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Spesso capita che davanti alla morte di un uomo, gli vengano dimenticate tutte le colpe commesse in vita. La morte eleva e purifica. Se quell’uomo, però, era un violento, un torturatore, uno stupratore, un essere malvagio, se quell’uomo perfetto e bellissimo all’apparenza, al suo interno era marcio e maleodorante: ha senso piangerlo davvero? È crudele gioire della sua morte? Le mani di chi l’ha eliminato sono davvero sporche di sangue? Sono queste le domande esistenziali e profondamente sfaccettate che si pongono i primi episodi della stagione 2 di Big Little Lies – Piccole grandi bugie.

Big Little Lies – Stagione 2: il nuovo trailer della serie con Meryl Streep

La serie HBO creata da David E. Kelley e basata sul romanzo Piccole grandi bugie di Liane Moriarty torna con altri 7 episodi per raccontare le conseguenze della morte di Perry Wright (Alexander Skarsgård) per mano di sua moglie Celeste (Nicole Kidman) e le amiche Madeline (Reese Witherspoon), Jane (Shailene Woodley), Renata (Laura Dern) e Bonnie (Zoë Kravitz). La seconda stagione viene trasmessa negli Stati Uniti dal 9 giugno al 21 luglio 2019. In Italia va in onda su Sky Atlantic dal 18 giugno (con la trasmissione dei primi due episodi) al 23 luglio 2019, ogni volta a distanza di 48 ore dalla messa in onda originale.

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La prima stagione della serie ha rappresentato senza ombra di dubbio uno degli show meglio scritti di sempre. La narrazione di Big Little Lies è impeccabile, da manuale. Nulla viene inserito o tolto per caso, tutto rimanda a una consequenzialità degli eventi contemporaneamente razionale e affascinante. A sostenere la storia, poi, c’è un cast incredibile, composto da donne e uomini (e bambini) sfaccettati e complessi al quale nella seconda stagione si aggiunge lei: Meryl Streep. Interpreta Mary Louise Wright, madre di Perry, arrivata a casa della nuora e dei nipoti per aiutarli a superare il lutto.

Il ritorno di Big Little Lies: le storie da raccontare e la colonna sonora della seconda stagione

Big Little Lies torna raccogliendo come può i pezzi di ciò che è accaduto nella prima stagione e riprendendo le fila di un racconto che spazia dalle difficoltà dell’essere una donna in carriera, alle violenze domestiche, dall’amicizia spesso contorta e profondissima dei suoi protagonisti alla vita coniugale e le sue problematiche. Nonostante la forte connotazione femminile, però, la serie è in grado di attirare un pubblico eterogeneo, coinvolgendo chi con il dramma e chi con la suspense.

Big Little Lies torna e lo fa accompagnato da una colonna sonora che dimostra di non aver perso un colpo. I brani classici e quelli più indie sono uno più bello dell’altro e sono scelti col lanternino per far proseguire in maniera organica la storia che vediamo avanzare sullo schermo.

Big Little Lies: 10 domande da farsi prima della stagione 2

Riprendiamo dal trauma della morte di Perry, dai sensi di colpa e dal sentimento giustificatissimo di sollievo che essa ha provocato nelle protagoniste della serie. Esse mantengono con ansia e timore un segreto che non più così piccolo e innocente: la posta in gioco in fondo è troppo alta e Perry era il male personificato. A scombussolare la ricostruzione dell’equilibrio fatto di ville da sogno è l’arrivo di Mary Louise, convinta di aver perso il suo “figlio perfetto”.

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La seconda stagione di Big Little Lies non era necessaria, ma rimane uno splendore

Questa seconda stagione è contemporaneamente una delle più attese e una delle meno necessarie degli ultimi anni. I primi 7 episodi di Big Little Lies iniziavano e concludevano una serie di vicende indipendenti e autoesplicative. In nessun modo gli spettatori avrebbero sentito il bisogno di proseguire il racconto e questo ritorno non è altro che una scelta di marketing di un canale – HBO – che non desidera altro che tenere occupati i suoi abbonati, orfani della serie più seguita di sempre, Il Trono di Spade.

E noi la capiamo questa esigenza, seppur non possiamo che essere disturbati dalla volontà di creare serie più lunghe del necessario con il rischio (sempre dietro l’angolo) di rovinare qualcosa di perfetto. Eppure, questi primi due episodi di Big Little Lies, riescono a mantenere alto il ritmo della prima stagione dal punto di vista narrativo e psicologico, facendoci dimenticare (soprattutto grazie alle performance pazzesche del suo cast), che quei primi 7 episodi ci sarebbero bastati. Andiamo avanti con un sentimento simile all’inerzia, ma distante anni luce dalla silente accettazione: Big Little Lies è ancora una delle cose migliori che siano accadute al piccolo schermo.

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