David Harbour: film e vita privata del protagonista di Hellboy

Compare in numerosi ruoli di supporto, ma la svolta avviene con Stranger Things. Chi è David Harbour, il nuovo Red nel reboot di Hellboy?

- Ultimo aggiornamento: 11 Aprile 2019 21:13 - Tempo di lettura: 6 minuti

Un volto riconoscibile, che ha saputo districarsi in molti film rilevanti e di una certa levatura. David Harbour si mostra discreto e curioso di esplorare i caratteri dei comprimari che va a interpretare. La sua presenza fisica imponente e la sua distinta espressività lo porta ad affrontare una nuova fase della sua carriera, ricolma di progetti molto importanti, tra cui il cinecomic Hellboy e il prossimo stand-alone de La Vedova Nera targato Marvel Studios. Chi è David Harbour? Scopriamolo insieme.

1. Da Broadway a Law & Order: un inizio scoppiettante

David Harbour nasce il 10 Aprile 1975 a White Plains, New York. La sua vocazione è sempre stata la recitazione. Dopo aver sostenuto gli studi accademici al Dartmouth College di Hannover, ha subito mostrato le sue capacità d’interprete nel 1999, quando ha iniziato a recitare nei palcoscenici di Broadway: tra le opere teatrali più rilevanti in cui ha partecipato, vi sono Il Mercante di Venezia, nel ruolo di Bassanio, Chi Ha Paura di Virginia Woolf? e Glengarry Glen Ross (Americani) del drammaturgo David Mamet. Nello stesso anno debutta in TV come comparsa nella serie Law & Order, a cui gli hanno affidato negli spin-off Law & Order: Special Victims Unit e Law & Order: Criminal Intent ben cinque parti differenti. La sua dote attoriale spicca all’interno di queste produzioni, facendo trapelare la sua capacità di mimetizzarsi con l’ambiente. Un camaleontico attore che può sfruttare il trampolino di lancio per farsi largo tra i progetti hollywoodiani.

2. Un successo dopo l’altro: i film più celebri di David Harbour

Per Harbour comincia un percorso ricolmo di titoli di spessore, condotti da registi pluripremiati dalla critica internazionale. Nel 2004 approda sul grande schermo con un ruolo di supporto in Kinsey, biopic diretto da Bill Condon e con protagonista Liam Neeson. Un passo decisivo che lo aiuta a sostenere parti sempre più impegnative, arrivando a completare il cast de I Segreti di Brokeback Mountain di Ang Lee, nei panni di Randall Malone, l’uomo sposato con il personaggio di Anna Faris. Circondato da nomi altisonanti che lo hanno da sempre supportato nel corso del suo inizio carriera da attore, viene introdotto nel mondo dei blockbuster ad alto budget ne La Guerra Dei Mondi di Steven Spielberg, ma solo come comparsa. Dovrà aspettare il 2008 per riavere una parte secondaria che possa essere messa in risalto: con 007 Quantum Of Solace veste i panni del capo della sezione sudamericana della CIA Gregg Beam.

Hellboy: David Harbour rivela la scena più difficile da girare [VIDEO]

Da questo momento in poi, ad Harbour verranno affidati ruoli da comprimari, dei quali possiamo ricordarci i più degni di nota: Shep Campbell in Revolutionary Road (2008) di Sam Mendes, a fianco della moglie del regista Kate Winslet, il procuratore distrettuale di Los Angeles Frank Scanlon in The Green Hornet (2011) e il poliziotto in servizio alla LAPD Van Hauser in End Of Watch – Tolleranza Zero (2012) di David Ayer.

3. David Harbour e la consacrazione con la serie tv Netflix Stranger Things

Nel 2016 entra a far parte del cast della serie di culto Netflix intitolata Stranger Things, nel ruolo del capo della polizia di Hawkins Jim Hopper. Condividendo la scena con attrici dotate di una notevole forza espressiva, come il duo Winona Ryder e Millie Bobby Brown, Harbour sceglie di sostenere una recitazione per sottrazione: tiene sotto controllo i suoi impulsi e procede con le indagini senza lasciarsi prendere dal panico. La narrazione ci guadagna in pathos, con un Interprete capace di tenere sulle spine lo spettatore affamato di dettagli e risoluzioni. Questo ruolo lo porta a ottenere la vittoria ai Critics Choice Television Award, e a entrare nella rosa dei candidati ai Screen Actors Guild Awards, ai Golden Globe e agli Emmy Award come Miglior Attore non Protagonista in una serie tv drammatica. Dichiara l’attore “entrando nel progetto, ho pensato al peggio. Ho pensato che sarebbe stata un disastro e che nessuno l’avrebbe vista. Mi sono dovuto ricredere, ed è veramente un onore rimanere a bordo di questo treno in corsa dalle infinite svolte narrative”.

