Damsel: recensione del fantasy Netflix con Millie Bobby Brown

La recensione del fanta-action vestito da survivor-movie diretto dallo spagnolo Juan Carlos Fresnadillo e interpretato da Millie Bobby Brown, disponibile su Netflix dall’8 marzo 2024.

Ci sono molti racconti cavallereschi in cui l’eroe a cavallo salva la damigella in difficoltà. Quello portato sullo schermo da Juan Carlos Fresnadillo in Damsel non è uno di questi. La pellicola in questione infatti riscrive a suo modo le regole non scritte della fiaba tradizionale, ribaltando uno degli archetipi del filone fantasy dando centralità a una figura comunemente rilegata in secondo piano, debole e vittima sacrificale degli eventi. La cosa in sé pare avere convinto e non poco gli abbonati di Netflix che ventiquattro ore dopo il rilascio sulla piattaforma avvenuto non a caso l’8 marzo 2024, in cui si celebra la giornata internazionale della donna, lo hanno fatto balzare immediatamente in testa alla top ten dei titoli più visti nella settimana di uscita. Entusiasmo al quale è seguita poi la richiesta a gran voce di un sequel al quale il regista spagnolo e la protagonista Millie Bobby Brown hanno già dato parere favorevole e disponibilità. Staremo a vedere come andrà a finire, ma senza spoilerare nulla, l’epilogo lascia ampio margine a futuri sviluppi e quindi a uno o più capitoli.

Damsel, pur basandosi su un plot non particolarmente originale in termini di dinamiche e one-lines, riesce comunque a offrire una visione coinvolgente e spettacolare

Damsel cinematographe.it

Nel frattempo lo spettatore può godersi uno dei migliori prodotti fantasy ad oggi presenti nel catalogo del broadcaster a stelle e strisce che, pur basandosi su un plot non particolarmente originale in termini di dinamiche e one-lines, riesce comunque a offrire una visione coinvolgente e spettacolare. Poche ma mirate mosse in fase di scrittura hanno consentito all’operazione di dribblare il rimpasto, offrendo una valida alternativa al rischioso processo di revisione al quale si è soliti assistere quando si mettono le mani su materiali e filoni preesistenti. Qui il rischio era piuttosto elevato, ma lo sceneggiatore Dan Mazeau (già autore La furia dei titani e di Fast X) ha consegnato al regista di Tenerife una storia che punta tutto sul sovvertimento delle posizioni dominanti, affidando il testimone a un personaggio che nell’immaginario comune e nella tradizione della fiaba non ha mai avuto il giusto risalto. In Damsel, la protagonista sprigiona girl power da tutti i pori non arrendendosi di fronte a una creatura dalla forza devastante, a un destino praticamente segnato e al dolore. Il suo nome è Elodie, una principessa a metà strada tra Rapunzel e la Merida di The Brave – Ribelle che, con astuzia e caparbietà, riesce capovolgere il concetto di damigella in pericolo e sottomessa salvandosi da sola. Lo fa spogliandosi del vestito da sposa per indossare abiti da guerriera e impugnare la spada del padre per combattere contro un drago assetato di vendetta tra le viscere di una montagna dove è stata scaraventata dalla famiglia reale del marito in segno di sacrificio per garantire al regno eterna prosperità. Lei ovviamente non ci sta e intraprende una lotta feroce contro la gigantesca creatura che vuole ridurla in cenere.

Un’adrenalinica successione di scene di lotta e di fughe pirotecniche tra cunicoli e grotte che culminano in una resa dei conti che da sola vale il prezzo dell’abbonamento mensile

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Da qui nasce un’altra interessante ed efficace variante al classico copione fantasy popolato di draghi, magie e regni incantati tornato prepotentemente di moda negli ultimi anni grazie a serie di enorme successo come Il Trono di Spade e House of the Dragon, ma anche in tutto il repertorio precedente nel quale figurano tra gli altri Dragonheart, Dragon, Il regno del fuoco, Eragon, Dragon Wars e Dragonslayer. A cavalieri, spade incantate e sensazionali battaglie tra uomini e creature sparafuoco, Damsel risponde con una buona dose di azione messa al servizio di un vero e proprio survivor-movie che vede la guerriera di turno combattere per riportare a casa la pelle sana e salva dovendosela vedere con il drago e con un’ambientazione ostile piena zeppo di pericoli. Ne scaturisce un’adrenalinica successione di scene di lotta e di fughe pirotecniche tra cunicoli e grotte che culminano in una resa dei conti che da sola vale il prezzo dell’abbonamento mensile, alla quale Millie Bobby Brown, conosciuta al grande pubblico per il ruolo di Undici in Stranger Things, ha dato un contributo fattivo eseguendo lei stessa gli stunt. Al resto ci pensano gli effetti di buona fattura e la regia dinamica di Fresnadillo che dal punto di vista tecnico ha dimostrato sin dal folgorante esordio con Intacto di conoscere le armi del mestiere e di sapere intrattenere il pubblico.

Damsel: valutazione e conclusione   

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Con un riuscito mix di fantasy, azione e survivor-movie, Juan Carlos Fresnadillo e lo sceneggiatore Dan Mazeau danno vita a un film che con poche e mirate mosse ribalta l’immaginario del genere, a cominciare dalla figura sottomessa della damigella che qui diventa centrale e guerriera. Così facendo gli autori si guadagnano i favori del pubblico e offrono una valida alternativa al solito e irritante rimpasto. Un plot esile ma capace comunque di puntare su una serie di ingredienti vincenti per portare sullo schermo una pellicola di grande intrattenimento, tecnicamente ben confezionata a cominciare dai vfx e con un importante contributo davanti la macchina da presa di una Millie Bobby Brown in versione eroina action che non si tira indietro quando si tratta di eseguire lei stessa gli stunt. Il risultato è uno dei migliori fantasy griffati Netflix tra quelli presenti sulla piattaforma.  

Regia - 4
Sceneggiatura - 4
Fotografia - 4
Recitazione - 3.5
Sonoro - 4
Emozione - 3.5

3.8