robert pattinson, cinematographe

Molti lo hanno conosciuto come il vampiro Edward Cullen di Twilight e dopo quell’esperienza Robert Pattinson potrebbe non aver chiuso con i franchise cinematografici

Oltre ai film tratti dai romanzi di Stephenie Meyer, Robert Pattinson è apparso nel quarto capitolo della saga di Harry Potter, perciò è tutt’altro che estraneo ai franchise. Dopo l’ondata di successo che lo ha investito a seguito di Twilight, la star si è però dedicata a progetti più indipendenti, fra cui Good Time, presentato al Sundance e attualmente su Netflix. Intervistato durante la promozione del western Damsel a Berlino, l’attore ha tuttavia spiegato che si è divertito un mondo a interpretare il giovane vampiro e che prenderebbe senz’altro in considerazione la proposta di partecipare a una nuova grande serie per il grande schermo:

“Non ho avuto esperienza negative in nessun film che ho fatto. Forse solo uno. L’unica ragione che mi rende un po’ cauto nei confronti dei grandi franchise cinematografici è che non puoi farli Rated R. Se hai un grosso budget, ci sono più persone che ti diranno di farlo in un modo [specifico] se non vuoi essere licenziato. Se mantieni un budget contenuto, se la gente pensa di poter riavere i propri soldi, puoi sperimentare di più.”

Sebbene film come Logan e Deadpool stiano aprendo le strade al cinema Rated R anche in ambito blockbuster, è indubbio che da quel punto di vista la strada da percorrere è ancora lunga. Per il momento, Robert Pattinson preferisce continuare a sperimentare: prossimamente, lo vedremo nel fantascientifico High Life di Claire Denis e in The Lighthouse, nuovo film di Robert Eggers.

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