Le 6 interpretazioni migliori di Anya Taylor-Joy tra film e serie TV

Anya Taylor-Joy è una giovane e talentuosa attrice, ma quali sono i suoi ruoli migliori? Ecco la nostra personale lista.

Come descrivere Anya Taylor-Joy se non magnetica. Con sguardo tagliente e innata bravura, l’attrice ha conquistato il cuore del pubblico quanto la penna dei critici. Sua è infatti la capacità di scegliere con minuzia quei ruoli in grado di valorizzarne talento e bellezza. Registi come Edgar Wright e Robert Eggers ne hanno esaltato la feroce femminilità e la capacità di far proprio lo spazio scenico. Taylor-Joy riempie l’immagine, la strappa e ci inghiotte, trasportandoci così in un mondo altro. Dalla scoperta ai grandi magazzini di Harrods fino a The Menu, la star ha scalato la vetta del successo.

La vedremo nel 2024 nei panni di una giovane Furiosa nell’omonimo prequel e spin-off di Mad Max: Fury Road. Ma dal suo esordio nel 2014 fino ad oggi, Anya Taylor-Joy ha partecipato a varie produzioni, dal cinema alla televisione. È stata la Morgan di Luke Scott e Gina Gray in Peaky Blinders, la figlia di Marie Curie in Radioactive e una dei personaggi di Amsterdam. Insomma, a soli ventisei anni vanta una filmografia di tutto rispetto. Ma quali sono i migliori film e serie TV che l’hanno vista protagonista? Secondo noi sono cinque quelle produzioni che, oltre ad essere state dirette con sapiente maestria, hanno visto nell’attrice quel valore aggiunto. Addentriamoci quindi senza indugi nella lista che abbiamo stilato per voi.

The Witch, il più uno che non poteva mancare in una lista sui film migliori di Anya Taylor-Joy

The Witch, l'esordio di Anya Taylor-Joy - Cinematographe.it

Il film segna l’esordio al cinema di Robert Eggers e della stessa Anya Taylor-Joy, un sodalizio proseguito con The Northman e che speriamo continui nel futuro. Uscito nelle sale nel 2016, il film ci trasporta nel New England del diciassettesimo secolo. Una famiglia viene allontanata dalla propria comunità, in quanto William – il capostipite – viene accusato di imporre con troppa rigidità gli insegnamenti di Dio. Lontani nei boschi, la solitudine sembra giovare ai suoi cinque figli e al raccolto, ma ben presto un’oscurità scenderà su di loro. Un’entità strapperà dalle braccia di Thomasin il fratello più piccolo e la ragazza verrà presto guardata con sospetto. Nel frattempo anche agli altri figli di William cominceranno ad accadere avvenimenti strani e inspiegabile; il diavolo si è insidiato tra loro.

Il film segna l’esordio al cinema di Robert Eggers e della stessa Anya Taylor-Joy, un sodalizio proseguito con The Northman e che speriamo continui nel futuro. Uscito nelle sale nel 2016, il film ci trasporta nel New England del diciassettesimo secolo. Una famiglia viene allontanata dalla propria comunità, in quanto William – il capostipite – viene accusato di imporre con troppa rigidità gli insegnamenti di Dio. Lontani nei boschi, la solitudine sembra giovare ai suoi cinque figli e al raccolto, ma ben presto un’oscurità scenderà su di loro. Un’entità strapperà dalle braccia di Thomasin il fratello più piccolo, e la ragazza verrà presto guardata con sospetto. Nel frattempo anche agli altri figli di William cominceranno ad accadere avvenimenti strani e inspiegabile; il diavolo si è insidiato tra loro.

Con The Witch il regista fa conoscere al mondo la propria visione del mondo, in cui le superstizioni e leggende acquistano forma fisica, ma vengono sempre guardate con occhi sospetto. È sempre l’uomo e il modo in cui dà forma alla realtà ad interessare Eggers, che con talento ci regala immagini suggestive ed esoteriche. Un approfondimento di tale genere arriverà con The Lighthouse, un’opera ricolma di sottotesti e interpretazioni. The Witch, come dicevamo, è anche il banco di prova di Anya Taylor-Joy, che non si fa sfuggire l’occasione di dimostrare tutto il suo talento.

5. Split, la consacrazione di Anya Taylor-Joy

Anya Taylor-Joy - <cinematographe.it

È giusto e doveroso partire dal film di M. Night Shyamalan, il secondo della trilogia di Unbreakable. Qui l’attrice veste i panni di Casey Cook, vittima di rapimento da parte di Kevin/L’orda (James McAvoy). Split, come l’intera trilogia, è stato fin troppo sottovalutato da critica e pubblico. A nostro avviso ha incarnato la risposta autoriale ai tanto criticati cinecomic. “Se non puoi batterli, unisciti a loro…ma con stile e personalità”, è forse questa la frase che più rispecchia il film del controverso Shyamalan, osannato come genio da alcuni e disprezzato altri. È una filmografia altalenante quella regista, cadenzata da rocamboleschi fallimenti e piccoli capolavori.

È infatti da Split in poi che l’autore non porta a casa un successo cinematografico. Al contrario di quanto avvenuto su piccolo schermo, in quanto ci ha fatto dono di una serie sublime e intrigante come Servant. Tornando alla nostra Anya Taylor-Joy, con Split da semplice emergente è divenuta uno dei simboli della nuova generazione. Donando al proprio personaggio profondità e soprattutto complessità, l’attrice ha decretato il successo del film. Senza di lei non avremmo compreso il complesso rapporto che si instaura tra vittima e carceriere.

