C'era una volta a...Hollywood - Cinematographe.it

C’era una volta… a Hollywood è tra i film più attesi del 2019 e lo è dal momento stesso in cui Quentin Tarantino ha annunciato l’avvio del nuovo progetto, non solo perché si trattava della nona pellicola del regista americano, ma per il ben delineato periodo storico scelto e la volontà di affrontare di petto la strage che nel 1969 si consumò nella dimora del numero 10050 di Cielo Drive. Il film, infatti, pur avendo come protagonista l’attore al suo viale del tramonto Rick Dalton, interpretato da Leonardo DiCaprio, e dal suo stunt tuttofare Cliff Booth, interpretato da Brad Pitt, ha tra i personaggi anche la Sharon Tate della giovane Margot Robbie ed è ambientato pochi giorni prima di quel fatale 9 agosto che mise l’America e il mondo intero di fronte alla sua stessa malvagità.

Seppur Quentin Tarantino abbia, in realtà, cambiato gli esiti della storia, i fatti di quella calda estate rimangono una delle macchie più nere della cronaca internazionale, che nel medesimo anno anche David Fincher con il suo Mindhunter riprendono, inserendo il personaggio di Charles Manson nelle interviste dei suoi protagonisti Holden Ford e Bill Tench, interpretato sia nel film che nella serie Netflix dall’attore Damon Herriman. Ma cosa è successo in quel 9 agosto 1969? Prima di arrivare a quella fatidica notte, è bene fare qualche passo indietro, esaminando la figura di Charles Manson.

C’era una volta… a Hollywood: chi era Charles Manson e come è nata la sua Famiglia?

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Charles Manson nasce in una famiglia disfunzionale, con una madre dalla vita sregolata, impegnata tra reati più o meno gravi, tanto da finire anche in carcere e lasciare il figlio ai vicini di casa. Dopo vari anni tra l’affido materno e la casa degli zii, Charles viene inserito in un istituto per l’infanzia. Il ragazzo si dimostra ribelle fin dai primi anni, scappando dalla struttura e iniziando a commettere anche lui diversi reati, fino a quando a sedici anni commette il suo primo crimine federale rubando una macchina e oltrepassando il confine, cominciando così la sua trafila dentro e fuori i riformatori.

Manson uscì dal riformatorio, svolse qualche lavoretto saltuario, si sposò con una giovane di nome Rosalie Jean Willis, ma non smise mai con la delinquenza, finendo nuovamente in carcere, in cui si interessò a temi quali la massoneria, l’ipnotismo, la negromanzia e la motivazione subliminale. Un altro grande interesse fu quello per la musica, soprattutto dopo aver imparato a suonare la chitarra e aver scritto svariate canzoni, tanto da tentare una carriera nell’ambito musicale dopo la sua scarcerazione nel 1967. In piena Summer of Love, periodo in cui tantissimi giovani professavano la pace, la libertà e l’amore libero, Manson riuscì a riunire attorno a sé un gruppo di ragazzi, in maggioranza di sesso femminile, abbindolati dalle capacità oratorie dell’uomo, arrivando a costituire una vera e propria comunità che venne poi ribattezzata come la Famiglia, stabilitasi nello Spahn Ranch a Los Angeles.

C’era una volta… a Hollywood racconta la notte del 9 agosto 1969, la morte di Sharon Tate e gli altri omicidi della Manson Family

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Diventarono, nel tempo, circa una cinquantina di persone, a cui appartenevano sia giovani affetti da disadattamento sociale, altri con problemi famigliari simili a quelli di Manson, altri ancora provenienti da famiglie ricche. La Famiglia si manteneva attraverso furti, raccogliendo cibo dalla spazzatura, ma soprattutto vendendo droga, la quale circolava in abbondanza anche tra gli adepti della comunità, dedita a intrattenersi con i piaceri del sesso, degli stupefacenti e della musica, ambito in cui Charles Manson cercò di sfondare in quegli anni. I giovani del ranch vedevano in Manson una reincarnazione di Gesù e di Satana, diventato per loro un leader e un mentore morale e spirituale. Giravano, inoltre, teorie portate avanti da Manson su un’imminente apocalisse, l’Helter Skelter, che sarebbe stata avviata da una guerra civile tra bianchi e neri, una lotta tra razze in cui quella di colore doveva venire sterminata.

La notte del 9 agosto 1989 Charles Manson mandò quattro dei giovani della Famiglia alla residenza di Cielo Drive, in cui avrebbe dovuto trovare la morte Terry Melcher, produttore musicale che, dopo aver dichiarato di voler lavorare alla carriera da cantante dell’uomo, si rifiutò di scritturarlo per la Columbia Records. La casa, però, era passata di proprietà a Roman Polanski e Sharon Tate. In quella casa l’attrice abitava momentaneamente da sola, visti gli impegni lavorativi del marito regista a Londra. Così i giovani di Charles Manson, Tex Watson, Susan Atkins, Patricia Krenwinkel e Linda Kasabian penetrarono nella dimora losangelina, in cui la Tate, incinta dell’ottavo mese, si stava intrattenendo con alcuni suoi amici: Jay Sebring, Wojciech Frykowski e Abigail Folger. I presenti vennero massacrati, uccisi sia a colpi di pistola che tramite svariate coltellate e, con il loro sangue, gli assalitori imbrattarono le pareti della casa con le parole Pig e Helter Skelter.

Quelli di Cielo Drive non furono, però, gli unici delitti della Famiglia Manson. Ci fu l’omicidio dei coniugi LaBianca, anche questi di una brutalità inaudita. E in più l’uccisione di Gary Hinman, insegnante di musica che aveva inizialmente accolto alcuni componenti della Famiglia, per poi cacciarli. Le scritte sui muri continuarono a far parte della scena del crimine e vennero realizzare per depistare i poliziotti a cui il termine “Pigs” era rivolto, cercando di dare inizio alla guerra tra razze. Charles Manson, pur non avendo partecipato attivamente agli omicidi, fu accusato di essere il mandate delle stragi, finendo così a processo nel 1970. Scampato alla pena di morte vista l’abolizione del 1972 da parte dello Stato della California, fu condannato, insieme agli altri membri della Famiglia, all’ergastolo.

Il 19 novembre 2017, dopo essere stato ricoverato pochi giorni prima in seguito a un’emorragia intestinale, Manson è morto all’età di 83 anni, al Kern County Hospital di Bakersfield.

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