Casablanca: 9 curiosità sul capolavoro con Humphrey Bogart e Ingrid Bergman

Il capolavoro diretto da Michael Curtiz viene ridistribuito al cinema dal 26 al 28 giugno, per la rassegna che celebra i 100 anni di Warner Bros.

Si scrive Casablanca, si legge cinema; la pietra miliare per eccellenza, l’opera che diventa culto, il titolo che arriva ancor prima del concetto stesso di arte cinematografica. Nel 1942 Michael Curtiz dirige Humphrey BogartIngrid Bergman e Paul Henreid in una delle pellicole più celebri di sempre, nonché il più popolare e rappresentativo tra i film dell’età dell’oro del cinema hollywoodiano. Il tripartito rapporto sentimentale che lega Rick, Ilsa e Victor si accompagna al racconto di una seconda guerra mondiale spietata e, in quegli anni, imperversante in tutto il mondo; l’amore in guerra, la guerra in amore, le due tematiche corrono l’una parallela all’altra, lungo una narrazione che si presenta anticonvenzionale rispetto alla pratica comune, disordinata, disorientante, in cerca della restituzione del significato dicotomico di un’opera che combatte l’egoismo con il sacrificio e l’individualità con il riguardo per l’altro, per il collettivo; la nobiltà d’animo trionfa supportata dal coraggio, dal bisogno di farsi baluardo di unione e collettività, in lotta coi sentimenti, continuamente in gioco, continuamente posti di fronte a una scelta. Un’opera propositiva, indispensabile, necessaria per un periodo storico che solamente nell’arte poteva rifuggire le frustrazioni di un’umanità mancante di quel suo unificante spirito d’altruismo. Andiamo ora a scoprire alcune delle più interessanti curiosità che si accompagnano alla realizzazione di questo capolavoro della cinematografia, partendo dalla breve ma impegnativa campagna produttiva.

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1. L’iter produttivo tra le curiosità su Casablanca

Casablanca cinematographe.it

È il gennaio del 1942 quando Ia Warner Bros. acquista i diritti dell’opera teatrale Everybody Comes to Rick’s, scritta da Murray Burnett e Joan Alison, ancora non rappresentata a teatro e acquisita dalla casa di produzione per una cifra vicina ai 20.000 dollari, somma fino a quel momento mai vista. Il film, distribuito a novembre dello stesso anno, venne realizzato in pochi mesi dopo che Hal B. Wallis, il produttore, scartò William Wyler, William Keighley e Vincent Sherman, per poi virare su Michael Curtiz per la direzione del lungometraggio, convinto dall’entusiasmo di quest’ultimo per il significato e l’impatto culturale che avrebbe potuto avere la narrazione. Molti anni più tardi Howard Hawks ha affermato che avrebbe dovuto dirigere lui Casablanca, prima di decidere, in comune accordo con Curtiz, di scambiarsi la regia con quella de Il sergente York, per il quale, inizialmente, era stato scelto lo stesso regista di origine ungherese.

2. Una sceneggiatura rimaneggiata

Per quanto riguarda la sceneggiatura, non è chiaro se ne fosse stata realizzata una prima bozza dai fratelli Philip e Julius Epstein prima che entrambi si recassero a Washington per lavorare, al fianco di Frank Capra, ai documentari bellici Why We Fight. Quel che è certo è che il progetto fu poi portato avanti da Howard Koch, Lenore Coffee e Casey Robinson ma anche che, quando i fratelli rimisero mano sullo sceneggiato, scartarono quasi del tutto il lavoro precedentemente fatto. Visto il mescolarsi della narrazione con la storia e la contemporaneità dei fatti reali con la contestualizzazione bellica, la sceneggiatura vide inoltre uno sviluppo in itinere incessante, una continua ripresa che fece sì che anche gli stessi interpreti non seppero fino all’ultimo quale sarebbe stato il loro destino. Si racconta che Ingrid Bergman abbia più volte chiesto quale uomo avrebbe dovuto amare più dell’altro ma che nessuno seppe mai risponderle, poiché il finale fu trovato in corso d’opera.

