la statuetta che già in molti gli assegnano virtualmente.

4. Joker: gli scherzi di Arthur a Batman SPOILER ALERT

Alcuni piccoli easter egg riguardano Batman. Bruce Wayne c’è, ma è ancora un ragazzino nel 1981, anno in cui si svolge Joker. Art va a trovarlo nella grande casa di famiglia, e dal cancello i due trovano qualcosa in comune. Si esibisce da clown in borghese, stravagante e inquietante come uno stalker. Compariranno anche il maggiordomo Alfred e i coniugi Wayne. Per i più attenti, giocare al parco con le giostrine non è cosa priva di significato, soprattutto quando il piccolo Bruce si lancia scivolando da un palo d’acciaio, gesto plastico del tutto simile a quello da eseguire sul Batman pole, nella caverna segreta.

5. Arthur e gli altri Joker

Ha illustri precedenti Joaquin Phoenix nei panni di Joker. Il primo attore a impersonare il villain dei fumetti Cesar Romero, per esempio. Nel ’66 fu il primo a vestire questi panni. Il completo prugna di Phoenix sembra un omaggio a quello dell’attore di origine cubana. Nel 1989 arriverà Jack Nicholson a riscrivere il personaggio con i suoi sorrisi e la sua irresistibile aplomb. Forse lui è il più lontano dalla versione di Phoenix. Vincente, spavaldo, astuto e carismatico, rappresenta l’esatto opposto di questo reietto che da crisalide riempita di botte da bulli, si fa farfalla incipriata che danza su una gradinata bagnata di pioggia e circondata di spazzatura non raccolta.

Joker: la colonna sonora del film con Joaquin Phoenix

Molta più familiarità lo lega invece a Heath Ledger. Per entrambi la follia è l’ingrediente principale, ma se nell’attore del Cavaliere Oscuro risuonava ancora l’aura da leader, per Phoenix vale più il sostrato di disagio e solitudine in un uomo costretto a badare alla madre anziana e malata. In comune hanno il concept del trucco. Sfarinato, colante, impreciso e con l’esagerazione del rossetto ad appuntire la bocca su tutte le guance. Di Jared Leto si può dire poco, visto soprattutto il minutaggio ingrato a cui è stato ridotto al montaggio.

Alcune teorie postulate dai fans, ipotizzando un legame tra Joker e il futuro dei DC movies vorrebbero Leto a ereditare il ruolo direttamente da Fleck. Ma è ancora tutto da scrivere.