30 film di fantascienza da vedere nella storia del cinema

- Ultimo aggiornamento: 12 Settembre 2017 12:10 - Tempo di lettura: 21 minuti

Ci troviamo in un periodo decisamente interessante per quanto riguarda i film di fantascienza. Oltre alle pellicole sci-fi che già popolano le sale nostrane, come Rogue One: a Star Wars StoryPassengers e Arrival, il 2017 porterà infatti in dono agli appassionati di Sci-Fi anche altri film particolarmente attesi come Guardiani della Galassia Vol. 2Alien: Covenant, il remake americano di Ghost in the Shell, Blade Runner 2049 e l’ottavo episodio della saga di Star Wars, ancora senza titolo ufficiale.

Noi di Cinematographe abbiamo quindi deciso di stilare una lista dei 30 migliori film di fantascienza che più ci hanno intrigato, entusiasmato, fatto riflettere e discutere; una lista che per forza di cose esclude tantissime altre pellicole altrettanto meritevoli, ma che riteniamo possa essere un buono spunto per recuperare qualche piacevole visione e per una sana e pacifica discussione su un genere troppo spesso bistrattato.

Ecco i migliori film di fantascienza della storia del cinema

30. L’uomo che venne dalla Terra (Jerome Bixby, 2007)

È possibile fare un grande film di fantascienza ambientato quasi esclusivamente in un’unica stanza, basato interamente sui dialoghi e senza alcun effetto speciale? La risposta è sì, e L’uomo che venne dalla Terra ne è la prova. Otto amici e colleghi accademici si ritrovano per salutare John Oldman, in procinto di trasferirsi in un’altra città. Dopo gli inevitabili convenevoli, quest’ultimo, fra il serio e il faceto, propone un interessante quesito che stuzzica la fantasia e la curiosità dei suoi colleghi studiosi: è possibile che un uomo del Paleolitico sia sopravvissuto fino agli anni 2000, attraversando così tutta la storia umana e le sue più grandi conquiste? Il dibattito che ne consegue porta a interessanti riflessioni su storia, religione e morale e a un indimenticabile e spiazzante colpo di scena, tanto azzeccato quanto difficile da accettare.

Un piccolo grande film, che ha acquisito fama e apprezzamento col passare del tempo, grazie soprattutto al passaparola e al P2P, dichiarato pubblicamente e inconsuetamente dal produttore Eric D. Wilkinson come una delle principali motivazioni della diffusione della sua pellicola. Un’opera che testimonia la forza delle idee rispetto a grandi e spesso fini a se stessi budget.

29. Terrore nello spazio (Mario Bava, 1965)

Tra i migliori film di fantascienza c’è spazio anche per l’Italia, e in particolare per uno dei suoi più grandi artigiani, ovvero Mario Bava. L’ambientazione spaziale e l’esiguo budget consentono al maestro del cinema di genere italiano di concentrarsi con Terrore nello spazio sui personaggi, sulle sue caratteristiche atmosfere orrorifiche e claustrofobiche e sull’infondere paura nello spettatore con una minaccia invisibile e impalpabile, diventando così un apripista per il successivo e ben più conosciuto Alien di Ridley Scott. Una delle pellicole più precorritrici (e sottovalutate) del nostro cinema, impreziosita da non banali riflessioni sul tema del doppio e da un particolare uso di colori forti e accesi, che la rendono un’esperienza visiva e sensoriale, oltre che intellettualmente appagante.

28. The Day After – Il giorno dopo (Nicholas Meyer, 1983)

The Day After è un film per la TV statunitense del 1983 scritto e diretto da Nicholas Meyer, e incentrato sugli ipotetici scenari a cui avrebbe potuto portare la Guerra Fredda fra USA e URSS e il loro ampio accesso alle armi nucleari. Siamo più dalle parti del dramma fantapolitico che nella pura fantascienza, ma la severità e l’accuratezza con cui il regista ha messo in scena il racconto ha portato tante persone a prendere coscienza dei gravi rischi che il mondo stava correndo. L’esiguo budget a disposizione della produzione non ha impedito a Nicholas Meyer di realizzare un film intenso e struggente, che grazie anche ad alcune impressionanti scene di devastazione ha scioccato l’opinione pubblica al punto da costringere l’ABC a creare una linea telefonica solo per rassicurare gli spettatori, generando inoltre un forte dibattito sui pericoli a breve e lungo termine causati dalla scellerata corsa all’atomica.

Una pellicola decisamente meno spettacolare e adrenalinica rispetto a molte altre che Hollywood ha partorito successivamente sul tema, ma che merita un posto nella nostra graduatoria proprio per la sua capacità di inquietare e fare riflettere la popolazione mondiale sulle proprie imprudenti decisioni e sui propri imperdonabili errori.

