Fast & Furious – Hobbs & Shaw: spiegazione delle scene post-credits

- Ultimo aggiornamento: 7 Agosto 2019 15:53 - Tempo di lettura: 4 minuti

Fast & Furious – Hobbs & Shaw è una vera e propria bomba del genere action. C’è tutto il possibile, da Dwayne The Rock Johnson che allena i bicipiti tenendo a bassa quota un aereo a Jason Statham che tenta di salvare la vita alla sorella spia dell’MI6. E questo soltanto per poter salvare il mondo. Nello spin-off di una delle saghe più longeve della cinematografia mondiale, Hobbs & Shaw conquista per la sua sfrontatezza e il ritmo instancabile con cui David Leitch ha diretto la pellicola che, a quanto sembra, potrebbe avere presto un seguito.

Confermate da Dwayne Johnson ben tre scene post-credits nel film Fast & Furious – Hobbs & Shaw, tra scherzi portati a segno e potenziali svolte per il sequel, entriamo nello specifico per scoprire cosa hanno da dirci queste piccole chicche post-film.

Il significato delle scene post credits in Hobbs & Shaw, nuovo capitolo della saga Fast & Furious [ALLERTA SPOILER]

1. Ryan Reynolds e la prima scena post-credits

Nella prima scena post-credits ritroviamo il personaggio di Locke, interpretato nel film da Ryan Reynolds. Locke è colui che ha affidato a Hobbs il compito di recuperare il virus Fiocco di Neve, quello che per l’intero film ha intrattenuto il personaggio di Johnson e del suo socio Statham, nella parte di Deckard Shaw. La camera inquadra, dunque, Locke, pieno di sangue e mal ridotto evidentemente dopo una colluttazione con altri uomini. L’agente chiama al telefono Hobbs, a cui spiega che il virus che hanno rintracciato è stato eliminato senza causare problemi. Ora, però, c’è un virus ben peggiore che rischia di mettere in pericolo l’intera umanità, che invece di scioglierti gli organi interni come Fiocco di Neve, agisce nella medesima maniera, ma al di fuori. La scena diventa però comica quando Locke si accorge di star parlando con Sam, la figlia di nove anni di Hobbs.

Dopo il momento di confusione, accentuato dalle battute di Reynolds che affermano che Hobbs e la figlia hanno misteriosamente lo stesso tono di voce, Locke continua con la sua parlantina fino a riprendere l’argomento de Il Trono di Spade, aperto già durante il film. L’agente della CIA si lamenta, infatti, che nessuno voglia parlare del fatto che Jon Snow abbia fatto sesso con sua zia e dopo l’abbia uccisa per la conquista del trono. Ovviamente la zia a cui si riferisce è Daenerys Targaryen, interpretata da Emilia Clarke. Alla fine, poi, Locke chiama nuovamente con il soprannome Becky il personaggio di Luke Hobbs, che durante il film ha dichiarato essere il suo migliore amico e di cui è convinto che il nome completo sia Lucas Rebecca Hobbs.

2. Ancora Ryan Reynolds e quelle domande rimaste in sospeso

La seconda scena post-credits riapre immediatamente sulla sequenza interrotta poco prima, ancora una volta con Locke, sempre malconcio e visibilmente più stanco. Questo, però, non gli impedisce di continuare a chiacchierare senza freni con Hobbs, fino a rivelargli un fatto sorprendente: è riuscito a pugnalare un uomo con un mattone! Per chi non ha visto il film questo riferimento potrebbe risultare ben poco chiaro. Locke si riferisce, infatti, alla sorella di Shaw, la Hattie di Vanessa Kirby, e al fatto che l’agente della CIA era rimasto sorpreso del fatto che la donna avesse infilato un mattone nel petto di un uomo, domandandosi come fosse possibile.

Questi due piccoli inserti del film fanno presagire già la possibilità di un sequel per Fast & Furious – Hobbs & Shaw, con questo nuovo, letale virus che, secondo le parole di Locke, ti scioglie la pelle facendola cadere a pezzi. Un buon gancio per proseguire la saga, rimasta aperta anche in riferimento alla setta tecnologia segreta Eteon, di cui il cattivo Idris Elba faceva parte, e di cui si aspetterà di scoprire a chi appartiene la voce al comando dietro all’apparato tecnico dell’organizzazione.

3. Quell’inside joke e l’amicizia tra Hobbs & Shaw

Per concludere con leggerezza, Fast & Furious – Hobbs & Shaw riprende un inside joke posto nel film. Durante la pellicola, per impedire a Hobbs di salire con loro sull’aereo e continuare così la missione in solitaria con la sorella, Shaw non solo fa in modo che l’uomo venga fermato, ma lo mette anche in ridicolo con un nome buffo, dando del “piccoletto” all’enorme Dwayne Johnson. Così, la terza scena post-credits si apre con Hobbs nella sua palestra, pronto ad un intenso allenamento, che contatta per telefono Shaw. Quella che, però, sembra passare per una chiamata disinteressata, in realtà nasconde la vendetta di Hobbs. L’uomo vuole assistere in diretta all’arrivo dei poliziotti nel pub in cui si trova il compare inglese, in cui viene identificato come possibile pericolo e dovrà quindi sottoporsi, secondo le parole di Hobbs, ad una ricerca nella propria cavità corporea (chi ha visto il film, capisce bene quale).

Non solo l’ispezione con guanti in lattice, anche il nome con cui Hobbs fa in modo che venga identificato è una piccola vendetta da parte del socio. Se Shaw aveva fatto passare Hobbs per Mike Oxmaul (gioco di parole che funziona primariamente se pronunciato ad alta voce), il personaggio di Johnson fa chiamare l’amico Hugh Janus (anche qui, pronunciare ad alta voce per capire bene la battuta). Shaw sembra, però, poco incline a farsi fermare dai poliziotti e, benché la scena si arresta ben prima, non è difficile pensare che per gli agenti in servizio le cose si metteranno piuttosto male.