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Vedova Nera, alias Natasha Romanoff, fa il suo ingresso nell’Universo Cinematografico Marvel non proprio come la classica femme fatale. Se è vero che le apparenze ingannano, il personaggio interpretato da Scarlett Johansson ha subito mostrato di non essere solo un bel faccino. Per impressionare Tony Stark, il miliardario più eccentrico dell’intero MCU, Natasha (che si presenta sotto il nome di Natalie Rushman) dà una dimostrazione di forza mettendo il povero Happy al tappeto. In quasi dieci anni dal suo debutto, l’ambigua ma conturbante Vedova Nera è diventato uno dei personaggi più amati della Marvel.

Attenzione: l’articolo contiene SPOILER su Avengers: Endgame

Vedova Nera: un’ex assassina che vuole redimersi

In Iron Man 2 sappiamo davvero poco di Natasha Romanoff, se non che è un agente segreto sotto copertura dello S.H.I.E.L.D. e che lavora per conto di Nick Fury. Nel film diretto da Jon Favreau, Vedova Nera inizialmente viene presentata come seducente assistente, mostrando fascino, ambizione e una particolare attenzione propensione per il combattimento fisico.

Scarlett Johansson - Black Widow Cinematographe

Ci penserà Joss Whedon a delineare maggiormente il suo personaggio. Nella famosa scena dell’interrogatorio in The Avengers, l’agente Romanoff, legata a una sedia, viene contattata da Phil Coulson dello S.H.I.E.L.D. che le comunica quanto accaduto al suo migliore amico Clint Barton, compromesso e costretto a lavorare per Loki. Sarà questo episodio a darle la spinta per liberarsi eliminando, uno a uno, un gruppo di russi che minaccia di ucciderla. Una Vedova Nera ancora agli albori, che non esita a utilizzare metodi anche violenti per ottenere ciò che vuole, ma che tuttavia comincia a mostrare una certa umanità quando le persone a cui tiene sono in pericolo.

Vedova Nera – ecco come il film si collega ad Avengers: Endgame

Whedon parte da questo per scavare più a fondo nel suo personaggio, e in Avengers: Age of Ultron è messa a nudo davanti al suo traumatico passato. L’ex spietata assassina arruolata nel servizio di sicurezza sovietico KGB, Natasha Romanoff confida a Bruce Banner – per il quale ha un debole – i soprusi di quand’era ragazza, quando venne privata della sua adolescenza e dei suoi sogni per diventare una macchina per uccidere.

Vedova Nera: una donna, non una supereroina

Per tutto l’arco del MCU, Natasha dimostra sempre una certa diffidenza nei confronti delle persone, spesso anche verso gli Avengers, conseguenza che deriva dal suo duro addestramento al KGB come spia. In Captain America: The Winter Soldier, ritrova Steve Rogers con il quale emergono i conflitti; lui possiede una morale ben profonda, lei mente per vivere. Due personaggi agli antipodi che riescono a completarsi e trovare un punto di incontro perché imparano a fidarsi l’uno dell’altra.

Avengers: Endgame – tutti gli easter egg del film Marvel

L’amicizia con Steve sarà fondamentale nei successivi film Marvel; è una Natasha più umana e sentimentale quella che si avvicina a lui in Captain America: Civil War per consolarlo dopo il funerale di Peggy Carter; più tardi nel film, pur schierati in due fazioni diverse, Natasha verrà meno ai suoi principi e lascerà andare Cap e Bucky. E ancora in Avengers: Infinity War, Vedova Nera (abbandonata la chioma rossa si mostra per la prima volta bionda) combatte al fianco di Steve Rogers a Wakanda contro Thanos.

Avengers: Infinity War Vedova Nera Cinematographe

La caratteristica che la distingue dai suoi compagni di squadra è l’assenza di super poteri che la rendono indistruttibile. Non è un semi-dio come Thor, né un super soldato come Steve Rogers. Natasha può contare solo ed esclusivamente sulle sue capacità fisiche ed è questo a renderla uno degli Avengers più forti. Al di là delle sue doti uniche, Natasha dimostra di essere sì una donna in grado di provare dei sentimenti, ma che sceglie di restare sola come quell’ideale di eroina romantica/guerriera presente nei lavori di Joss Whedon – basti pensare a Buffy The Vampire Slayer.

Vedova Nera: la chiusura di un cerchio con Avengers: Endgame

Con Avengers: Endgame, Natasha Romanoff è ormai un personaggio maturo e completo a tutti gli effetti. Nel film Marvel dove tutti i protagonisti abbandonano il loro status da supereroi per prepararsi al lungo addio, Vedova Nera accusa ancora di più il peso del suo passato, in cui ha ucciso e torturato molte persone. L’unico modo per redimersi e trovare la pace interiore è compiere un gesto d’amore.

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Durante la scena del viaggio nel tempo, Natasha e Clint si separano dal resto del gruppo di Vendicatori e vengono inviati su Vormir a prendere la Gemma dell’Anima. Lì incontrano Teschio Rosso che li avverte: uno di loro dovrà sacrificarsi. Spinti dall’affetto reciproco, Natasha e Clint lottano per chi dei due dovrà immolarsi, ma alla fine sarà lei a morire, permettendogli di recuperare la Gemma. Il gesto è di puro altruismo e rispecchia l’evoluzione di Natasha: da spietata assassina, nata per uccidersi (e non uccidersi), sceglie di sacrificarsi per il bene comune. Con la sua morte, l’agente Romanoff consente a Clint (la persona che ama maggiormente) di avere una seconda possibilità con la sua famiglia.

Con questo sacrificio dal forte richiamo religioso, Natasha Romanoff ha perdonato se stessa e i suoi peccati. E non poteva esserci chiusura migliore vista la genesi del personaggio.

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