27. Matrix (Larry e Andy Wachowski, 1999)

Anche se non è stato il primo film a trattare il tema della presunta falsità della dimensione umana, Matrix va certamente inserito fra le pellicole più importanti degli anni ’90 per come ha saputo coniugare la complessità e la profondità di tale argomento con una narrazione dalla forte impronta action, e quindi di grande presa sul pubblico. Andrew e Larry (divenuti in seguito Lilly e Lana) Wachowski giocano coi generi e sfruttano al meglio le performance di ottimi interpreti come Keanu Reeves, Laurence Fishburne e Carrie-Anne Moss, imbastendo un solido blockbuster fantascientifico, che riesce nel duplice intento di intrattenere lo spettatore e di suscitare difficili e inquietanti riflessioni sull’ambiguità della società in cui viviamo.

Con le sue contaminazioni fra informatica e realtà, i suoi combattimenti Kung Fu, le sue allarmanti ipotesi esistenziali e le ormai proverbiali sequenze in bullet time, Matrix è classificabile come un vero e proprio cult del genere, che a quasi 20 anni dall’uscita e nonostante i due pessimi seguiti Matrix Reloaded e Matrix Revolutions mantiene ancora inalterata la propria forza.

26. I figli degli uomini (Alfonso Cuarón, 2006)

Fra i film più sottovalutati del nuovo millennio c’è sicuramente I figli degli uomini, diretto dallo stesso Alfonso Cuarón che 8 anni più tardi centrerà il suo primo Oscar come miglior regista per un altro film di fantascienza, ovvero Gravity. Il regista messicano dirige con maestria e sensibilità una storia di disperazione e speranza, ambientata in un futuro distopico in cui il genere umano si prepara a una lenta ma inesorabile agonia a causa dell’infertilità che lo attanaglia. Un cast stellare (Clive Owen, Michael Caine e Julianne Moore), la sublime fotografia di Emmanuel Lubezki e i virtuosismi dietro la macchina da presa di Cuarón (da segnalare un piano sequenza da antologia) impreziosiscono una pellicola che sfrutta la premessa fantascientifica per raccontare l’inveterata tendenza del genere umano all’autodistruzione, ma anche la sua incrollabile capacità di ripartire e ricostruire sulle situazioni più estreme e difficili.

25. Il gigante di ferro (Brad Bird, 1999)

Prima di conquistare due successi (e altrettanti Oscar) alla Pixar con Gli Incredibili e Ratatouille, il talentuoso Brad Bird ha diretto Il gigante di ferro, pellicola d’animazione dai pessimi incassi al botteghino e ancora oggi sconosciuta a molti, ma che noi inseriamo senza alcuna esitazione nella ristretta cerchia dei più grandi film di fantascienza. Nell’intrigante ambientazione della provincia americana durante la Guerra Fredda ha luogo una commovente storia di amicizia fra un bambino umano e un gigantesco robot alieno, che non ricorda di essere stato creato per distruggere la Terra e soggiogare l’umanità. Una struggente favola per bambini ma anche per adulti, che senza buonismo e retorica mette in scena la paura del diverso e dello sconosciuto, ricordandoci che, a prescindere dalla nostra origine e dalle nostre fattezze, ognuno di noi è libero di scegliere ogni giorno che cosa fare della propria vita e come gestire le proprie capacità.

24. L’uomo che visse nel futuro (George Pal, 1960)

Il seminale romanzo H. G. Wells La macchina del tempo viene adattato per la prima volta per il grande schermo con L’uomo che visse nel futuro, diretto da George Pal nel 1960. Il mito dei viaggi nel tempo viene sfruttato per un’entusiasmante avventura nel futuro prossimo e remoto dell’umanità, che appaiono tutt’altro che rosei. Il protagonista George Wells (omaggio all’autore del romanzo), dopo aver inventato una macchina capace di trasportarlo avanti e indietro nel tempo, si muove per errore di centinaia di migliaia di anni nel futuro, scoprendo che il genere umano, a seguito di un lungo e sanguinoso conflitto, si è diviso in due gruppi: gli Eloi, abitanti nella superficie di una Terra post atomica, sfruttati come forza lavoro e cibo dai Morlock, abituatisi invece a vivere nell’oscurità del sottosuolo.

Anche se gli effetti speciali, il trucco e la scenografia visti con gli occhi di oggi possono fare sorridere, il film di George Pal è un esempio di grande cinema e ottima fantascienza, che sa solleticare la fantasia rompendo le barriere della nostra conoscenza, ma anche fare riflettere sui vizi e sugli errori del genere umano. Del film esiste un remake del 2002, intitolato The Time Machine, diretto con più soldi e migliore tecnologia dal pronipote dell’autore del romanzo Simon Wells, incapace però di riprodurre la magia e la forza visionaria dell’originale.