3. Curiosità su Casablanca tra Remake, sequel e citazioni

Humphrey Bogart e Ingrid Bergman cinematographe.it

Qualche mese dopo rispetto all’uscita del film, a gennaio del 1943, il The Hollydood Reporter divulgò la notizia dell’imminente produzione di Brazzaville, un ipotetico sequel del capolavoro di Curtiz che non venne, però, mai realizzato. Negli anni sono poi stati ipotizzati diversi remake dell’opera, che non hanno mai trovato seguito: François Truffaut, a cui era stata proposta l’idea a metà degli anni ’70, si rifiutò poiché consapevole dell’importanza che il film aveva assunto in America, mentre invece sfumò il progetto del 2008 per la realizzazione di una moderna versione ambientata in Iraq, con protagonisti Madonna e Ashton Kutcher.

In merito ai riferimenti e alle citazioni vanno ricordate le numerose pellicole che hanno ripreso successivamente il film: da Woody Allen in Provaci ancora Sam, a Barbara Streisand che, con fare seducente, canta As time goes by in Ma papà ti manda da sola?, da Harry ti presento Sally, che omaggia il film ponendolo come sottofondo del proprio racconto, a Gatto nero, gatto bianco di Emir Kusturica, passando infine per l’animazione di Topolino e de I Simpson, oltre che per la parodia in Una pallottola spuntata 2½: l’odore della paura.

4. Il Rick’s Café

Il Rick’s Café che apre il film, rimanendo luogo di riferimento per tutta l’opera, è una delle poche location costruite appositamente per la realizzazione del lungometraggio. Inoltre, tra il porto di Casablanca e la città di Medina, in Marocco, nel 2004 è sorto un locale con la medesima denominazione e ad esso ispirato; ad aprirlo fu l’ex diplomatica americana Kathy Kriger.

5. Lo location del film

Rick's Café cinematographe.it

Data la disastrosa situazione dovuta alla guerra che, ormai, aveva coinvolto anche gli Stati Uniti, il reperimento dei materiali per la realizzazione di un qualsiasi film pareva essere impossibile; Casablanca fu infatti girato sfruttando moltissime scenografie già esistenti e servite per altre pellicole, come la stazione di Parigi riscostruita in occasione del film Perdutamente tua, di Irving Rapper. L’opera fu girata quasi interamente all’interno degli studi della Warner Bros., tranne che per la scena in cui arriva il maggiore Strasser (Conrad Veidt), girata all’aeroporto Van Nuys di Los Angeles, e alcune vedute di Parigi

6. Questione di statura

Anche se nel corso del film non vi è la possibilità di rendersene conto, Ingrid Bergman era più alta di Bogart (1,78 m lei, 1,73 m lui). Fu compito degli scenografi trovare degli stratagemmi che permettessero di non far avvertire questa differenza di altezza, tramite l’utilizzo di due blocchi su cui potersi ergere o di cuscini per le scene da seduto.

7. Le curiosità su Casablanca e la critica in ascesa

Humphrey Bogart e Ingrid Bergman cinematographe.it

Oggi sembra assurdo pensare che l’accoglienza da parte della critica fu del tutto neutrale e non si sbilanciò in attestati di stima successivamente riconosciuti. Definito come un film piacevole, non ne fu colta fin da subito l’incredibile portata narrativa e non venne mai considerato come un capolavoro. Fu poi nel 1998 che l’American Film Institute lo conferì della seconda posizione nella classifica dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi (anticipato da Quarto Potere e, nel 2007, sceso al 3° posto, alle spalle de Il padrino).

8. Il parallelo bellico

Il parallelo che lega la storia d’amore tra Rick, Elsa e il marito Victor all’avanzare incurante ed incessante della guerra rappresenta la vera forza di un film che riesce a farsi portatore di speranza, emblema di coraggio e nobile solidarietà, in un fondamentale momento di necessità. Ma il parallelo non è solamente interno all’opera e agisce anche da connettore tra la realtà e la finzione filmica: risale al giorno prima del lancio del film negli Stati Uniti la conferenza di Casablanca (a gennaio del 1943), summit che vide l’incontro tra Franklin Delano Roosevelt, Winston Churchill e Charles de Gaulle e che fu sfruttato dalla produzione per pubblicizzare ulteriormente l’uscita della pellicola.

9. As Time Goes By

La canzone “As times goes by“, divenuto uno dei più iconici brani di tutta la produzione cinematografica statunitense, in realtà, era stata scritta 10 anni prima da Herman Hupfeld. Max Steiner, compositore a cui era stata affidata la colonna sonora del film, voleva sostituire il brano e non includerlo nel film ma, dato che Ingrid Bergman era già pronta per un nuovo progetto e si era persino tagliata i capelli, fu costretto ad attenersi all’idea d’origine e, col senno di poi, non crediamo se ne sia pentito.

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