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Fra i difetti che si imputano a Netflix, uno dei più gettonati è certamente la scarsa attitudine al coraggio narrativo e tematico, soprattutto per quanto riguarda il genere, che porta la piattaforma a proporre spesso e volentieri contenuti di qualità accettabile, ma che difficilmente scalfiscono l’immaginario del pubblico. Una piacevole eccezione a questa tendenza è The Perfection, thriller/horror firmato da Richard Shepard e disponibile in streaming dal 24 maggio, che ha il pregio di spiazzare continuamente le aspettative dello spettatore con incessanti colpi di scena e diversi cambi di registro.

The Perfection: il nuovo spiazzante film NetflixThe Perfection cinematographe.it

Ci troviamo a Shanghai, e più precisamente all’interno di una prestigiosa scuola di musica, dove l’ex prodigio del violoncello Charlotte fa ritorno dopo un lungo esilio forzato per prendersi cura della madre morente. Giunta sul posto, la ragazza osserva come la nuova promessa dello strumento Lizzie abbia preso il suo posto sia a livello artistico, sia per quanto riguarda la stima e le attenzioni dei suoi vecchi maestri Anton e Paloma. Le due entrano comunque in confidenza, ma ben presto intraprendono insieme un percorso del tutto inaspettato, fatto di violenza, mutilazioni, paranoia e vendetta.

Allison Williams da Scappa – Get Out a The Perfection: il nuovo volto dell’horror

Senza addentrarci nel dettaglio dei diversi risvolti della trama, per non rovinare agli spettatori le tante gustose sorprese che arricchiscono The Perfection, possiamo affermare che l’opera di Shepard, non a caso presentata in un’istituzione del cinema di genere come il Fantastic Fest, è uno dei più spiazzanti prodotti originali disponibili nel catalogo Netflix, capace di mutare continuamente la propria forma. Ciò che si configura come una trasposizione all’interno dell’ambiente della musica classica del vortice di tensione, gelosia e allucinazione messo in scena da Il cigno nero, riesce a trasformarsi in un body horror che sembra partorito dalla mente del giovane David Cronenberg, in un cruento revenge movie e in un teso e inquietante thriller, capace di riallacciare i fili lasciati in sospeso e di affrontare al tempo stesso tematiche importanti come gli abusi infantili.

The Perfection e il suo bizzarro concetto di solidarietà femminile

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Dopo la convincente prova offerta nel gioiellino horror Scappa – Get Out, Allison Williams conferma la sua abilità recitativa, sostenendo insieme all’altrettanto efficace Logan Browning un racconto sempre più torbido e complesso e rappresentando al meglio le diverse sfaccettature del proprio personaggio. A contribuire al successo di The Perfection è inoltre la solida regia di Shepard, che conferisce un’atmosfera disturbante agli eventi, concedendosi anche il lusso di un paio di rewind chiarificatori e di alcuni pregevoli momenti gore. Questi elementi sono utilizzati sempre in maniera funzionale al racconto, e si inseriscono naturalmente all’interno di un impianto narrativo che non ha l’intento di stupire lo spettatore con plot twist fini a se stessi, ma gli offre invece tutti gli elementi per intuire ciò che avverrà subito dopo, riuscendo comunque a privarlo piacevolmente di punti di riferimento e ad accompagnarlo in territori inattesi.

L’audacia di Shepard, co-sceneggiatore di The Perfection insieme a Eric C. CharmeloNicole Snyder, lo porta a utilizzare tematiche importanti come l’omosessualità, lo stupro e le sue conseguenze in maniera tutt’altro che accomodante, al punto che gli spettatori particolarmente coinvolti da questo punto di vista potrebbero persino provare repulsione e disgusto per gli eventi. Scendendo però più in profondità, si osserva l’attenzione che l’opera riserva ai propri personaggi femminili e il bizzarro, controverso ma palpabile concetto di solidarietà femminile che lo attraversa, insieme alla rappresentazione della mutilazione come shock fisico e psicologico con il quale affrancarsi dai fantasmi e dai traumi del proprio passato.

The Perfection: fra exploitation e cinema sudcoreano

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Il costante e percepibile desiderio di osare, fondendo il gusto per la pura exploitation con un approccio psicologico al revenge movie che ricorda il cinema sudcoreano (in particolare quello di Park Chan-wook), ci porta a chiudere gli occhi su qualche aspetto più problematico di The Perfection, come lo scarso approfondimento dei personaggi più negativi e qualche stereotipo di troppo nella rappresentazione del popolo cinese. La perfezione del titolo, bramata da Natalie Portman nel già citato Il cigno nero e dalle stesse Charlotte e Lizzie nei rispettivi campi artistici, non viene quindi raggiunta, ma un finale crudele e allo stesso tempo appassionato ci regala un’appagante e struggente chiusura per uno dei più soddisfacenti prodotti visti recentemente su Netflix.

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