23. Il pianeta delle scimmie (Franklin J. Schaffner, 1968)

Uscito nello stesso 1968 che diede la luce a 2001: Odissea nello spazio (che ritroveremo più avanti), Il pianeta delle scimmie condivide con il capolavoro di Stanley Kubrick una visione cupa e severa del genere umano e la portata decisamente rivoluzionaria all’interno del panorama fantascientifico. La pellicola di Franklin J. Schaffner coinvolge lo spettatore nella missione dell’equipaggio dell’astronave Icarus, che si imbarca in un viaggio lungo secoli alla ricerca di un pianeta ospitale, ma finisce su un corpo celeste in cui diverse razze di scimmie dominano e schiavizzano esseri umani primitivi. Il ribaltamento dei ruoli fra oppressori e oppressi apre a una lucida e profonda riflessione sulla brutalità del genere umano e sulla sua atavica tendenza ad autodistruggersi, che si conclude con uno dei più agghiaccianti e celebri colpi di scena della storia del cinema, che non sveliamo per non rovinare la sorpresa a quei pochi che non lo conoscono.

Una pietra miliare del genere, capostipite di una lunga e prolifica saga che nel 2017 avrà un nuovo capitolo, intitolato The War – Il pianeta delle scimmie.

22. L’invasione degli ultracorpi (Don Siegel, 1956)

In questa nostra graduatoria dei migliori film di fantascienza non poteva certamente mancare L’invasione degli ultracorpi di Don Siegel, fra le prime pellicole ad affrontare in modo maturo (e decisamente inquietante) il tema dell’invasione aliena. Miles J. Bennell (interpretato da Kevin McCarthy) è il protagonista di una vera e propria odissea, che comincia nel momento in cui si rende conto che gli abitanti della sua cittadina vengono sostituiti nel sonno da repliche aliene, che si riproducono all’interno di grandi baccelli. Con a disposizione un budget esiguo anche per l’epoca, Don Siegel procede per sottrazione, centellinando le apparizioni delle creature aliene e generando un clima di crescente e palpabile tensione solo con sapienti inquadrature atte a fare percepire il terrore e il punto di vista dei diversi personaggi.

Fra le pieghe della mera trama, molti hanno voluto leggere la messa in scena della paura dell’invasione comunista, lettura dalla quale lo stesso regista si è pubblicamente dissociato. L’invasione degli ultracorpi mette in scena le nostre paure più profonde e viscerali, insieme alla tendenza del genere umano ad accettare passivamente le limitazioni alla nostra libertà che avvengono lentamente e silenziosamente, salvo poi ribellarsi solo a frittata fatta. Da non sottovalutare il remake Terrore dallo spazio profondo, diretto da Philip Kaufman.

21. Inception (Christopher Nolan, 2010)

Christopher Nolan è fra i più amati (ma anche odiati) cineasti contemporanei, capace come pochissimi di coniugare il cinema popolare con una fortissima ambizione artistica. Con Inception, il regista britannico indaga su una delle sue ossessioni cinematografiche, cioè quella per il tempo, raccontando la storia dello specialista di estrazioni oniriche Dominic “Dom” Cobb (uno strepitoso Leonardo DiCaprio) e della sua squadra, che per una volta si trova a dover impiantare un’idea nella mente di una persona attraverso un suo sogno. L’operazione richiede la titanica impresa di sincronizzare tre livelli di sogno, in cui il tempo scorre a tre diverse velocità, con i gravi rischi di rimanere intrappolati per anni in un livello e di non essere più in grado di distinguere la realtà dalla visione onirica.

Nolan gioca con le leggi della fisica e lo spazio, imbastendo un vero e proprio rompicapo cinematografico, che fra impressionanti scene d’azione, struggenti storie d’amore e torbidi giochi di potere tiene lo spettatore incollato alla sedia fino all’ultimo fotogramma e anche oltre, grazie a uno spiazzante ed enigmatico finale che ad anni dall’uscita del film non cessa di fare discutere gli appassionati.

20. WALL•E (Andrew Stanton, 2008)

Fra le tante perle che la Pixar ha regalato al cinema d’animazione negli ultimi anni, lo splendido WALL•E si distingue per il suo saper essere contemporaneamente una grande fiaba spaziale e uno straordinario film di fantascienza. La pellicola di Andrew Stanton riesce a commuovere con un’intensa storia d’amore fra robot, a cui fa da sfondo la desolante cornice di un pianeta Terra ormai sommerso dai rifiuti, che l’automa protagonista del film continua diligentemente a compattare e impilare per diversi secoli, immerso in un’assoluta solitudine causata dalla scomparsa dei propri simili.

