J.K. Rowling Cinematographe

J.K. Rowling non era seduta nel suo studio, a scrivere impazientemente e scegliere i nomi delle case di Hogwarts. A quanto pare la celeberrima scrittrice di Harry Potter doveva essere creativa anche nel momento in cui è stata colpita dall’ispirazione relativa ai nomi delle Case.

In un thread iniziato dall’autrice Ruth Ware su Twitter, una fan ha scritto che J. K. Rowling è stata costretta a scrivere un pensiero su un fazzoletto, perché non aveva un block notes con sé. La risposta della Rowling, ovviamente, non si è fatta attendere:

La migliore cosa su cui abbia mai scritto è stato uno dei sacchetti per il vomito che ci sono sugli aerei. Ci ho scritto sopra proprio le Case di Hogwarts“.

Grifondoro, Serpeverde, Corvonero e Tassorosso, dunque, avrebbero avuto un altro nome se la loro autrice li avesse pensati in un altro posto? Non possiamo immaginare Harry Potter in un’altra casa se non in Grifondoro, come è difficile immaginare che Serpeverde non sia la casa in cui nessuno vuole essere smistato.

La Rowling ha più volte ammesso di aver pensato, per la prima volta, alla storia su Harry Potter, mentre era in ritardo su un treno che da Manchester doveva arrivare a King’s Cross a Londra, nel 1990. Nei cinque anni successivi ha scritto per lo più a mano, accumulando un sacco di appunti e idee, molti dei quali erano su fogli di carta stropicciati (aii quali si è aggiunta, adesso, anche il sacchetto per il vomito).


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