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In sala dal 6 febbraio 2020, Birds of Prey e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn è l’atteso spin of del DC Extended Universe dedicato alla dottoressa Harleen Frances Quinzel. Il progetto era in caldo da qualche anno e ha creato attorno a sé una discreta aspettativa. Tra gli alti (pochi) e i bassi (qualcuno in più) delle trasposizioni DC al cinema, il nuovo design e l’interpretazione di Harley Quinn di Margot Robbie sono stati gli unici, veri colpi ben assestati di tutta l’operazione DC sul grande schermo. Siamo lontani dal maestoso impianto narrativo dell’MCU, ma – al di là dei confronti – Birds of Prey segna un passo decisivo verso una possibile nuova identità del brand, che abbandona le tinte cupe e introspettive per colori sgargianti, montaggio da videoclip (ma di ottima qualità) e sceneggiature tutte scazzottate e battute brillanti.

Birds of Prey: ecco la clip con Black Mask che interroga Harley Quinn

Birds of Prey: un action movie al femminile

Birds of Prey, cinematographe.it

Birds of Prey è un film molto divertente, con un intento dichiarato sin dalla scelta delle protagoniste: raccontare una storia di badass donne, in cui l’azione è un espediente per dimostrare l’emancipazione dei personaggi e, di conseguenza, del loro pubblico. Con sfumature diverse (e più o meno intense), tutti i personaggi principali – Harley, Huntress (Mary Elizabeth Winstead), Black Canary (Jurnee Smollett-Bell), Montoya (Rosie Perez) e Cassandra Cain (Ella Jay Basco) – devono in qualche modo staccarsi dal controllo maschile. Chi, come Harley Quinn si trova a far fronte alle sue prime ore ufficiali da single con tutta la città alle calcagna, chi, come Montoya, ha visto negli anni farsi soffiare i meriti  professionali da un ottuso sistema maschilista.

Ewan McGregor: perché è perfetto come Maschera Nera in Birds of Prey

Un film d’azione che strizza ripetutamente l’occhio a un pubblico femminile, curato in ogni dettaglio – dalle armi, ai costumi meravigliosi, alle scenografie ricche di citazioni – e con una colonna sonora perfettamente in linea con il tono scanzonato da videoclip. Un videoclip lungo, ambizioso, di lusso.

Sicuramente un’operazione dai tanti pregi, da prendere per quella che è: un prodotto di intrattenimento che non vuole avanzare nell’elaborazione del pensiero femminista (e perché mai dovrebbe?) ma che vuole sfruttare il trend mediatico per una storia politicamente accettabile nei tempi che corrono. La DC valorizza le competenze femminili (oltre alla regista Cathy Yan e la produttrice Margot Robbie, anche la sceneggiatrice Christina Hodson), sicuramente con spirito ruffiano, ma – come si dice nel film – gli affari sono affari. 

Una volta messe sul piedistallo, però, queste professioniste danno il loro contributo a una rappresentazione femminile esaltante, solidale, vincente e – in qualche modo – autodeterminata, anche se solo per reazione alla violenza maschile. Non introspettiva, non rivoluzionaria: per questo, abbiamo tanto, tanto altro cinema.

Birds of Prey e la fantasmagorica rinascita del DC Extended Universe

Birds of Prey, Cinematographe.it

I personaggi si muovono in una Gotham senza Batman, cronologicamente collocata dopo Suicide Squad. Harley Quinn sta affrontando la rottura con Joker, che annuncia in maniera plateale facendo esplodere la fabbrica di prodotti chimici dove è avvenuta la trasformazione che ha inaugurato il loro amore. Anche se è indiscusso il suo assoluto protagonismo, di tanto in tanto l’ingombrante Harley concede un po’ di spazio anche alle sue comprimarie. Si fa, così, la conoscenza dell’agente Montoya, che da mesi insegue ogni pista per incriminare il sadico Roman Sionis (Ewan McGregor), di Dinah Lance alias Black Canary, figlia della Black Canary collaboratrice della polizia di Gotham che canta ogni sera nel club di Sionis e ha il potere (nascosto) di emettere potentissime onde sonore.

In un primo momento come presenza misteriosa, che agisce nell’ombra in cerca di vendetta privata, Helena Bertinelli – Huntress l’ultima discendente di una famiglia mafiosa sterminata, ora in cerca di giustizia per i suoi cari. Infine, il personaggio centrale di tutto il film, quello che muove l’intera azione, la piccola Cassandra Cain, un’orfana con un incredibile talento per il borseggio che finirà per mettersi in guai molto più grandi di lei.

Tutti i personaggi vengono dal mondo DC a fumetti, con delle rivisitazioni e degli adattamenti studiati per il film. Non compare, per esempio, il personaggio di Barbara Gordon / Horacle che nelle storie originali delle Birds of Prey è un po’ la mente e il punto di riferimento organizzativo delle missioni. Nel finale, però, diventa chiaro come tutto il film sia la storia della costituzione di questo super-gruppo al femminile: che l’universo cinematografico DC possa ripartire proprio dalle Birds of Prey?

Adrenalina, colore, azione nel film con Margot Robbie sulla fantasmagorica rinascita di Harley Quinn

Birds of Prey cinematographe.it

Rocambolesca, esplosiva, tenera. La Harley Quinn di Margot Robbie è energia pura sullo schermo. Durante ogni scena in cui compare, lo spettatore si sentirà come su una giostra al luna park, di quelle con suoni assordanti e movimenti vorticosi. La natura del personaggio sembra essere quella del caos, dello scompiglio, dell’assoluta illogicità di azioni e parole. Questo spirito si riflette anche nella regia e, in generale, nel modo di raccontare la storia. Un salto in avanti e indietro nel tempo, come se a parlare al pubblico fosse direttamente lei, Harley Quinn (che, effettivamente, è la voce narrante del film).

The Suicide Squad e Birds of Prey non sono legati fra loro

Questo bombardamento sullo spettatore, con una narrazione a raffica, volutamente confusa, si traduce in un’ipertrofica presenza di scene d’azione. Ogni occasione, insomma, è buona per mostrare la protagonista e le sue comprimarie mentre prendono a calci e pugni orde di maschi anonimi. La dinamica dei combattimenti, poi, trasuda irrealtà da tutti i pori: abbandonate ogni logica, voi che entrate. Un espediente in un primo momento molto gustoso, ma che alla lunga triplica la durata percepita del film.

Il gusto con cui questo action movie è allestito, però, non manca un colpo. Perfetta la sincronia tra musica e azione, non stanca l’espediente di montaggio che ferma l’immagine con inserti cartoon per presentare i personaggi, pur essendo già stato usato in Suicide Squad.

Birds of Prey si colloca sulla linea comica della DC (inaugurata male con Suicide Squad e proseguita leggermente meglio con Aquaman), scalzando i suoi precedenti. La Robbie, come interprete e produttrice, dimostra una personalità estremamente interessante per quel che riguarda il cinema mainstream attuale. Il resto del cast regge (chi più, chi meno) il difficile compito di esserle di supporto, mentre McGregor – Black Mask si diverte in un ruolo da cattivo piuttosto riuscito, detestabile dalla prima all’ultima scena e che non cerca in nessun modo introspezione o complessità. I villain sono i villain, gli eroi sono gli eroi e in mezzo c’è Harley Quinn.

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