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Molly’s Game è un film del 2017, scritto e diretto da Aaron Sorkin e basato su Molly’s Game: From Hollywood’s Elite to Wall Street’s Billionaire Boys Club, My High-Stakes Adventure in the World of Underground Poker, autobiografia dell’ex organizzatrice di partite milionarie di poker Molly Bloom. Lo sceneggiatore di West Wing, The Social Network e Steve Jobs si mette per la prima volta dietro alla macchina da presa, dirigendo un cast di star del calibro di Jessica Chastain, Idris Elba, Kevin Costner e Michael CeraMolly’s Game ha ricevuto una nomination per gli Oscar del 2018 per la migliore sceneggiatura non originale di Aaron Sorkin.
Molly's Game cinematographe

La giovane sciatrice Molly Bloom (Jessica Chastain) è costretta al ritiro dalla gare da un grave infortunio alla sua già martoriata schiena, che interrompe bruscamente i suoi sogni di gloria e mette a dura prova il difficile rapporto con il padre Larry (Kevin Costner), particolarmente esigente e autoritario. Dopo essersi trasferita a Los Angeles, Molly scala rapidamente la gerarchia delle bische illegali della città, arrivando a gestire le più ricche e chiacchierate partite di poker, che coinvolgono giocatori particolarmente abbienti e affermati. La donna finisce però nei guai con la legge, costringendola a rivolgersi al brillante avvocato Charlie Jaffey (Idris Elba) per evitare il carcere.

Molly’s Game: Aaron Sorkin mette in scena la vita dell’organizzatrice di bische clandestine Molly Bloom

Molly's Game cinematographe

Con Molly’s Game, Aaron Sorkin mette in campo la sua consuete scrittura sagace e profonda, fatta di battute taglienti, dialoghi incalzanti e un lavoro sempre più raro sulla costruzione del personaggio e della sua psicologia. Pietra angolare di una narrazione compassata e avvolgente è una strepitosa Jessica Chastain, che dà corpo e volto al ritratto di una donna problematica ma di grande carattere, che combatte sul filo della legalità per guadagnarsi quel posto al sole che la vita le ha negato e per prendersi una rivincita su un padre che non le ha mai concesso la stima e l’amore da lei cercati. Capelli scuri, trucco marcato e ostentata sicurezza a camuffare la fragilità interiore del suo personaggio: l’attrice americana regala l’ennesima prova di grande sostanza ed espressività, in un ruolo tutt’altro che facile e interamente giocato sulle sfumature e sui dettagli.

La sua Molly è un perfetto equilibrio di contraddizioni: umile ma siede a testa alta accanto al tavolo di grandi celebrità, in perenne ricerca di polli da fare spennare all’abile Giocatore X di Michael Cera ma al tempo stesso disposta a comprendere e aiutare i giocatori che stanno entrando in una spirale distruttiva, spregiudicata organizzatrice di bische clandestine ma fermamente intenzionata, fin quando possibile, a rifiutare di trattenere quella percentuale sui soldi al tavolo che la metterebbero con le spalle al muro dal punto di vista legale. Intorno a lei ruota una serie di personaggi solo apparentemente marginali, come quelli del brillante avvocato Jaffey e del duro dal cuore d’oro padre Larry, che grazie alla scrittura di Sorkin e all’abilità degli interpreti diventano preziose tessere di un brillante mosaico sociale, in cui piccoli sprazzi di umanità emergono da un quadro fatto di cinismo, vizio e voglia di emergere.

Molly’s Game: una perfetta Jessica Chastain rende le tante sfumature caratteriali della protagonista

Come accade per tutte le opere partorite dalla geniale mente di Aaron Sorkin, Molly’s Game è condizionato e guidato dalla scrittura, che sostiene anche i passaggi meno intensi e i diversi salti avanti e indietro nel tempo fra la Molly imperatrice del poker e quella alle prese con avvocati e tribunali. Il rovescio della medaglia consiste in una messa in scena decisamente più povera e meno densa di contenuti, che vive della luce riflessa di sceneggiatura e interpreti, senza aggiungere molto al racconto dei personaggi e degli ambienti con cui interagiscono.

Mentre non fatichiamo minimamente a entrare nei pensieri di Molly, grazie anche a una Jessica Chastain che ne rende perfettamente tutte le sfumature caratteriali, utilizzando la sua naturale avvenenza in funzione della storia da raccontare, ci sono maggiori difficoltà nel percepire il clima subdolo e teso che si respira al tavolo da poker, l’atmosfera sobria e rigorosa del tribunale e persino la situazione di sana competizione sportiva che la protagonista vive nel corso della sua breve carriera come sciatrice. Nonostante lo splendido insieme di personaggi costruito da Sorkin e la sua perizia nel trarre il meglio dagli attori e dalle loro interpretazioni, mancano le scene madri necessarie a smuovere del tutto l’animo dello spettatore e a rendere Molly’s Game qualcosa di più di un discreto film.

Molly’s Game: un biopic solido e ben congegnato

I momenti che rimangono maggiormente impressi nella mente e nel cuore del pubblico sono così le accese discussioni fra Molly e Jaffey, espressioni di due modi diversi e contrapposti di intendere la vita e la vicenda di Molly che con il passare dei minuti vanno a convergere, e i pochi ma efficaci confronti fra la protagonista e il padre impersonato da un ottimo Kevin Costner, capaci di delineare un complesso rapporto fra genitore e figlia, fatto di aspettative infrante, rancori repressi e affetto celato.

Molly's Game cinematographe

Molly’s Game si rivela un incisivo e ben congegnato biopic, che, nonostante qualche pecca nella messa in scena, in un’epoca segnata dalle discriminazioni e dalle molestie ha il merito di proporre l’immagine di una donna totalmente indipendente e dominante in un mondo prevalentemente maschile, mettendo in luce il suo punto di vista sulle vicende che l’hanno coinvolta senza mai sfociare nel buonismo o nell’eccessiva condiscendenza. La conferma del talento di uno dei più grandi sceneggiatori contemporanei e della sua capacità più unica che rara nel disegnare ritratti dell’animo umano mai scontati o già visti.

Molly’s Game è in uscita nelle sale italiane il 19 aprile, con distribuzione 01 Distribution.

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