Rambo: Last Blood, cinematographe.it

Rambo: Last Blood (2019) è uno dei film più violenti del decennio, soprattutto perché in grado di mettere a nudo tutta la potenziale barbarie insita nella natura umana. Come affermato in una precedente citazione della serie, “Quando sei alle strette, uccidere è facile come respirare“.

È stata una sorpresa quando il film è stato annunciato, dal momento che John Rambo del 2008 fu considerato come la conclusione definitiva della serie con Stallone. Quel film terminò con il ritorno di Rambo nella sua casa in Arizona, dopo decenni di distanza dal suo Paese. Tuttavia, anche se è tornato finalmente a casa, la battaglia continua ancora.

Rambo: Last Blood – recensione del film con Sylvester Stallone

Oltre alla solita scorpacciata di sangue, omicidi, frasi a effetto e testosterone, Rambo: Last Blood è pieno di importanti sviluppi per il personaggio di John Rambo, nonché di temi politicamente carichi che hanno definito la serie sin dal suo inizio. E anche se, nonostante l’ambientazione sia Messico/Arizona, il film abbia deciso di non schierarsi chiaramente sulla controversa posizione del governo USA a proposito del confine con il Messico, non significa che non abbia nulla da dire a riguardo

Rambo: Last Blood – Rambo è morto alla fine del film?

Rambo: Last Blood, cinematographe.it

La maggior parte dei “neo-western” vedono i loro eroi affrontare la loro battaglia finale consapevoli di non avere possibilità di uscirne vivi. Rambo: Last Blood in questo senso si differenzia notevolmente perché, anche se sempre pronto a morire, è comunque tanto sicuro delle sue capacità da dire alla sua famiglia adottiva che tornerà alla sua vecchia vita dopo aver lasciato la sua vecchia fattoria di famiglia. Durante la stessa battaglia finale, uccide brutalmente la banda attaccando la sua fattoria, ed è ferito solo a causa del suo orgoglio; decide infatti di non uccidere rapidamente il leader della banda, Hugo, optando invece per “fargli sentire la sua rabbia“. Con il risultato di farci assistere a una delle uccisioni più inutilmente crude del film (il cuore di Hugo gli viene strappato dal petto) e all’ancora più sciocco ferimento di Rambo per mano del suo ultimo avversario.

Alla fine del film, Rambo fatica a mantenere la calma mentre si dirige verso la veranda della sua modesta casa, prima di crollare nell’abbraccio di una rustica sedia a dondolo. Anche se sembra che stia per morire, il suo monologo interiore dimostra come i suoi pensieri siano rivolti a come dovrà ricominciare a vivere, perché è l’unico modo per mantenere vivi i ricordi di tutti quelli che ha perso. Dai suoi amici del Vietnam alla figlia adottiva, Rambo capisce di dover andare avanti per il loro bene. Uccidere per vendetta non è più così importante, di fronte agli affetti per cui deve continuare a vivere.

Da RAMBO (1982) a John Rambo: la timeline della saga

I titoli di coda di Rambo: Last Blood regalano un epico montaggio dell’iconico personaggio di Sylvester Stallone in tutti e cinque i film della serie e le immagini finali mostrano un Rambo che ancora una volta sale a cavallo e si dirige, non verso il tramonto, ma verso una catena montuosa vicina. È ancora ferito e sanguinante, quindi la sua sorte rimane sospesa, tuttavia, se il film avrà un bel riscontro al botteghino, è abbastanza certo che il nostro eroe vivrà per il prossimo sequel.

Come Rambo: Last Blood continua (e forse chiude) il lungo viaggio di John Rambo

Rambo: Last Blood, cinematographe.it

La storia di John Rambo iniziò sette anni dopo il suo ritorno in America dalla Guerra in Vietnam, uno dei conflitti armati più famigerati nella storia del mondo. È probabilmente impossibile comprendere appieno il danno arrecato all’America a seguito della guerra del Vietnam, ma Rambo prova comunque a portare sullo schermo una testimonianza della colpa, del dolore, della sofferenza e del trauma di quel capitolo oscuro della storia americana.

Alla fine di John Rambo, l’omonimo eroe di guerra riuscì finalmente a tornare a casa. Le ultime scene di quel film ci hanno mostrato un Rambo sulla strada per la fattoria della sua famiglia. In Rambo: Last Blood, ritroviamo il protagonista in un ambiente sereno e pacifico, ma veniamo presto a conoscenza che l’uomo non è riuscito a sconfiggere i suoi demoni, solo “li tiene sotto controllo, ogni giorno“. È implicito che la costruzione di una rete di tunnel sotto la fattoria sia parte della sua “terapia auto-prescritta”: all’inizio del film, il protagonista rivive, in un flashback del Vietnam, le immagini dei tunnel utilizzati dai vietnamiti per eludere il rilevamento da parte delle forze americane e lanciare attacchi furtivi. Ironia della sorte, Rambo conclude il suo viaggio impiegando le stesse tattiche di guerriglia che sono state usate contro di lui tanti decenni prima.