Giustamente premiato con l’Oscar come migliore film d’animazione nel 2009, WALL•E rielabora con estrema naturalezza e sublime sensibilità temi tipici della fantascienza come il progressivo degrado del pianeta, l’isolamento, la graduale cancellazione del genere umano e la coscienza delle macchine, regalando a grandi e piccini un’ora e mezza di un cinema ormai raro, che sa fare divertire e pensare ma anche scaldare il cuore con leggerezza e dolcezza.

19. Ultimatum alla Terra (Robert Wise, 1951)

Nella nostra lista dei migliori film di fantascienza non poteva mancare il classico Ultimatum alla Terra, lungometraggio del 1951 diretto da Robert Wise che propone la figura di un popolo extraterrestre dai poteri potenzialmente devastanti, ma che approda sul nostro pianeta per ammonire l’umanità e invitarla a un approccio alla vita e al prossimo più pacifico e armonico. La reazione dei terrestri è però ostile, e costringe l’alieno Klaatu a fingersi un umano per promulgare i propri ideali e ottenere considerazione dai leader mondiali.

Non è difficile riscontrare nel soggetto diverse analogie con la figura di Gesù Cristo (per Klaatu non mancheranno tradimenti e resurrezioni), ma Ultimatum alla Terra è prima di tutto un monito alla propensione del genere umano a trattare sempre il diverso e lo straniero con diffidenza e aggressività, anche quando esso arriva con intenzioni bonarie e pacifiche. Una pietra angolare della fantascienza, che non risente minimamente della sua età e che continua a ispirare nuove generazioni di registi, che non mancano di omaggiare e citare il film e la sua celeberrima frase Klaatu, Barada, Nikto! nelle loro opere.

18. Akira (Katsuhiro Ōtomo, 1988)

La fusione fra fantascienza e la lunga e gloriosa tradizione nipponica nel campo dell’animazione ha dato vita nel 1988 ad Akira, una di quelle pellicole che hanno contribuito a elevare gli anime a vere e proprie opere d’arte, che non hanno nulla da invidiare ai film girati con attori in carne e ossa. Sarebbe però riduttivo inquadrare quest’opera di Katsuhiro Ōtomo come un semplice film di fantascienza. Akira è infatti un’opera innovativa e ricca di sfaccettature, realizzata con uno sforzo produttivo immane (circa un miliardo di Yen dell’epoca e anni di lavorazione) e capace di abbracciare in poco più di due ore tematiche come la futuribile epoca post atomica, la corruzione e il degrado della società, la contaminazione fra uomo e metallo e sorprendenti suggestioni filosofiche sull’origine della vita e dell’universo, il tutto sullo sfondo di una Tokyo cupa e futuristica, terreno di conquista per gang di giovani criminali.

Al di là della mera posizione nella nostra classifica dei film di fantascienza, Akira è quindi una pellicola assolutamente indispensabile per ogni amante del cinema, capace di rivelare a ogni visione nuove e inquietanti riflessioni sul presente e sul futuro della nostra società e impreziosita da un comparto tecnico e grafico che a quasi 30 anni dall’uscita ha ancora pochissimi rivali.

17. Interstellar (Christopher Nolan, 2014)

Ancora Christopher Nolan per Interstellar, altro film di fantascienza adorato da molti e bistrattato da tanti altri. Il cineasta britannico vola altissimo, prendendo come punto di riferimento l’irraggiungibile Odissea di Kubrick per un viaggio fra tempo e spazio alla ricerca di amore, affetti e un’esistenza migliore per una Terra ormai inguaribilmente malata. Un cast strepitoso (fra gli altri Matthew McConaughey, Anne Hathaway, Jessica Chastain, Michael Caine, Matt Damon e Casey Affleck) per una pellicola di grande ambizione ed estremo rigore scientifico, che riesce a rendere toccanti e intriganti anche i passaggi più criptici e forzati, per poi deflagrare in una parte finale davanti alla quale è davvero difficile trattenere le lacrime.

Interstellar è un’avventura galattica a cui abbandonarsi senza riserve e resistenze, un viaggio ai confini dell’universo e fra le pieghe dello spazio-tempo, che conferma il talento di uno dei più grandi registi contemporanei e ci ricorda che oltre alle leggi della fisica e dell’universo è l‘Amor che move il sole e l’altre stelle.

