Timothy Spall e Colm Meaney: Il Viaggio (The Journey)

Presentato Fuori Concorso all’interno della 73° Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, Il Viaggio (The Journey) vede l’inusuale storia d’amicizia nata tra due contrapposti leader politici dell’Irlanda del Nord in periodo di conflitto. Il film (qui la recensione) è diretto di Nick Hamm e vede nel cast Timothy Spall, Colm Meaney, John Hurt e Catherine McCormack.

In occasione dell’uscita nelle sale del film – al cinema dal 30 marzo con Officine Ubu – scopriamo le rivelazioni di Timothy Spall e Colm Meaney sul film!

Cosa si prova ad aver interpretato due personaggi così particolari ancora presenti nella memoria del pubblico?

Timothy Spall: “Si cerca innanzitutto di attuare una ricerca d’archivio, rintracciando minuziosamente le avversioni del personaggio, del modo in cui parla, dal modo di porsi; per qualsiasi altro ruolo ci vuole molta fantasia per creare una connessione tra te e quell’individuo, perché in qualche modo non solo devi impersonarlo ma anche assimilarlo”

Colm Meaney: “Bisogna assomigliare fisicamente a un uomo realmente esistito, assumere il suo accento, ma non bisogna accontentarsi di questi aspetti superficiali. Il mio personaggio è ancora vivo, ma ho preferito non parlargli. Era meglio trovare la nostra strada per descriverlo. Se mi fossi seduto a un tavolo con lui a parlare del ruolo, avrebbe sicuramente influenzato la storia, perché ha una grande personalità”.

Che cosa avete imparato da questo film?

Timothy Spall: “Non è un documentario, non è scienza. Ma abbiamo attuato un’indagine vera e propria per mostrare una sintonia fra due personaggi contrapposti ideologicamente. Abbiamo quindi voluto dimostrare come possa esserci un compromesso tra persone con punti di vista opposti. Pensate al sacrificio personale che hanno dovuto fare questi personaggi, mettendo da parte il loro orgoglio e farsi anche odiare dai propri seguaci”.

Colm Meaney: “La cosa che più mi ha colpito della sceneggiatura è che mostra come le persone più importanti con cui parlare sono proprio i nemici. È facile andare d’accordo con gli amici, ma trovare un punto in comune con il nemico è un’impresa”.

Su quale tipo di dialogo avete voluto “divincolare” le vostre interpretazioni ?

Timothy Spall: “Questo film mostra che ci possono essere delle soluzioni anche per uomini implacabili come i nostri personaggi”.

Colm Meaney: “La sceneggiatura spiega bene che è molto importante parlare col proprio nemico e non solo con chi ci è amico. Per molto tempo tra Inghilterra e Irlanda del Nord il compromesso è stato praticamente impossibile e credo che questo film abbia mostrato in maniera edulcorata l’importanza del dialogo con chi la pensa in modo opposto al nostro”.

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