Mentre la banda messicana attacca la sua fattoria, Rambo adotta ancora una volta quella strategia militare e riesce così a sorprendere i suoi nemici, facendoli esplodere e ritornando immediatamente sottoterra, scomparendo completamente prima che i superstiti abbiano persino la possibilità di reagire. All’interno dei tunnel, uccide i suoi avversari con trappole fatte a mano, tra le quali spunta una fossa sul cui fondo spuntano delle lance, immagine che evoca l’insidia usata contro gli americani in Vietnam. D’altronde, come i vietnamiti durante la guerra, Rambo è inferiore per numero e per potenza d’armi, ma sta difendendo la sua casa e conosce la sua terra meglio dell’avversario, motivo per cui i suoi nemici non hanno mai avuto una possibilità.

John Rambo, da First Blood a Last Blood: l’evoluzione del soldato di Sylvester Stallone

Una scelta provocatoria fatta dagli autori per terminare il viaggio di Rambo: sfruttare i suoi stessi incubi per sconfiggere i suoi ultimi nemici. In un certo senso, il suo personalissimo modo di fare pace con il passato.

Cosa Rambo: Last Blood dice sull’America contemporanea

Rambo: Last Blood, cinematographe.it

Una delle maggiori preoccupazioni che circondava la storia di Rambo: Last Blood riguardava il racconto della sua location, il confine tra Messico e Stati Uniti.

Rambo vive in Arizona, vicino al confine, e la sua famiglia adottiva è composta da immigrati messicani, ma, nonostante ciò, Last Blood non si prodiga in dichiarazioni sulla tensione politica tra America e Messico; usa solo le circostanze come sfondo per una storia personale di vendetta e propensione dell’uomo alla brutalità.

La storia prende il via quando la figlia adottiva di John, Gabrielle, attraversa il Messico nel tentativo di trovare suo padre, che l’ha abbandonata anni prima. La maggior parte dei personaggi in Messico sono ritratti come cattivi, ma questo è perché Rambo va in cerca della figlia in, letteralmente, tutti i luoghi più squallidi del Paese. Ci sono, infatti, anche diversi messicani mostrati in una luce positiva, dalla nuova famiglia di Rambo al personaggio di Paz Vega, una giornalista in cerca di giustizia per l’omicidio di sua sorella per mano della banda di Hugo.

Per quanto riguarda il confine stesso, non si fa menzione dell’ossessione dell’attuale Presidente Trump riguardo la costruzione del famoso muro per tenere i messicani fuori dagli USA; tolta qualche licenza che il film si prende per dimostrare come l’idea sarebbe comunque inefficace. Ci sono diverse scene che coinvolgono l’attraversamento delle frontiere: la prima mostra Gabrielle che attraversa legalmente la dogana, una mostra Rambo che semplicemente distrugge con la macchina il recinto del confine e un’altra mostra la banda messicana mentre usa un tunnel sotterraneo per passare da un Paese all’altro.

Ci potrebbe essere un altro sequel dopo Rambo: Last Blood?

Rambo: Last Blood, cinematographe.it

Potrebbe esserci un Rambo VI? O meglio, nel rispetto delle regole di denominazione non ortodosse della serie, Rambo 6: Last Blood Part II? Per citare il motto di John Rambo: “Le leggende non muoiono mai. Si ricaricano“.

Rambo: Last Blood – lo spot per coloro che non riescono a sopportarlo

Supponendo che sopravviva alle sue ferite, Rambo termina Last Blood nel modo in cui ha iniziato il film del 1982: solo, alla deriva e alla ricerca di un significato in un Paese che preferirebbe fingere che un uomo come lui non sia mai esistito piuttosto che ammettere che sia stato un errore mandarlo, insieme alla sua generazione, a morire nelle giungle del Vietnam. La tragedia nazionale di quel conflitto armato è ancora radicata nell’inconscio collettivo americano. Fa parte del DNA del Paese e finché si avvertirà il bisogno di denunciare o, più semplicemente, ricordare gli effetti devastanti di quella guerra, allora Rambo continuerà a essere il protagonista di nuove storie e nuove avventure.

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