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Arte degenerata ed esaltazione della razza. Culto della bellezza e sterminio di massa. Hitler contro Picasso e gli altri, l’ossessione nazista per l’arte è l’ultima proposta distribuita da Nexo Digital, parte del suo interessante programma di approfondimenti storico artistici fruibili al cinema. Come è di prassi per la casa di distribuzione, si tratterà di una proiezione-evento, disponibile in alcune sale italiane solo il 13 e 14 marzo.
Con la voce narrante di Toni Servillo e interviste esclusive girate tra Francia, Germania, Olanda e Stati Uniti, il documentario diretto da Claudio Poli, scritto da Didi Gnocchi (soggetto), Sabina Fedeli e Arianna Marelli (sceneggiatura) e musicato da Remo Anzovino sarà per lo spettatore una scelta impegnativa ma affascinante.
In circa novanta minuti, si approfondirà il rapporto di Hitler con l’arte e un aspetto poco considerato della barbarie nazista: il trafugamento e l’esproprio di intere collezioni d’arte perpetuati ai danni delle ricche famiglie di origine ebraica perseguitate durante la Seconda guerra mondiale.

Hitler contro Picasso e gli altri: un volto inedito della violenza

Hitler contro Picasso Cinematographe
James Ensor – Maschere di fronte alla morte, 1888.

Arte, storia e politica non sono mai state così drammaticamente intrecciate. Il valore che il regime nazionalsocialista – e soprattutto i suoi vertici – ha dato all’immagine ha in sé una doppia anima, sublime e disumana. Le più belle e importanti collezioni della storia contemporanea sono infatti passate per le mani di Adolf Hitler e del suo secondo Hermann Göring che divennero negli anni della Seconda guerra mondiale due acquirenti senza scrupoli.
Legati da un comune credo politico e dalla loro amicizia consolidata durante la Grande Guerra, Hitler e Göring si ritrovarono rivali all’apice del loro successo, contendendosi i pezzi più preziosi dei bottini di guerra che riuscivano a intercettare. Perché questo accadesse, si rendevano necessarie le figure dei mediatori che i gerarchi nazisti sguinzagliavano per l’Europa alla ricerca dei pezzi più interessanti provenienti dalle collezioni private. Famiglie come i Rosenberg di Parigi, i Gurlitt e i Gutmann dei Paesi Bassi sono state irrimediabilmente segnate a causa delle loro collezioni, arrivando nella maggior parte dei casi a essere confinate nei campi di concentramento o a dover lasciare i propri Paesi vendendo i propri beni in cambio della vita.
Una violenza, questa, che ancora oggi getta la sua pesante ombra sugli eredi che in Hitler contro Picasso e gli altri ricostruiscono i fasti familiari e il barbaro modo con cui sono stati dispersi.

Hitler contro Picasso e gli altri: l’Arte degenerata

Hitler contro Picasso Cinematographe
Liberazione di Berchtesgaden e recupero della collezione Goering a opera della 101st Airbone Division.

Un altro aspetto del legame tra arte e Nazismo approfondito nel documentario è il forte controllo che il Fürer pretendeva di esercitare sull’estetica internazionale. Dividere il bello dal brutto, ciò che andava ammirato da quelle forme espressive che meritavano solo disprezzo: questo il fine della doppia mostra del 1937 di Monaco, da una parte La Grande Esposizione di Arte Germanica, dall’altra i capolavori della cosiddetta Arte degenerata.
Picasso, Nolde, Monet, Chagall, Matisse, Dix: l’operazione di Hitler sortì l’effetto opposto a quello desiderato e diede vita alla più completa rassegna delle avanguardie artistiche del primo Novecento. La mostra, portata in dodici tappe tra Austria e Germania, fu visitata da due milioni di persone: emerse con forza inarrestabile la portata liberatoria dell’arte, il messaggio rivoluzionario delle avanguardie e il loro fascino sovversivo decisamente più attraente dei manierismi e dei noiosi paesaggi teutonici esibiti dall’Arte germanica.

Hitler contro Picasso e gli altri: i grandi documentari al cinema

Hitler contro Picasso Cinematographe

Concentrato e ricco di spunti, nomi e situazioni, Hitler contro Picasso e gli altri, l’ossessione nazista per l’arte è un percorso didattico imperdibile per tutti gli appassionati di storia e di arte (e di storia dell’arte). Stupirà riconoscere alcuni dei dipinti più noti e importanti, realizzati dalle mani di artisti immortali, essere oggetto del privato godimento di pochi: lontano dalla contemporanea concezione di arte per il pubblico, lo scopo di Hitler e dei suoi evidenzia un aspetto della dittatura poco considerato dal sentire comune. Spacciatosi come movimento popolare, il nazionalsocialismo altro non era che lo sfruttamento della disperazione delle classi più povere per il tornaconto politico, economico e personale del Grande Dittatore e delle sue irrisolvibili megalomanie. Era scritto sul frontone del Palazzo della Secessione di Vienna: A ogni epoca la sua arte, all’arte la sua libertà e ribadisce Pablo Picasso: La pittura non è fatta per decorare appartamenti. È uno strumento di guerra offensivo e difensivo contro il nemico: ebbene, libera e offensiva l’arte si svincola e si emancipa dai suoi acquirenti, tornando oggi a raccontare la sua storia nelle grandi mostre e nel bel film che oggi abbiamo l’occasione di vedere al cinema.

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