16. E.T. l’extra-terrestre (Steven Spielberg, 1982)

Fra i primi amori di ogni cinefilo cresciuto a cavallo fra gli anni ’80 e ’90 c’è sicuramente quello per E.T. l’extra-terrestre, il dolce e irresistibile visitatore da un altro pianeta protagonista di una delle più celebri opere di Steven Spielberg. E.T. l’extra-terrestre è uno dei più celebri e apprezzati connubi tra cinema popolare e d’autore, un ciclone di magia e buoni sentimenti fra le cui pieghe riscontriamo in ogni istante il viscerale amore per il cinema del suo creatore, oltre a uno struggente inno all’amicizia e alla fratellanza fra diverse razze, culture e civiltà, esaltato da un eccellente comparto tecnico e sonoro.

Tante altre pellicole hanno affrontato la paura e l’elogio della diversità in maniera più matura e approfondita rispetto a E.T. l’extra-terrestre, ma pochissime sono state in grado di scaldare il cuore di piccoli e grandi cinefili come questa commovente pellicola del leggendario Steven Spielberg, che merita quindi un posto di rilievo nella nostra classifica dei migliori film di fantascienza.

15. Fahrenheit 451 (François Truffaut, 1966)

Fra la superba filmografia di François Truffaut, insieme a illuminanti opere sulle istituzioni e sulle relazioni interpersonali come I 400 colpi, Jules e Jim, Effetto notte e L’uomo che amava le donne, troviamo anche il sublime adattamento di Fahrenheit 451, romanzo di fantascienza distopica scritto da Ray Bradbury. Ci troviamo in un minaccioso futuro di matrice orwelliana, in cui la televisione è diventata l’unico organo di svago e informazione tollerato da un regime totalitario e oppressivo, mentre i libri vengono sottratti ai proprietari e bruciati in pubblico con un lanciafiamme. Da questo allarmante contesto fantapolitico scaturisce una severa e quanto mai attuale riflessione sull’omologazione e sul controllo della società e dell’informazione, che senza l’ausilio di effetti speciali e astronavi ci ammonisce e ci mette in guardia sui rischi a cui sta andando incontro la nostra civiltà.

14. La cosa (John Carpenter, 1982)

John Carpenter ha saputo utilizzare come pochissimi mostri e demoni per mettere in discussione le istituzioni e i nostri stessi principi, mettendo alle strette i propri personaggi in situazioni in cui il confine fra il bene e il male diventa sempre più sottile. Uno degli esempi più folgoranti di questa tematica ricorrente nel cinema di Carpenter è La cosa, basato sul romanzo La cosa da un altro mondo di John W. Campbell e sull’omonimo film prodotto da Howard Hawks.

Un parassita alieno silenzioso e invisibile, capace di replicare struttura e comportamenti dell’organismo che lo ospita, diventa la miccia che fa deflagrare rancori e diversità all’interno di una base scientifica americana in Antartide. Il clima di crescente sospetto e diffidenza si fa sempre più asfissiante, portando ogni protagonista a dubitare di tutti gli altri e a ritenerlo una potenziale minaccia. La cosa è una geniale allegoria della disgregazione della civiltà umana e dell’incapacità di fare un fronte comune e compatto di fronte a una reale minaccia, esaltata dagli strepitosi e artigianali effetti speciali di Rob Bottin, capaci di incutere reale timore nello spettatore nelle poche e ben dosate apparizioni del mostro.

13. La vita futura (William Cameron Menzies, 1936)

Nella nostra classifica dei migliori film di fantascienza non poteva mancare La vita futura, pellicola sconosciuta a molti e basata su un altro romanzo di H. G. Wells, The Shape of Things to Come. Siamo di fronte a una delle più ambiziose e dispendiose produzioni cinematografiche degli anni ’30, che si prefiggeva lo scopo di prevedere e anticipare i principali eventi mondiali che sarebbero avvenuti nei cento anni successivi a quello della sua uscita, ovvero il 1936. Guardando la pellicola oggi, è inquietante notare quanti eventi cardine della nostra civiltà siano stati sapientemente previsti da Wells e dal regista William Cameron Menzies, dalla comunque ipotizzabile seconda guerra mondiale alla diffusione capillare della tecnologia nella vita di tutti i giorni, passando per i conflitti per la conquista del petrolio.

La vita futura è una delle pellicole più importanti e influenti del genere, che testimonia come la fantascienza non sia solo un prodotto di nicchia e di pura fantasia, e di quanto sia in grado di anticipare gli sviluppi della nostra società in maniera spesso più precisa e convincente rispetto ai più disparati studiosi.

12. Terminator (James Cameron, 1984)

Fra le pietre angolari della fantascienza è doveroso citare Terminator, il film che nel 1984 impose all’attenzione mondiale la presenza scenica di Arnold Schwarzenegger e il talento visivo e narrativo di James Cameron, dando vita a una lunga e fortunata saga cinematografica. Pur con un impianto tipicamente action, Terminator affronta in maniera sorprendentemente fresca e coinvolgente temi prettamente Sci-Fi come i paradossi temporali e la ribellione delle macchine all’uomo, dando vita a una storia d’amore e di lotta per la sopravvivenza che attraversa e supera i confini del tempo e dello spazio, impreziosita dagli eccellenti effetti speciali di Stan Winston. Terminator è ancora oggi un cult della fantascienza, cupo e disperato, con una grande eroina femminile come la protagonista Linda Hamilton, che, anche grazie all’ottimo sequel Terminator 2 – Il giorno del giudizio, è oggi considerata una vera e propria icona del genere.

