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Ha raggiunto la popolarità internazionale grazie al ruolo di Vedova Nera nell’Universo Cinematografico Marvel, e dopo il suo addio (almeno per il momento, lo standalone Black Widow sarà l’ultima volta in cui la vedremo nei panni dell’Avengers ed ex spia russa), Scarlett Johansson vola dritta agli Oscar con la sua doppia nomination.

La star è stata nominata come miglior attrice protagonista in Storia di un matrimonio e come non protagonista in Jojo Rabbit, entrando di diritto in un club d’élite. Nella storia del cinema, solo undici attori hanno avuto il privilegio di essere candidati due volte in un anno, seppur in categorie diverse (fatta eccezione per Barry Fitzgerald che nel ’44 venne candidato due volte per lo stesso film). Prima di allora, la Johansson non aveva mai raggiunto l’Oscar. Ovviamente questo riconoscimento non significa una vittoria assicurata, dato che quest’anno le favorite a miglior attrice e miglior attrice non protagonista sembrano essere rispettivamente Renée Zellweger e Laura Dern, ma è comunque un traguardo per la diva newyorkese, (ingiustamente) snobbata in passato. Scarlett Johansson non è solo la conturbante Vedova Nera della Marvel e il suo curriculum lo dimostra.

Scarlett Johansson: da attrice bambina a ruoli adulti

La carriera di Scarlett Johansson inizia a 10 anni con parti minori in commedie per ragazzi (come Genitori cercasi e successivamente Mamma, ho preso il morbillo), finché arriva l’opportunità con L’uomo che sussurrava ai cavalli. La star aveva solo 14 anni ma aveva già catturato l’attenzione della critica conquistando, tra l’altro, una nomination agli Young Artist Awards e il plauso alla Chicago Film Critics Association Award.

Il 2003 è l’anno della consacrazione che la porta ad ottenere ruoli più adulti e film più impegnativi. Grazie alla sua interpretazione in Lost in Translation (una giovane sposa annoiata dalla vita), Scarlett conquista il BAFTA, la nomination ai Golden Globe, ma l’Oscar è ancora lontano. Eppure se la cava egregiamente nei panni di una donna matura – lei che all’epoca aveva “solo” 18 anni. Vicino a un attore maturo come Bill Murray, la differenza d’età viene quasi dimenticata.

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Woody Allen le sceglie come sua musa per ben tre film, tra cui Match Point. Nel ruolo della giovane e bella attrice Nola Rice, fa perdere la testa al personaggio di Jonathan Rhys Meyers; probabilmente è da questo film che la Johansson si piazza nell’immaginario hollywoodiano come donna seducente in grado di interpretare solo ruoli da femme fatale. Ne sono un esempio i successivi film come il noir Black Dahlia, la commedia La verità è che non gli piaci abbastanza e l’inquietante Under The Skin. In quest’ultimo, il suo fascino assume sfumature terrificanti: è un alieno che seduce gli esseri umani e li priva della loro energia per rifornire i suoi macchinari.

Scarlett Johansson: dal caso Lei alla Vedova Nera

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Scarlett Johansson non è solo nata per le parti da femme fatale, e ci tiene a dimostrarlo – riuscendoci – nel film Lei. È la particolare storia d’amore tra un uomo e la sua intelligenza artificiale chiamata Samantha. Questa specie di Siri crea un legame molto curioso con Theodore, uomo introverso bravissimo con i computer. La voce di Scarlett incanta e convince, dando vita a un personaggio complesso e dotato di sensazioni quasi umane. Il tutto senza neanche apparire fisicamente sullo schermo. Una performance che avrebbe potuto portarla facilmente all’Oscar. Il problema era un altro: in quale categoria farla rientrare?

Il ruolo di Natasha Romanoff, ex spia russa al servizio dello SHIELD e degli Avengers, ha donato a Scarlett Johansson l’attenzione mediatica. L’attrice mette subito in chiaro di non essere stata piazzata in mezzo a una squadra di supereroi uomini per fare gli occhi dolci: la Vedova Nera combatte a mani nude, usa pistole e altre armi senza fare sconti ai suoi nemici. Per il ruolo, la Johansson, così come il resto del cast di The Avengers, si è sottoposta a un duro allenamento per lunghi mesi. E i risultati si vedono. La diva ha così potuto dimostrare di non essere solo un bel viso, ma di sapersela cavare in performance più impegnative dal punto di vista fisico.

Scarlett Johansson: Storia di un matrimonio e Jojo Rabbit, i film della maturità

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I ruoli più difficili (e per certi versi più maturi) della sua carriera sono arrivati solo di recente, interpretando due madri molto diverse. In Storia di un matrimonio è Nicole, una donna che affronta il divorzio con tutte le conseguenze del caso, impegnandosi a non trascurare suo figlio. La naturalezza con cui recita è lodevole e pare molto naturale. La realtà infatti supera la fantasia: la Johansson ha infatti lavorato al film mentre stava divorziando dal marito e lottava per la custodia della figlia.

Tutt’altra storia Jojo Rabbit. Nella commedia dolce-amara sul nazismo, Scarlett interpreta Rosie Betzler, un’apparente fiera madre tedesca che in realtà lotta contro il regime e nasconde una ragazza ebrea nella sua casa.

A 35 anni, la carriera di Scarlett Johansson è impressionante e ha mostrato il suo talento interpretando personaggi dalle mille sfumature – sia positivi che negativi. Probabilmente l’Oscar non arriverà quest’anno, ma di una cosa siamo certi: Scarlett Johansson è un’eroina anche senza indossare la tuta di Vedova Nera.

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