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Il sodalizio fra Netflix e il cinema spagnolo continua con Influenze maligne, debutto dietro alla macchina da presa di Denis Rovira van Boekholt. Come già successo per Ánimas e Verónica, due altri buoni prodotti iberici in catalogo nella celeberrima piattaforma di streaming, anche in questo caso l’orrore è un mezzo con cui scavare fra le pieghe di una famiglia disastrata e fra i traumi dell’infanzia. Protagonista del racconto è l’infermiera Alicia (Manuela Vellés), che torna dopo diversi anni nei luoghi della sua infanzia, al capezzale della madre morente Victoria (Emma Suárez). Una volta giunta sul posto, Alicia si ricongiunge con la sorella Sara (Maggie Civantos), insieme alla quale comincia a ricordare la loro dolorosa infanzia. Allo stesso tempo, emerge anche la presenza di forze oscure legate alla famiglia, che coinvolgono anche la figlia di Alicia Nora (Claudia Placer), in un crescendo di violenza e orrore.

Influenze maligne: il nuovo horror spagnolo disponibile su Netflix
Influenze maligne

Influenze maligne cuoce a fuoco lento lo spettatore, prendendosi tutto il tempo necessario per imbastire il contesto del racconto e dei personaggi e per costruire la tensione. Alcune scelte fotografiche, come dei verdi e dei rossi particolarmente caldi che interagiscono in maniera apparentemente bizzarra con gli elementi scenografici, aiutano lo spettatore a immergersi fin dal principio in una storia che non rinnega mai il proprio background di dramma familiare, ma che diventa progressivamente più cupa e sinistra, fino a trasformarsi in un vero e proprio horror demoniaco. A differenza di molte altre opere di questo filone, Denis Rovira van Boekholt riesce a mantenere sempre un approccio intimo e umano ai propri personaggi, senza ridurli a mere marionette con cui generare ansia e paura nello spettatore.

Influenze maligne

Gran parte del merito della riuscita di Influenze maligne è certamente da attribuire alle attrici protagoniste, perfette nel tratteggiare le personalità dei rispettivi personaggi e nel rappresentare le loro reazioni a un racconto dai risvolti sempre più opprimenti. A sorprendere è soprattutto la più giovane del gruppo Claudia Placer, che nonostante la tenera età si destreggia da attrice consumata nei panni del personaggio più ambiguo, spaziando con grande naturalezza fra diversi registri. Segreti di famiglia, dolori dell’infanzia e la sempiterna fascinazione per l’occulto si intrecciano così in una storia che con il passare dei minuti raccoglie i frutti di quanto seminato in precedenza, evolvendo in maniera coerente ed efficace, centrando inoltre qualche notevole colpo di scena.

Influenze maligne: fra possessione demoniaca e dramma familiare

Influenze maligne

In un catalogo Netflix costantemente in bilico fra grandi produzioni originali come le recenti Storia di un matrimonio e Panama Papers e lavori più sciatti e privi di anima, Influenze maligne si rivela una piacevole sorpresa, capace di accontentare sia gli appassionati del puro orrore sia gli spettatori più esigenti, grazie a un’efficace miscela fra il classico meccanismo della possessione demoniaca e un’attenzione particolare al dramma familiare. Un prodotto girato con pochi mezzi ma con particolare cura, che strizza l’occhio a recenti produzioni americane come la saga di Insidious, mantenendo però al tempo stesso la propria originalità, grazie anche all’ottimo lavoro dietro la macchina da presa di Denis Rovira van Boekholt (anche sceneggiatore insieme a Ramsey CampbellMichel GaztambideDaniel Rissech). Un piccolo ma meritevole lavoro a cui dare una chance, che ha il merito di distinguersi rispetto a produzioni più ricche ma meno ispirate presenti nel catalogo Netflix.

Influenze maligne è disponibile dall’11 ottobre su Netflix.

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