11. Incontri ravvicinati del terzo tipo (Steven Spielberg, 1977)

Ancora il Re Mida di Hollywood Steven Spielberg nella nostra classifica con Incontri ravvicinati del terzo tipo, un’altra straordinaria storia incentrata sugli alieni. Il regista americano fonde i propri ricordi e le proprie esperienze personali da bambino, la tradizione Sci-Fi e l’ampia documentazione a proposito dei presunti rapimenti di esseri umani da parte di non meglio identificate creature aliene, realizzando un film di fantascienza dall’altissima portata artistica e cinematografica che, in controtendenza con l’epoca, presenta gli UFO come esseri pacifici, rassicuranti e desiderosi di una comunicazione ai limiti del giocoso con i terrestri.

La paura del diverso e dello straniero viene esorcizzata in Incontri ravvicinati del terzo tipo dai bambini, da sempre interlocutori privilegiati nel cinema di Spielberg, rappresentati dal cineasta come gli unici in grado di non farsi condizionare dalla paura e dai pregiudizi e di abbandonarsi completamente ai propri sogni e ai propri istinti nella conoscenza dei loro fratelli delle stelle. Un punto di riferimento della fantascienza e del cinema tutto, esaltato da effetti speciali all’avanguardia e da un indimenticabile tema musicale di John Williams.

10. Videodrome (David Cronenberg, 1983)

Entriamo nella top ten della nostra classifica dei migliori film di fantascienza con David Cronenberg e il suo Videodrome, visionaria e inquietante pellicola sullo strapotere dei media e in particolare della televisione. Il cineasta canadese mette in scena la tematica ricorrente nel suo cinema della contaminazione fra uomo e macchina, proponendo una cinica e allucinante rappresentazione della sudditanza della nostra società nei confronti della TV e del conseguente rischio di non riuscire più a distinguere la realtà dalle molteplici illusioni create dal televisore.

Forte anche della superba performance di James Woods, Videodrome è un viaggio torbido e perverso nelle pieghe e nelle debolezze della mente umana, capace di sconvolgere e coinvolgere lo spettatore in un vortice di sesso, violenza e alterazione della realtà. Più che un semplice film di fantascienza, un vero e proprio incubo a occhi aperti, che riesce nell’intento di ammonire la società moderna sulla sua progressiva e passiva alienazione e sulla sua sempre più grave perdita di identità.

9. Essi vivono (John Carpenter, 1988)

Bis nella nostra classifica anche per John Carpenter con Essi vivono, il suo film più politico e visionario. In una Los Angeles sudicia e degradata assistiamo all’allucinante storia di John Nada (pregevolmente interpretato dal compianto Roddy Piper), disoccupato in cerca di fortuna in una grande metropoli che scopre casualmente un complotto alieno su scala mondiale per tenere controllata e schiavizzata la razza umana e sfruttarne le risorse. Osservando la realtà che lo circonda tramite appositi occhiali, Nada si accorge infatti di agghiaccianti cartelli contenenti messaggi subliminali che invitano le persone all’obbedienza e alla conformazione, e delle reali sembianze di molti abitanti del pianeta, che si rivelano alieni dalle fattezze di zombi parte integrante della cospirazione.

Essi vivono è un capolavoro troppo spesso dimenticato e sottovalutato, il cui messaggio è stato purtroppo frequentemente distorto dal crescente movimento complottista per rendere più credibili le tesi più improbabili e fantasiose. Il film di Carpenter punta invece decisamente e ferocemente il dito contro la passiva omologazione e soprattutto contro il capitalismo sfrenato e sregolato, ritenuto responsabile di forti disuguaglianze sociali e di un deterioramento morale e culturale della nostra società.

8. Brazil (Terry Gilliam, 1985)

Ci avviciniamo alla vetta della nostra classifica dei migliori film di fantascienza con il monumentale Brazil di Terry Gilliam, un inno alla fantasia e all’immaginazione in risposta al grigiore e alla ripetitività della civiltà moderna. In un contesto sociale non lontano da quello profetizzato da Orwell nel suo seminale 1984, dominato dall’inquinamento, dalla superficialità e da un’invasiva burocrazia, assistiamo alla struggente storia del mediocre impiegato Sam Lowry (uno straordinario Jonathan Pryce), che fugge continuamente dalla sua apatica vita sognando a occhi aperti di volare insieme a una misteriosa e bellissima donna. In questa società non c’è però spazio per la fantasia e per la creatività, e ben presto il protagonista finisce invischiato nella lotta fra governo totalitario e ribelli, fra le cui fila compare anche il grandissimo Robert De Niro nel piccolo ma fondamentale ruolo di Archibald Tuttle.

