voto del pubblico 1.0/5
voto finale
4.3/5
Regia
Sceneggiatura
Fotografia
Recitazione
Sonoro
Emozione
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Da bambina facevo spesso un gioco: aprire un libro e leggerne la prima e l’ultima parola. Se si accoppiavano bene provavo un vago senso di soddisfazione, come se l’opera stesse rispondendo a un qualche disegno più alto; nel caso in cui le due parole costituissero solo un insieme bizzarro devo dire che, tutto sommato, non me dispiacevo poi tanto. Crescendo, invece, ho iniziato a dare molta più importanza a un buon incipit che non a una conclusione che riesca perfettamente a mettere la parola “fine”.

Lo stesso accade al cinema. La prima scena è quella che, più facilmente, può rimanere impressa. Una sorta di biglietto da visita. Bisogna maneggiarla con cura, quindi. Studiarne con precisione i dettagli. Forse anche giocarci un po’. Presentarci un film la cui scena iniziale abbia tutta l’aria di essere niente meno che la climax della storia è una scelta audace, un rischio che se si decide di correre deve almeno trovare la sua ragion d’essere in un’ottima struttura narrativa che riesca a far crescere gradatamente la tensione. In caso contrario, l’azzardo si fa errore e si macchia di presunzione. Sally Potter però non ha paura e The Party inizia un po’ così, con lo slancio di una battuta finale su cui ci si voglia giocare la riuscita di un film, una pistola puntata allo spettatore e la domanda “come siamo arrivati a questo punto?” che ci ronza nella testa.

The Party è la nuova commedia drammatica di Sally Potter in cui scontri ideologici, politici e filosofici la fanno da padrone in un continuo accumularsi di tensione

The Party: la recensione del nuovo film di Sally Potter

Mai come questa volta il titolo, nella sua manifesta semplicità, è capace di incarnare la doppia anima del film. Giocando sulle due accezioni di “festa” e “partito”, The Party dà subito la cifra significativa della pellicola che ruota attorno ai due poli della conquista politica e del ricevimento organizzato per festeggiarla. L’uno causa scatenante dell’altro, funzionano entrambi come pretesti per dare il via all’azione riunendo nella stessa casa tutti i protagonisti.

Da poco eletta ministra della Salute del governo ombra, Janet (Kristin Scott Thomas) sente il bisogno di festeggiare l’avvenimento con i suoi amici più intimi, un gruppo assai eterogeneo di personaggi, i quali, arroccati nei loro rispettivi credo manichei, si muovono e dibattono all’interno di un film che altro non è se non un dissacrante e crudele specchio della nostra società. Invitati sono la cinica, realista April (Patricia Clarkson) con il compagno Gottfried (Bruno Ganz), un guru spirituale che diffida della medicina moderna, Martha (Cherry Jones), docente universitaria di studi di genere, con la compagna Jinny (Emily Mortimer), Marianne, collega di Janet, insieme al marito banchiere Tom (Cillian Murphy) e, chiaramente, Bill (Timothy Spall), marito di Janet, altro docente universitario da sempre votato al materialismo.

The Party: la recensione del nuovo film di Sally Potter

The Party ci presenta un ventaglio di personaggi incredibilmente variegato, ognuno dei quali è specchio parziale della nostra società

Perfettamente orchestrata da un’abile regista, The Party è una commedia cruda il cui intento di critica sociale è sì ben presente ma non prende mai le redini del gioco, rendendo il prodotto un film sempre godibile nella sua incessante scalata verso lo scioglimento finale. La storia è quasi banale nella sua semplicità. Mentre Janet accoglie i primi ospiti e finisce di mettere a punto la cena la vediamo che si scambia messaggi e telefonate con l’amante. Ancor prima che la festa abbia inizio Bill si è invece ritirato in soggiorno con espressione derelitta cercando di trovare sfogo alle sue angosce nella buona musica e in un bicchiere di vino.

Poco dopo, vediamo entrare in scena i vari personaggi partendo da Tom, visibilmente in balia di una tempesta emotiva che combatte tra il desiderio di usare la pistola che tiene nascosta sotto la giacca e quello di liberarsene, il tutto condito da sniffate furtive di cocaina nel bagno della casa di Janet. Martha e Jenny, invece, aspettano tre figli ma il lieto annuncio sarà la scintilla che innescherà un duro confronto tra le due in cui l’unica soluzione sarà mettere a nudo le proprie paure. Infine, i problemi di coppia sono all’ordine del giorno anche per April e Gottfried, i cui caratteri e le cui ideologie sono troppo diverse per sperare di andare davvero d’accordo.

The Party: la recensione del nuovo film di Sally Potter

The Party non si perde mai in inutili preamboli o didascaliche presentazioni, preferendo che sia l’incalzante scambio di battute tra i personaggi a darci la cifra delle loro personalità. Scontri ideologici, tradimenti, vacillazioni del proprio credo sono l’anima di una pellicola che prende a pretesto un’occasione di festa per presentarci una disamina sociale in cui le relazioni umane vengono messe a nudo per quello che sono veramente: un fragile accordo tra vari individui pronto ad andare in pezzi quando è la propria soggettività a essere messa in discussione. Sorretto da un cast d’eccezione, The Party è un film intrinsecamente inglese, una commedia che sa di teatro, i cui dibattimenti politici e filosofici che non si risparmiano attacchi al sistema sanitario e alle istituzioni accademiche ricordano lo Stoppard di Jumpers ma senza allunaggi, attrici decadute, lepri e tartarughe. È un film denso, positivamente intellettuale e brillante. Un film che in poco più di un’ora convince, sorprende e intrattiene con maestria e intelligenza.