4. Nel mondo dei cinecomic: David Harbour in Hellboy

L’idea di rivisitare l’universo di Hellboy, dopo le trasposizioni riuscite di Guillermo Del Toro, aveva stuzzicato i produttori di Watchmen Lawrence Gordon e Lloyd Kevin. Serviva però il fisico e il volto adatto come protagonista, essendo il Ron Perlman di Hellboy (2004) e Hellboy: The Golden Army (2008) non più disponibile per motivi contrattuali. Bisognava scegliere un attore che avesse la profondità, l’umorismo e il carisma necessario per riportare in auge il diabolico personaggio. David Harbour è stato scelto all’unanimità. Il regista del reboot del 2019 Neil Marshall si pronuncia in merito ad Harbour “per anni ha dato vita a performance straordinarie, e poi è alto due metri, ha una voce veramente profonda e ha uno sguardo che ti cattura subito. È una forza della natura e questo si sente attraverso il personaggio che sta intepretando, Così, una volta che è stato preso in considerazione il suo nome non è stato considerato nessun altro, era lui quello giusto”.

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Sebbene fosse interessato al ruolo, Harbour era agitato all’idea di misurarsi con una riproposizione di un’icona leggendaria e non voleva mettersi in competizione col lavoro fatto da Perlman. Harbour tuttavia era stato colpito dal fatto che nella sceneggiatura Hellboy fosse ritratto come un eroe imperfetto e segnato da un profondo conflitto. Il suo contributo rappresenta un valore aggiunto a un film che mostra i fianchi sul profilo narrativo, è uno dei punti cardini di una produzione che è stata difficile da gestire. Il trucco applicato ad Harbour poi convince appieno e ci fa dimenticare per gran parte della durata la performance offerta da Perlman.

5. Il futuro nell’MCU e una dichiarazione scottante

Di recente abbiamo appreso la notizia del coinvolgimento di Harbour nella Marvel Cinematic Universe. Vedova Nera, in uscita nella primavera del 2020, sarà il suo prossimo progetto, ambientato prima degli eventi di Avengers: Endgame. La trama, i suoi sviluppi e i personaggi coinvolti rimangono secretati, non ci è dato sapere nulla, solo che potrebbe essere il primo film vietato ai minori in casa Disney/Marvel.

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Negli ultimi tempi l’attore statunitense ha parlato candidamente della sua battaglia con la malattia mentale e la diagnosi di disturbo bipolare. Gli fu diagnosticato quando aveva 25 anni, a seguito di un incidente che lo ha portato a essere internato in un centro per la salute mentale. Aveva cercato di ritrovare una stabilità emotiva completando il programma di riabilitazione in 12 passi e la conversione a un cristianesimo mistico. Di questa esperienza dice “nella mia vita ho idealizzato una cosa, ed è stata una delusione: stare in un manicomio. Non è affatto divertente come si potrebbe pensare, ma tutti ne abbiamo un’idea romantica. Alla fine è solo un posto triste. Normalmente le persone dicono ‘ho bisogno di meditare di più’ o ‘dovrei iniziare a fare yoga’. Io ho bisogno di un cheeseburger e fumo qualche sigaretta”.

6. David Harbour: vita privata e profili social

Non si sbilancia molto nei talk show e sui social rivelando aspetti della sua vita privata di particolare interesse per i suoi fan, sappiamo solo che attualmente vive in California con la compagna Alison Sudol (la Queenie Goldstein della saga Animali Fantastici e Dove Trovarli) e tre figli. Tuttavia possiede un account Instagram (@dkharbour) e un profilo Twitter (@davidkharbour), dove tiene costantemente aggiornati i follower con curiosità sul set dei suoi ultimi film, partecipazioni a eventi e Tonight Show e presentazioni di campagne Greenpeace contro il riscaldamento globale, problematica che gli sta molto a cuore.