Brazil racconta con disillusione e pessimismo la progressiva perdita di umanità e l’uniformazione della nostra società, lanciando però anche un forte e appassionato messaggio di speranza: il sistema può prendere il nostro tempo e il nostro corpo, ma non può portarsi via la nostra anima e i nostri sogni.

7. Ritorno al futuro (Robert Zemeckis, 1985)

Ancora 1985, ma stavolta per un film decisamente più ottimista e leggero, ma non meno importante. Con Ritorno al futuro, Robert Zemeckis rielabora il tema della macchina del tempo, creando la miscela perfetta di fantascienza e commedia e incantando trasversalmente il pubblico di tutte le età in un appassionante e spassoso viaggio avanti e indietro nel tempo, capostipite di una trilogia scolpita ormai indelebilmente nella storia del cinema. I paradossi fisici e temporali passano così dall’essere un argomento di discussione per pochi esperti al motore di una vicenda universalmente godibile, sorretta da due protagonisti d’eccezione come Michael J. Fox e Christopher Lloyd, nei panni rispettivamente del grintoso Marty McFly e del brillante e istrionico Doc Emmett Brown.

Ritorno al futuro non è quindi solo un brillante film di fantascienza, ma anche una celebrazione dell’amicizia più vera e sincera e dell’importanza di credere in se stessi e lottare per i propri affetti anche nelle situazioni più difficili.

6. Alien (Ridley Scott, 1979)

Nello spazio nessuno può sentirti urlare. Questa la tagline di una della massime espressioni della fantascienza orrorifica, quell’Alien di Ridley Scott che nel 1979 terrorizzò il mondo, diventando un’asticella non ancora superata per una delle saghe cinematografiche più celebri e apprezzate. La missione apparentemente tranquilla e innocua dell’equipaggio dell’astronave Nostromo si trasforma in una terrorizzante e disperata lotta per la sopravvivenza contro uno dei mostri più inquietanti mai apparsi su schermo, retta soprattutto dall’iconica Ripley di Sigourney Weaver, una delle prime eroine protagoniste di un film di questa portata.

Tante le scene impresse nell’immaginario collettivo di questa colonna portante della fantascienza, dal facehugger alla prima spaventosa comparsa del mostro, passando ovviamente per la celeberrima sequenza del parto alieno dal petto di John Hurt, ma a lasciare il segno è soprattutto la sensazione di opprimente claustrofobia e di crescente terrore, resa abilmente da un maestro della settima arte come Ridley Scott. Tutti questi fattori fanno di Alien un classico non solo fra i film di fantascienza, superato nella nostra graduatoria solo da altre pietre miliari del cinema.

5. Star Wars (George Lucas, 1977)

Parlando di film di fantascienza, Star Wars è fra le prime pellicole verso cui corre immediatamente la mente di molti di noi. Con questa sua monumentale opera, George Lucas ha dato vita a un universo magico e sconfinato, sfruttato da 40 anni da cinema, TV, fumetti, videogiochi e giochi da tavolo per fare sognare intere generazioni di appassionati. La saga di Guerre stellari poggia le sue fondamenta in una galassia lontana, fra pianeti fantastici popolati dalle creature più bizzarre, immense astronavi da battaglia, principesse da mettere in salvo, vecchi cavalieri e giovani eroi da formare, ma il contesto fantascientifico è solo una cornice per una storia quanto mai terrena, basata sull’amicizia, sulla voglia di rivincita e riscatto, sull’indissolubile legame con i propri affetti e sull’eterna lotta fra il bene e il male. Inevitabile dunque inserire questa colonna portante del cinema mondiale nelle posizioni più alte della nostra graduatoria.

4. Blade Runner (Ridley Scott, 1982)

Ancora Ridley Scott per un altro capolavoro della sua filmografia, quel Blade Runner che a 35 anni dalla sua uscita avrà nel 2017 un attesissimo seguito, Blade Runner 2049. Il cineasta inglese sfrutta il romanzo Il cacciatore di androidi di un autore di culto come Philip K. Dick per dare vita a un noir di fantascienza distopica, in cui una futuristica Los Angeles diventa il teatro della lotta per la sopravvivenza dei cosiddetti replicanti, androidi creati con un’aspettativa di vita limitata che non si rassegnano alla loro fine, e ai quali un governo cinico e opprimente dà una spietata caccia attraverso agenti speciali come il protagonista Rick Deckard, magistralmente interpretato da Harrison Ford.

