harry potter, cinematographe.it

JK Rowling ha catturato i cuori di un’intera generazione e la sua storia è stata adattata sul grande schermo in una saga composta da otto film, usciti nell’arco di dieci anni. Di questi otto film, ognuno ha il proprio preferito, ma quasi tutti sono d’accordo sul fatto che probabilmente il migliore della saga è Harry Potter e il prigioniero di Azkaban.

I due più grandi cambiamenti di Harry Potter e il prigioniero di Azkaban

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Uscito nel 2004 per la regia di Alfonso Cuarón, Harry Potter e il progioniero di Azkaban è forse il film più importante della serie per alcune ragioni legate al dietro le quinte. I primi due film sono stati senza dubbio molto più fedeli ai romanzi della Rowling, grazie alla direzione di Chris Columbus, che ha gettato le basi su cui è stato costruito l’intero franchise. Dopo aver girato però Harry Potter e la Camera dei segreti, Columbus si è allontanato dalla regia per trascorrere del tempo con la sua famiglia, passando lo scettro ad Alfonso Cuaròn. A questo punto, i produttori del franchise avrebbero potuto seguire due strade: costringere Cuaròn a imitare lo stile di Columbus e mantenere le cose uguali ai primi due film o dare al regista la libertà di gestire al meglio il film. La seconda scelta è stata forse quella più saggia.

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A partire dal terzo romanzo, la saga della Rowling diventa molto più intensa e oscura. Sebbene fosse abbastanza semplice adattare La pietra filosofale e La Camera dei segreti sul grande schermo senza tralasciare alcun aspetto importante, quel compito è diventato più difficile con il passare del tempo. Così Cuaròn e lo sceneggiatore Steve Kloves hanno deciso di modificare in modo significativo l’approccio con l’adattamento del terzo romanzo. Oltre ai cambiamenti della storia, il regista ha deciso di apportare delle modifiche anche all’estetica del film. Se i primi due film avevano un effetto visivo molto più classico – con luci brillanti e tradizionali -, con questo terzo film, la fotografia di Michael Seresin introduce una tavolozza di colori molto più scuri. Il prigioniero di Azkaban segna quindi uno spartiacque tra quello che era l’inizio della storia di Harry Potter e quella che poi sarebbe diventata.

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Ma l’approccio visivo e l’adattamento della sceneggiatura non sono le uniche ragioni per cui Il prigioniero di Azkaban si distigue dagli altri, diventando il migliore della saga. Tutto si riduce alla materia prima, tutto cambia proprio dal libro di JK Rowling. Nella Pietra filosofale e La camera dei segreti Harry, Hermione e Ron sono dei bambini. Nel Prigioniero di Azkaban i personaggi sono adolescenti e stanno quindi subendo un’evoluzione significativa e stanno cercando di capire che tipo di adulti vogliono diventare.

La maturità dei personaggi nel terzo capitolo della saga

Per Harry (Daniel Radcliffe) questo significa confrontarsi con la verità sulla sua famiglia e sopportare il fatto che il migliore amico dei suoi genitori li abbia traditi. Harry quindi entra in guerra con Sirius Black (Gary Oldman), che considera responsabile della morte dei suoi genitori. È una storia di vendetta e crisi di identità. Per Hermione (Emma Watson) è un momento per eccellere nei suoi studi, mentre impara anche a difendere in prima persona i suoi amici. Ron (Rupert Grint) invece passa la maggior parte del film a farsi mordere dal suo topo, ma i fan lo amano proprio per questo! Anche gli altri personaggi stanno subendo il cambiamento tipico dei ragazzi nel pieno dell’adolescenza, incuranti di qualsiasi cosa, anche delle loro uniformi che passano dall’essere abbottonate e perfette a disfatte e spettinate. Tutti questi personaggi stanno crescendo e stanno cercando di capire dove va la loro vita. Il cinema amplia e sottolinea questa crescita, anche attraverso alcune delle battute dei personaggi.

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Infine abbiamo i viaggi del tempo, che è all’epoca era un’idea difficile da realizzare in modo convincente in qualsiasi film, ma in qualche modo Alfonso Cuaròn è riuscito nell’intento, rendendo il viaggio nel tempo ad Azkaban fresco e unico. Tutto questo grazie al materiale originale della Rowling, il modo in cui Cuaròn sceglie di mostrare il passare del tempo, fino alla splendida ripresa della telecamera che sfreccia sopra le teste di Harry e Hermione attraverso l’orologio gigante del castello di Hogwarts. La questione dei viaggi nel tempo non sembra mai mettere in ombra la storia del prigioniero di Azkaban, eppure è infinitamente avvincente, non importa quante volte abbiate visto il film.

Il prigioniero di Azkaban – nonostante i suoi piccolissimi difetti – rappresenta un’esperienza visiva gioiosa e soddisfacente, con tutte le sue novità: la nuova interpretazione di Silente di Michael Gambon; la colonna sonora rinnovata di John Williams; l’intera sequenza della Stamberga Strillante. Ognuno di questi piccoli momenti funziona così bene e si distingue in maniera memorabile, grazie alla sicura direzione di Cuaròn. Questo ovviamente non vuol dire che gli altri film di Harry Potter non abbiano grandi momenti memorabili, ma questo terzo capitolo va ben oltre, è affascinante e si erge senza dubbio come miglior film della saga di Harry Potter.