4. The Northman: la musa di Robert Eggers

the northman cinematographe.it

L’ultima e imponente fatica del regista è da considerarsi un gioiello, un diamante allo stato grezzo. In esso Robert Eggers ha riversato il proprio sangue e sudore, realizzando una storia magniloquente. The Northman è uno di quei film da vedere, un tassello obbligatorio nella filmografia di tutti noi; un po’ come C’era una volta in America, se ci passate il paragone. Purtroppo, il pubblico non ha riservato all’opera la stessa la calorosa accoglienza ricevuta dalla critica, ed è un peccato. Perché Eggers fa suo il blockbuster, ripropone l’ennesima rivisitazione di Amleto senza mai scadere nel banale.

The Northman mostra la ferocia dell’uomo, la violenta arte della guerra in cui le parole feriscono più della spada. Con ingegno e conoscenza veniamo trasportati in un’epoca nel quale miti e leggende danno forma alla realtà. Quello di Eggers, tuttavia, è un sovrannaturale dell’animo, più che un piano tangibile. I personaggi vengono divorati da quegli spiriti insiti nella mente umana, e che il cervello realizza come concreti, fatti di corpo e sangue. Il mito diventa realtà soltanto per essere rovesciato, ed è in questa realtà che si inserisce la Olga di Anya Taylor-Joy, moglie di Amleth. Un personaggio che va ben oltre la figura d’accompagnamento, e si ritaglia uno spazio d’indagine proprio come protagonista assestante. Se non l’avete ancora fatto, vi consigliamo vivamente di recuperare un film dalla potenza inaudita.

3. Last Night in Soho, il nuovo cinema di Edgar Wright

Anya Taylor-Joy in Ultima notte a Soho - Cinematographe.it

Arriviamo ora a Last Night in Soho, un film in cui l’attrice è stata semplicemente sublime. Il film diretto da Edgar Wright vede protagonista Eloise (Thomasin McKenzie), una giovane ragazza con la passione per la moda. Dopo essersi trasferita a Londra, la sua vita verrà completamente stravolta da una misteriosa connessione spazio-temporale con Sandy (Anya Taylor-Joy), una famosa cantante in voga negli anni ’60. Viaggiando a ritroso nel tempo, Eloise scopre il mondo di quegli anni, ma da puro idillio si trasformerà ben presto in un incubo. I viaggi nel tempo conducono sempre a delle inevitabili conseguenze, e per la protagonista del film saranno terribili.

Il regista mescola i generi, come un maestro delle carte. Passiamo dal drama al thriller, dalla fantascienza all’orrore in un turbinio di luci e ombre. Accantonata una certa comicità, un rinnovato Edgar Wright strizza l’occhio a Hitchcock e al cinema di genere degli anni ’60 e ’70. Se siete fan di Anya Taylor-Joy e del buon cinema, Last Night in Soho è il film giusto per voi.

2. Emma, dal romanzo di Jane Austen all’interpretazione di Anya Taylor-Joy

Anya Taylor-Joy in Emma - Cinematographe.it

Emma vede il debutto alla regia di Autumn de Wilde, fotografa musicale e ritrattista. Il suo è un esordio di tutto rispetto, come l’approccio al romanzo di Jane Austen. Intimo e colorato, ci sentiamo di descrivere così il film che, per quanto piccolo, ha in sé una forza spiazzante. La sua è una storia che riempie il sorriso e dopo la visione il cuore. Anya Taylor-Joy veste i panni di Emma Woodhouse, una giovane nobildonna dell’Inghilterra della Reggenza. Suoi gli hobby di creare coppie e del pettegolezzo, ma dietro una maschera di superficialità si nasconde una ragazza intelligente, forte e indipendente. Alla ricerca di una nuova amica si imbatterà in Harriet Smith (Mia Goth), con cui instaurerà un rapporto curioso e interessante.

Il film vede il coinvolgimento di Bill Nighy nei panni dello spassoso padre ipocondriaco di Emma e di Johnny Flynn in quelli di Mr. Knightley. Anya Taylor-Joy da protagonista indiscussa incarna perfettamente le varie anime e sfaccettature che convivono in Emma. Con viso espressivo e piccoli gesti dà vita a ciò che prima era soltanto scritto nel romanzo di Austen. Autumn de Wilde ci regala un film mai superficiale e in grado di rifuggire da canovacci stantii con semplicità e soprattutto tanto cuore.

1. La regina degli scacchi, il fiore all’occhiello di Netflix

A nostro avviso poche serie Netflix sono riuscite a fare breccia nel pubblico quanto La regina degli scacchi. Con l’uscita sulla piattaforma sono aumentate le vendite delle scacchiere e i download degli scacchi per smartphone. Insomma, un evento globale che non ha impattato positivamente solo sul fatturato di Netflix. Anya Taylor-Joy ha dichiarato di aver dato tutta sé stessa nell’interpretare Beth Harmon, e di aver creato anche il proprio profumo ispirato al personaggio. La fragranza dovrebbe contenere rose, patchouli, legno di sandalo, pepe rosa e sì, persino la vodka. Lasciando il gossip da parte, la serie, oltre ad essere interpretata da una magistrale Taylor-Joy, è stata diretta con sottigliezza e passione da Scott Frank e Allan Scott.

Basata sull’omonimo romanzo del 1983 di Walter Tevis, La regina degli scacchi racconta la travagliata storia di Beth. La madre, una brillante matematica con problemi mentali, l’abbandona in orfanotrofio, dove l’incontro con il signor Shaibel, il bidello, le farà scoprire il talento per gli scacchi. Quella della protagonista è una storia sorprendente quanto tragica, in cui viene affrontato il rapporto tra genio e dipendenze, alcune date vita laddove si doveva essere protetti. La serie Netflix brilla è una perla in un mare di sassi, e la cui storia è stata trattata con sensibilità e intelligenza. E Anya Taylor-Joy? Semplicemente pazzesca.

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