Quello che formalmente si presenta come un film di fantascienza diventa quindi un’acuta e toccante riflessione sul diritto alla vita e sulla contaminazione fra gli esseri umani e le macchine, presentate come entità in grado di provare sentimenti, desideri e passioni. Blade Runner è un’opera d’arte senza tempo, esaltata da una sublime scenografia dark, dalla memorabile colonna sonora di Vangelis e dal suo commovente e celeberrimo finale, fra le scene più citate e omaggiate della storia del cinema.

3. Metropolis (Fritz Lang, 1927)

Gradino più basso del podio della nostra graduatoria dei migliori film di fantascienza per il sublime Metropolis di Fritz Lang, di cui proprio in questi giorni ricorre il novantesimo anniversario. Siamo di fronte a uno dei capolavori del cinema espressionista tedesco: un’allegoria dell’industrializzazione e della progressiva disumanizzazione e perdita di dignità della classe operaia, in grado di anticipare con sorprendente gran parte degli sviluppi tecnologici poi realmente avvenuti.

Disprezzato da tanti (H. G. Wells e Luis Buñuel su tutti), adorato da molti altri (fra cui Adolf Hitler), Metropolis è una delle pellicole che più hanno influenzato la storia del cinema di fantascienza, la cui versione originale è purtroppo andata perduta durante la seconda guerra mondiale. Un mastodontico sforzo produttivo e artistico, dalle avveniristiche scenografie e imprendibili scenografie, la cui portata non accenna a perdere di valore, a dispetto della sua età e di un’inevitabile finale consolatorio.

2. Solaris (Andrej Tarkovskij, 1972)

Piazzamento d’onore nella nostra classifica dei migliori film di fantascienza per il memorabile Solaris del regista sovietico Andrej Tarkovskij, da non confondere col dimenticabile remake americano diretto da Steven Soderbergh. Il viaggio verso l’ignoto dello psicologo Kris Kelvin diventa un’occasione per esplorare prima di tutto se stesso, e per comprendere e accettare i limiti della ragione e della razionalità nell’immensità del cosmo e della conoscenza. La pura fantascienza lascia così spazio a una narrazione intima e dai tempi estremamente dilatati, incentrata non tanto sui poteri del misterioso pianeta Solaris, in grado di materializzare i pensieri umani, ma su un’insistita e profonda analisi del concetto stesso di esistenza, e di cosa sia lecito o no chiamare vita.

Solaris è un impegnativo e ostico viaggio all’interno dell’animo umano, una pellicola da cui lasciarsi scrutare e contemplare, che come le più grandi opere d’arte a ogni visione scava un solco sempre più profondo nella nostra coscienza.

1. 2001: Odissea nello spazio (Stanley Kubrick, 1968)

La vetta della nostra classifica dei migliori film di fantascienza non poteva che andare al capolavoro di Stanley Kubrick 2001: Odissea nello spazio, probabilmente il film più ambizioso della storia del cinema e certamente fra le migliori pellicole mai realizzate. Quello di Kubrick è un viaggio allucinante e a tratti indecifrabile verso l’infinito e oltre e lungo tutta la storia umana, dai primi fondamentali progressi degli ominidi fino a un futuro abbagliante e indecifrabile, in cui l’uomo viene messo a contatto con le proprie stesse origini. A fare da contorno a questa temeraria avventura ai limiti della nostra conoscenza è una profonda e severa riflessione sulla tecnologia e in particolare sull’intelligenza artificiale, dipinta attraverso l’elaboratore HAL 9000 come il mezzo per raggiungere nuovi traguardi, ma anche uno strumento fallibile e controverso, in grado di ribellarsi e fare del male ai propri creatori.

Le musiche di Strauss e Ligeti e l’arte visiva di Stanley Kubrick (fra le scene più rilevanti impossibile non citare l’osso scagliato in aria, il valzer astrale e il celeberrimo “trip” nella parte finale) ci guidano in un tragitto esaltante e misterioso, a cui fa da filo conduttore un minaccioso nero, sentinella e guida del genere umano nei suoi momenti determinanti. L’ultima mezz’ora di 2001: Odissea nello spazio ci lascia con emozioni, visioni e domande difficili, se non impossibili, da riscontare in altre pellicole, che certificano il posto di rilievo di questa pellicola non solo nella nostra graduatoria ma nell’intera storia della settima arte.

Ognuno è libero di speculare a suo gusto sul significato filosofico del film. Io ho tentato di rappresentare un’esperienza visiva, che aggiri la comprensione per penetrare con il suo contenuto emotivo direttamente nell’inconscio.
Stanley Kubrick