voto del pubblico 4.0/5
voto finale 3.3/5
Regia
Sceneggiatura
Fotografia
Recitazione
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Wasp Network è un film diretto da Olivier Assayas, in concorso durante la 76 Mostra del Cinema di Venezia, con Penélope Cruz, Édgar Ramírez, Gael García Bernal, Ana de Armas, Leonardo Sbaraglia e Wagner Moura.

L’Avana, anni ’90. René González (Édgar Ramírez) un pilota cubano, fugge da Cuba verso la Florida, abbandonando la sua amata moglie Olga (Penélope Cruz) e la figlia. René decide di cominciare una nuova vita a Miami e come lui altri disertori cubani lo seguiranno. Questo gruppo di esiliati cubani, ben presto, unisce le forze creando una vera e propria rete di spionaggio, nota come Wasp Network, guidata dall’agente sotto copertura Gerardo Hernandez (Gael García Bernal). La loro missione è osservare e infiltrarsi nelle organizzazioni anti-castriste responsabili degli attacchi terroristici a Cuba e smantellare ogni possibile offensiva contro la repubblica socialista.

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Wasp Network: il film di Olivier Assayas sulla storia vera della Cuba di Castro

Basato sulla vera storia dei cosiddetti cinque eroi cubani, arrestati poi in Florida nel settembre 1998 e successivamente condannati per spionaggio, Wasp Network è un thriller politico avvincente e tortuoso. Ispirandosi al libro di Fernando Morais, The Last Soldiers of the Cold War, Olivier Assayas (Carlos, Personal Shopper) firma un’opera affascinante, complessa, la storia di una guerra clandestina tra esiliati cubani e il regime di Castro.

La storia di questi Cinque cubani è ambigua, conflittuale, lascia riemergere tutto un mondo sotterraneo di intrighi, lealtà disonorate, spionaggio, informazione e disinformazione. Assayas ci immerge in una realtà non facile da raccontare, estremamente stimolante, che tocca con estrema prudenza la politica interna cubana, l’antagonismo dei gruppi anti-castristi, le ambiguità e le contraddizioni delle leggi statunitensi sull’immigrazione e le complessità del lavoro di base dei vari membri della rete Wasp.

Molti cubani, agenti, piloti, abbandonarono le loro famiglie, senza mai dare spiegazioni, per vivere una vita pericolosa e solitaria in Florida, cercando di infiltrarsi nelle organizzazioni anti-Castro. Considerati dei traditori, dei pericolosi sovversivi, la rete Wasp ha sempre realizzato un lavoro delicato, pericoloso, raccogliendo informazioni sensibili e occasionalmente, collaborando anche con l’FBI. Il protagonista, René González, è un soldato che ha sacrificato la sua vita personale per i propri ideali: ha vissuto una vita sotto copertura negli Stati Uniti e, per tutto il tempo, ha lottato per portare la sua famiglia a Miami.

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Wasp Network: un thriller politico avvincente e tortuoso

I protagonisti di questa vicenda non erano vere e proprie spie, erano delle persone semplici, proletari, che divennero ostaggi dell’antagonismo statunitense-cubano. Questi sono diventati le pedine di un conflitto molto più grande e, dopo aver sacrificato tutto, subirono anche un processo ingiusto, ricevendo pene detentive estremamente dure. Lo stesso Fidel Castro fa la sua comparsa in un video di cronaca, così come Cuba, che è fotografata in un modo sbalorditivo, ma anche terribile: la realtà cubana è fatiscente, impoverita, misera.

La dimensione corale del racconto è precisa, i personaggi hanno modo e tempo di mostrare le proprie ragioni, declinando le difficoltà che attraversano. Il registro della pellicola varia spesso, è un ibrido per certi versi perché il genere, di base un thriller, spazia dal ritratto familiare, allo spymovie, fino al docufilm: Assayas sceglie di distaccarsi il più possibile dalla storia, nonostante lui abbia la propria visione, il proprio pensiero, assumendo una prospettiva distaccata, lucida in virtù di una ricostruzione storica efficace e concitata. Wasp Network è un dossier politico accattivante e sbalorditivo, uno spaccato di storia moderna che è sempre un bene scoperchiare e portare sul grande schermo.