Undone: la recensione completa della serie Amazon Prime Video

La recensione di Undone, la nuova serie originale Amazon, realizzata con la tecnica di animazione del rotoscope, creata da Raphael Bob-Waksberg e Kate Purdy e con protagonisti Rosa Salazar e Bob Odenkirk.

Undone è una serie originale Amazon Prime Video creata Raphael Bob-Waksberg e Kate Purdy, rispettivamente ideatore e sceneggiatrice della serie d’animazione di successo, originale Netflix, BoJack Horseman.

La peculiarità della serie è l’uso del rotoscopio come tecnica di animazione principale, “sporcata” probabilmente da altre che richiamano soprattutto la pittura ad olio. Il cast è guidato da Rosa Salazar (già interprete “animata” in Alita: Angelo della battaglia di Robert Rodriguez) e Bob Odenkirk (che è anche produttore della serie). Al loro fianco troviamo Angelique Cabral, Costance Marie, Siddharth Dhananjay e Daveed Digs.

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Undone è stata rilasciata completa con tutti e 8 gli episodi il 13 settembre 2019 sul catalogo Prime Video.

Undone: la trama della serie Amazon Prime Video

Alma (Salazar) ha il terrore che la sua vita prosegua per sempre su una routine tranquilla, ma monotona, nella quale al momento è “intrappolata”, fatta della convivenza con l’amorevole Sam (Dhananjay) e il lavoro all’asilo nido. Inoltre, il fatto che la sorella minore Becca (Cabral) stia per sposarsi non fa altro che mettere la ragazza di fronte a una realtà scomoda: è forse arrivata l’ora di impegnarsi sul serio e di cominciare a progettare la sua vita guardando più lontano che al presente.

undone, cinematographe.it

Divisa tra paura e desiderio, Alma reagisce cercando di distruggere le catene che vede profilarsi all’orizzonte e a farne le spese sono le persone a lei più care.

Caso vuole che la sua isterica e rovinosa corsa alla ricerca di qualcosa che vada oltre i suoi schemi esistenziali trovi la soluzione appena superato un semaforo rosso. Dall’altra parte la aspetta Jacob (Odenkirk), il padre morto quando era ancora bambina, con una “semplice” richiesta: aiutarlo a tornare indietro nel tempo e così cambiare il destino suo e di tutta la famiglia.

Undone: la realtà dietro il sogno

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Se ci fosse la possibilità di intraprendere un viaggio che vi porti fuori dalla realtà che conoscete così com’è, partireste? E se foste costretti vostro malgrado, fareste di tutto per tornare indietro o andreste fino in fondo?

Amazon sforna un vero e proprio coniglio dal cilindro e aggiunge un altro prodotto autoriale, ricercato e provocatorio, così com’è stato per Too Old to Die Young di Refn e, per alcuni aspetti, anche il recente The Boys. Per farlo si è affidata alle teste straordinarie di Raphael Bob-Waksberg e Kate Purdy, già apprezzatissimi con BoJack Horseman, e allo stesso team d’animazione che lavorò con il rotoscopio su A Scanner Darkly – Un oscuro scrutare di Linklater, chiamati in questo caso a collaborare con lo studio olandese Submarine. Ma se il risultato è così straordinario lo si deve in gran parte anche al regista Hisko Hulking, capace di tenere insieme una scrittura immersiva, labirintica e anarchica e una tecnica di animazione liquida, dinamica e a tratti viva. Due cavalli pazzi non proprio facili da indirizzare su un percorso per quanto possibile riconoscibile e comprensibile.

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L’impatto visivo ottenuto grazie alla tecnica di animazione scelta non è solo straordinariamente coinvolgente e suggestivo, ma è anche perfettamente funzionale alla storia che gli autori hanno scritto e soprattutto al ritmo narrativo di cui essa necessita per svilupparsi al meglio.

Le libertà date dal rotoscopio permettono alla narrazione di distorcere lo spazio e il tempo, di entrare e uscire dalle visioni di Alma con una libertà e una facilità straordinariamente chiare, ma allo stesso tempo intriganti. Quello che si ottiene è un valzer (o ancora meglio una danza rituale) in cui il linguaggio scritto e quello visivo si tengono per mano e conducono prima l’uno e poi l’altro, distorcendo ritmo e melodia a loro piacimento. Il mondo onirico si mischia a quello reale; eventi futuri e passati si rincorrono, si avvicinano e si riallontanano legando lo spettatore a un turbinio di immagini e situazioni che, incredibilmente, mantengono sempre il canonico filo di Arianna.

Bob-Waksberg e la Purdy donano alla storia una scrittura pratica, reale, materiale e concreta della natura umana. Per di più restituita in una maniera così ambiguamente veritiera come ultimamente solo BoJack è riuscito a fare, senza giudizi né prese di posizione, solo abbandonando il pessimismo cosmico della serie Netflix per lasciare spazio a una dolce e genuina delicatezza e a una ironica e buona sfrontatezza. Di cui Rosa Salazar è, tra l’altro, degnissima interprete.

Questo è il cuore della serie, l’ancora leggera che la tiene comunque solo a un palmo da terra e l’anima che la rende così vicina e comprensibile a chi guarda, sia emotivamente che psicologicamente.

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Undone: (non è) questione di punti di vista

Oltre a una straordinaria, delicata, accorta e appassionata analisi delle fragilità, ma anche delle straordinarietà, dell’animo umano, Undone si basa su una scelta. Nello specifico, sulla scelta di mettere in discussione le proprie convinzioni per inserire nel proprio schema percettivo una variante semplice, ma spaventosa: il ragionevole dubbio.

Partendo da una analisi psicologica assolutamente valida sia dello stato mentale della protagonista sia della sintomatologia del suo episodio psicotico, gli autori lasciano pian piano scivolare fuori dalla scena tutte le teorie freudiane e le ipotesi razionali per lasciare il campo alla dignità delle emozioni e sopratutto delle persone che le provano.

Se il fatto che quello che sto vivendo è reale per me in un modo in cui non può esserlo per nessuna delle persone che mi circonda, allora tanto basta per dire che non è vero? Non è forse tale condizione comune a ogni emozione umana? Allora questo vorrebbe dire che ogni qual volta viviamo un’emozione essa non esiste solo perché non condivisa con gli altri.

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Alma ha una storia familiare di malattie mentali. Alma ha avuto un incidente d’auto ed è stata in coma per due settimane. Alma al suo risveglio vede e parla con il padre defunto Jacob. Alma sta percorrendo una strada controproducente e distruttiva per l’elaborazione di un difficile lutto. Alma ha delle difficoltà crescenti nel distinguere la realtà dalle allucinazioni. Alma soffre di schizofrenia.

Alma sente in cuor suo delle questioni irrisolte e dietro la facciata della sua serenità è nascosto in bella vista un vuoto affettivo lasciato dalla morte del padre. Alma ha un’esperienza pre-morte e questo sblocca in lei delle nuove capacità percettive. Alma è ora in grado di entrare in contatto con una figura paterna bisognosa del suo aiuto, capace di insegnarle come manipolare il concetto stesso dello spazio-tempo. Alma ora ha una missione: tuffarsi dentro se stessa e trovare il modo per tornare indietro nel tempo e salvare la vita del suo stesso padre. Alma ha un dono.

Scegliete voi la versione che preferite, perché la sostanza rimane tale: Alma esiste.

Regia - 3.5
Sceneggiatura - 4
Fotografia - 3.5
Recitazione - 3
Sonoro - 3
Emozione - 4

3.5

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