Transformers – Il Risveglio: le canzoni della colonna sonora del film

Il film di Steven Caple Jr., disponibile su Paramount+, suona fortemente hip hop

Quando un franchise funziona è difficile interrompere la copiosa produzione di progetti audiovisivi che si appropriano di quel potenziale, sfruttandone ogni risorsa; ne è un esempio lampante Transformers – Il Risveglio, 7° capitolo della saga ispirata ai giocattoli che, negli anni ’80, seppero coniugare la robotica e l’automobilismo, nel racconto della guerra incessante tra Autobot e Decepticon. Il film diretto da Steven Caple Jr., sequel di Bumbelbee e prequel del primo film della serie (uscito nel 2007), tenta di rinnegare alcuni dei clichè più emblematici della saga, affiancando ai numerosi personaggi composti di metallo e ingranaggi due soli protagonisti umani, Noah (Anthony Ramos) ed Elena (Dominque Fishback), giovani volti del multiculturalismo americano, simboli di minoranze etniche incuranti dell’appariscenza estetica che dominava nelle prime pellicole (si pensi a Megan Fox).
Sullo sfondo di un quadro che ammicca al politicamente corretto, sono l’hip hop e la musica rap a dar man forte al soggetto rendendolo, oltre che ulteriormente credibile, ritmatamente godibile per tutti i fan del genere e non solo.

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Transformers – Il Risveglio: una colonna sonora a tempo di hip hop

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Dai Wu-Tang Clan a The Notorious B.I.G., la canzoni di Transformers – Il Risveglio traslano lo spettatore negli anni ’90, anni in cui viene districato l’intreccio (precisamente il 1994) e anni in cui i pionieri dell’hip hop conquistavano ogni angolo della strada, portando in auge un genere che oggi domina le classifiche, seppure con le sfumature elettroniche e di genere che capillarmente vengono sviluppate. Il primo brano ad irrompere sulla pellicola è C.R.E.A.M., uno dei brani di punta dell’album del 1994, Enter the Wu-Tang (36 Chambers), seguito poi da altre tracce che hanno segnato la storia del genere in quegli stessi anni: Check The Rhime degli A Tribe Called Quest (dall’album The Low End Theory), Anything (Old Skool Radio Version) del gruppo, tutto al femminile, SWV, e poi Nas, i Digable Planets, i Black Sheep, LL Cool J, fino appunto ad arrivare all’intramontabile The Notorious B.I.G., con la sua Hypnotize.

Jongnic Bontemps dagli Autobot alla strada

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Il lavoro di Jongnic Bontemps, che si è interamente occupato delle musiche del film, riporta quindi gli Autobot a contatto con l’asfalto, con la strada da cui, negli anni ’90, sono emersi tutti gli artisti che riaffiorano tra le note dell’opera. Il compositore, dopo la collaborazione del 2016 con Steven Caple Jr. per il film The Land, torna al fianco del regista statunitense per imprimere al girato un aspetto modaiolo, pur aggrappandosi alla vecchia scuola e rielaborando un immaginario fatto di assonanze e di un linguaggio ai limiti del licenzioso.
Vi è poi un altro aspetto da considerare rispetto alla colonna sonora del film: l’aderenza al contesto; vi sono infatti diversi brani a richiamare altri contenuti del franchise: Unicron Theme dal film Transformers: The Movie, del 1986, Ending, da Transformers – L’ultimo cavaliere (2017) ed anche No Sacrifice, No Victory e Arrival to Earth entrambi dal Transformers del 2007.

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