Il fuggitivo: recensione del film con Harrison Ford e Tommy Lee Jones

Il fuggitivo, con Harrison Ford e Tommy Lee Jones, è uno dei migliori film crime, che riesce a delineare due ottimi personaggi con una regia impeccabile.

Il fuggitivo, diretto da Andrew Davis, regista di molti crime-action, ispirato a un fatto di cronaca, con nel cast Harrison Ford e Tommy Lee Jones, è uno dei migliori film del 1993, anno in cui è uscito nei cinema, registrando un grande successo al Box Office e classificandosi come terza migliore pellicola dell’anno, dopo Jurassic Park e Mrs. Doubtfire. Grazie a questo film, presentato alla 50ª Mostra del Cinema di Venezia, Tommy Lee Jones vinse l’Oscar come miglior attore non protagonista e Il fuggitivo ottenne così 7 nomination agli Academy Awards. A distanza di quasi 27 anni, è ancora uno dei migliori film del genere e attualmente uno dei più visti su Netflix.

Lo stimato dottor Richard Kimble (Harrison Ford) viene accusato ingiustamente del brutale omicidio della moglie Helen (Sela Ward), nonostante la sua testimonianza di un misterioso uomo con una protesi al braccio destro che ha cercato di aggredirlo dopo aver assassinato sua moglie. Molte prove inconfutabili come le impronte digitali e sicuramente la fretta di chiudere un caso di omicidio. Nessun dubbio sulla colpevolezza e poche ricerche conducono il tribunale di Chicago a condannare a morte il dottor Kimble. Ma un incidente sull’autobus dei detenuti, organizzato da alcuni carcerati, permette a Kimble di fuggire. Braccato e inseguito dal capitano Gerard (Tommy Lee Jones) e i suoi uomini, l’obiettivo di Richard Kimble diventa scoprire da solo chi ha ucciso sua moglie.

Una struttura composta da più generi, una trama lineare e degli ottimi personaggi rendono ancora oggi Il fuggitivo un film assolutamente da vedere

Il fuggitivo - cinematographe.it

Dall’action al crime, dal thriller al detection Il fuggitivo mette insieme più generi diversi capaci di creare un prodotto coinvolgente e avvincente, dove la verità si fa strada lentamente nella mente del protagonista che, da sospettato diventa colpevole, vittima, innocente, investigatore e testimone. Un film dove alleati e nemici si intersecano tra loro ribaltando il ruolo di ogni personaggio. Lo stesso capitano Gerard, straordinaria interpretazione di Tommy Lee Jones, poliziotto brusco e determinato pronto a una caccia all’uomo senza tregua, inizia a chiedersi a cosa porteranno le investigazioni che Richard conduce da solo. Richard sembra addirittura sperare in una collaborazione della polizia, bersaglio principale a cui dimostrare la propria innocenza. Ma Kimble è da solo contro un mondo che è pronto a schiacciarlo.

Harrison Ford si muove con astuzia nei panni di un uomo alla disperata ricerca di un complotto ordito ai suoi danni e che lo ha privato di sua moglie. La sua evidente mono espressività rappresenta un uomo che non ha tempo, in una continua corsa per scappare da chi lo crede colpevole, farsi aiutare da chi sa che è innocente e scoprire cosa si cela dietro un piano che sembra esser stato attuato alla perfezione. In un rapporto tra lui e Gerard che si instaura a distanza, trovandosi poche volte faccia a faccia, ma che si consolida per diventare qualcosa di più di un semplice capitano che insegue un colpevole. Quando l’ottima linea detection che, indizio dopo indizio, inizia a fare chiarezza, si incontra con i dubbi di Gerard, tutto il corpo di polizia inizia a chiedersi perché Richard sia pronto a mettere a rischio se stesso e la sua libertà per cercare di venire a capo ad un’indagine già chiusa.

Una fonte d’ispirazione per una storia che non smette mai di sorprendere e intrattenere e per un uomo solo contro tutti

Il fuggitivo - cinematographe.it

Frequenta e fa ricerche in posti pieni di polizia, dove tutti lo cercano: ospedali, carceri e dipartimenti di giustizia. Una conclusione perfetta che lascia lo stesso protagonista esterrefatto e amareggiato, dove sarebbe solo se non fosse per l’ultima persona che immaginava potesse aiutarlo. Con qualche soluzione fantasiosa, ma mai eccessivamente inverosimile, calibrata dal caso e dalla forza, come nella vita, di chi, primo fa tutto, vuole la sua libertà e dignità dell’uomo che è sempre stato; che non andrà in prigione né verrà ucciso per un crimine che non ha commesso. Una regia che in un montaggio alternato e dinamico, tipico dell’action, sposta la macchina da presa in inseguimenti, appostamenti e lotte corpo a corpo, e una fotografia piuttosto naturale con la colonna sonora che scandisce ogni nuova prova, ogni nuovo pericolo, in un crescendo di tensione e suspense con trovate davvero geniali.

Perché la forza del film Il fuggitivo è proprio nell’intelligenza, l’intuito e l’ingegno di Richard Kimble che, con maestria, si improvvisa, appunto, un fuggitivo non facile da trovare e che farà impazzire tutti coloro che lo cercano. Una capacità che si scontra con la risolutezza e sicurezza di Gerard che non si ferma davanti a nulla, e si lancia in qualsiasi tipo d’azione per mettere le mani su Kimble. In una continua incertezza sempre più evidente tra il catturarlo e il proteggerlo. Un film che dopo 27 anni continua a conquistare il pubblico e a dar prova di una storia ben costruita, dove ogni personaggio è al proprio posto, in una trama che con semplicità si risolve chiarendo ogni cosa. Definito un crime action, il film di Davis è molto di più e rimarrà sempre una delle migliori pellicole che racchiude vari generi: il thriller, il crime-detection e il crime-drama con elementi del giallo, dell’action, di tensione e suspence.

Regia - 4
Sceneggiatura - 3
Fotografia - 3
Recitazione - 3.5
Sonoro - 3
Emozione - 3.5

3.3