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Il cinema e la realtà vanno incrociandosi più volte, in modi totalmente improvvisi e improvvisati. Coincidenze astrali, opere che rispecchiano perfettamente i tempi che si stanno attraversando, film che vanno a sovrapporsi alle carriere dei suoi attori protagonisti, creando paralleli che sarebbe difficile spiegare, lasciando alle narrazioni e alle storie messe in atto di esplicarsi a modo loro. Questa volta è capitato a Ben Affleck, il bistrattato Batman di Zack Snyder su cui si è andati più concentrandosi sull’appropriata aderenza o meno dell’uomo con il supereroe che sulla sua effettiva prova attoriale, in fondo già smontata pochi anni dopo dall’annuncio del prossimo film stand-alone dell’eroe mascherato diretto da Matt Reeves e interpretato, questa volta, da Robert Pattinson.

Una cocente delusione che, di pari passo, è andata aggiungendosi alle tumultuose avversità in cui una carriera e una vita personale come quella di Affleck stavano riservando, in caduta libera nei fiumi dell’alcol portando l’uomo a separarsi nel 2017 dall’ormai ex moglie Jennifer Garner. Un attore, dunque, e il suo bisogno di riscattarsi, non certo applicabile a pellicole di basso conto come il film Netflix Il suo ultimo desiderio, ma che riesce invece a trovare in un personaggio scontroso e intransigente come il Jack Cunningham di Tornare a vincere.

Tornare a vincere – Il percorso di riparazione di un uomotornare a vincere, cinematographe

Ed è proprio la dipendenza da alcol con cui va aprendosi il film di Gavin O’Connor, crucio primario di una riabilitazione con cui il protagonista Jack dovrà confrontarsi, cercando di metterla da parte per ricoprire il suo nuovo ruolo di allenatore di basket, tornado lì dove, un tempo, la vita aveva ancora un senso. Dopo essere stato svariate volte miglior giocatore in campo nei suoi ruggenti anni Novanta, l’uomo riprenderà quello sport da anni abbandonato tentando, insieme al suo inedito ruolo, di fare fronte a un dolore che lo ha oramai anestetizzato, cercando una spinta che parte dalla necessità di cambiare, ma che riserva continue ricadute a ogni canestro mancato.

Nella sua volontà di prendere come genere di appartenenza il mondo sportivo, Tornare a vivere usa sapientemente lo sfondo della palestra e dei suoi giocatori per raccontare in verità il viaggio di accettazione e rinascita di un uomo arrivato al suo punto di non ritorno. Senza sensazionalismi vari, che avrebbero soltanto intaccato il tono introspettivo e intimo del film di O’Connor, l’opera si mostra fin dal principio come un allontanamento dalle canoniche storie di redenzione che da sempre il cinema ha ospitato, rivelando un percorso assai più cosciente e personale nelle dinamiche consolidate dei film sul sapersi ritrovare, dove sono tanto le azioni esterne a sospingere i mutamenti dell’uomo, quanto il desiderio interno del protagonista a predominare, ancora troppo fragile per poter risanarsi da solo, ma deciso a modificare la rotta della propria esistenza.

Tornare a vincere – Il riscatto di Ben Afflecktornare a vincere, cinematographe

Un utilizzo del basket che non viene mai enfatizzato nelle difficoltà e nell’ascesa della squadra che farà da supporto laterale alla riparazione privata del personaggio, mettendolo ai margini di un racconto che saprà poi bene dove e quando recuperarlo, facendo di Jack parte integrante del gioco e del gioco parte integrante di Jack. Un’appendice funzionale per una pellicola che cerca di permettere a un’anima di risanarsi, il concedersi una guarigione spirituale che sospinge il protagonista ad accettare di dover far fronte a quel dramma vissuto e che, fino a quel momento, ha voluto avvolgere nel profondo con rabbia e silenzio.

Illuminata dalla tenue fotografia di Eduard Grau, dove i colori scuri e smorti acquistano valore nella qualità quasi filigranata dell’opera, la pellicola che riscatta il protagonista Jack Cunningham va, quindi, riscattando lo stesso Ben Affleck. Riscatto che è l’aurea stessa che pervade il film e i suoi spettatori, una purezza che fa riappacificare con il mondo come un tassello nella storia irrimediabilmente storto, tornato finalmente in riga. Tornare a vincere è dunque l’accumularsi di tutte quelle piccole vittorie che possono realmente far bene per la rivincita di una persona, messe insieme per poi farne una sola, la più importante di tutte.

Tornare a vincere è disponibile dal 23 Aprile in digitale su Apple TV, Youtube, Google Play, Chili, Infinity, Sky Primafila, RakutenTV, TimVision, PlaystationStore, VVVVID, Microsoft.

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