il discorso del re cinematographe.it

Re Giorgio VI d’Inghilterra non è solo il padre della regina Elisabetta II. La sua storia è famosa per il fatto di essere diventato re dopo l’abdicazione del predecessore, suo fratello Edoardo VIII. Nel film Il discorso del re i due reali, interpretati rispettivamente da Colin Firth e Guy Pierce, sono parte di una storia esaltante che mostra il superamento di una difficoltà psicologica rilevante grazie a un professionista sovraordinario.

Afflitto da una fastidiosa balbuzie infatti, l’idea di diventare re per il principe Albert “Berthie” è motivo di grande preoccupazione, anche perché considerato da molti non adatto al ruolo. Supportato dalla moglie (Helena Bonham Carter), il futuro re Giorgio VI si affida così alle cure del logopedista australiano Lionel Logue (Geoffrey Rush) che, grazie a una serie di tecniche innovative, talvolta poco ortodosse, infonde sicurezza nel sovrano che riesce così a ritrovare la propria voce e la sicurezza per guidare il paese durante i bui anni della Seconda guerra mondiale.

Il discorso del re: recensione del film di Tom Hopper

Il film, ora su Netflix, ha vinto il premio del pubblico al Toronto International Film Festival e 5 British Independent Film Awards nel 2010. Ha ottenuto anche 7 candidature ai Golden Globe 2011 (una vinta da Colin Firth come miglior attore protagonista in un film drammatico) e vinto 7 BAFTA per il miglior film dell’anno e miglior film britannico, nonché 4 premi Oscar su 12 candidature: miglior film, miglior regia, miglior attore protagonista e miglior sceneggiatura originale.

Il discorso del re: una colonna sonora classica che si ispira a Mozart e Beethoven

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Il disagio di re Giorgio VI è ben evidenziato dalle musiche del film. Si passa da musiche dai toni leggeri, nei momenti di rilassamento del protagonista o in compagnia della famiglia o del medico, a momenti decisamente più incalzanti quando invece il personaggio ricopre il suo ruolo regale. Per enfatizzare il balbettio le note vengono spesso ripetute. Accade quindi che gli archi e il piano, delicatamente accompagnano le musiche alternando momenti buffi e sereni ed enfatizzando la frustrazione della balbuzie che impedisce al Re di esprimersi liberamente.

Il discorso del re: le frasi più belle del film di di Tom Hooper con Colin Firth

Lo stesso compositore, Alexandre Desplat, ha ribadito l’importanza del suono e della voce nel film. Per questo la musica ha a che fare con il protagonista. Importanti sono anche il silenzio e il tempo, in modo da accompagnare e rappresentare con esattezza la voce di Colin Firth.

Con Desplat ha collaborato il capo ingegnere tecnico degli Abbey Road Studios di Londra, Peter Cobbin, che è riuscito a recuperare alcuni microfoni d’epoca di proprietà della Famiglia reale britannica utilizzandoli per dare un tono tipico del tempo. Desplat ha anche chiesto la collaborazione di Terry Davies, pluripremiato direttore d’orchestra, a cui sono stati affidati i brani finali della colonna sonora, in omaggio a Mozart e Beethoven.

Il discorso del re: i brani scritti da Alexandre Desplat

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La colonna sonora è stata realizzata in quattro settimane, in collaborazione con la London Symphony Orchestra, con un ristretto numero di musicisti in orchestra da camera per avvicinarsi alle tonalità di Mozart e Beethoven.

Il discorso del re: la storia vera da cui è tratto il film con Colin Firth

Sono 13 le tracce scritte per il film: Lionel and Bertie; The King’s Speech; My Kingdom, My Rules; The King is Dead; Memories of Childhood; King George VI; The Royal Household; Queen Elizabeth; Fear and Suspicion; The Rehearsal; The Threat of War.

A queste sono stati aggiunti un paio di brani classici in omaggio a due dei più grandi compositori del secolo scorso: Speaking Unto Nations – Sinfonia n. 7 (Beethoven); Epilogue – Concerto per pianoforte e orchestra n. 5, Op. 73, L’Imperatore (Beethoven).

Per tutta la durata del film, i brani accompagnano la vicenda di re Giorgio IV cercando di trasmetterci gli stati d’animo e le sue inquietudini. Da subito, l’inquadratura della prima scena ci mostra un microfono, che sta proprio a indicare l’importanza del suono nel film, dalla musica alla voce del protagonista. Lionel and Bertie è una delicata sinfonia che accompagna i momenti d’incontro tra i due personaggi principali, anticipandoci già l’epilogo della vicenda che si concluderà con una profonda amicizia. Ogni titolo richiama i momenti salienti del film, come ad esempio The King’s Speech sul discorso balbuziente iniziale dell’ancora principe Albert.

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