Tintoretto – Un ribelle a Venezia, secondo lungometraggio di Pepsy Romanoff, sarà nelle sale italiane solamente il 25-26-27 dicembre. Il progetto di Sky arte vede la partecipazione della scrittrice e ideatrice del progetto Melania Mazzucco, insieme alla voce narrante di Stefano Accorsi. L’amministratore delegato di Nexo Digital Franco Di Sarro, il direttore di Sky arte Roberto Pisoni e l’amministratore delegato di Except Maurizio Vassallo, hanno raccontato la loro esperienza alle prese con questo grande progetto sulla vita di Tintoretto.

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“Melania si occupa di Tintoretto da circa una ventina d’anni, vorrei chiederti come è nata questa passione specifica per il pittore veneziano. C’è stato un momento epifanico?”

Melania Mazzucco: “La mia storia con Tintoretto è nata proprio come nascono le vere storie d’amore, da un incontro abbastanza casuale. Studiavo ancora al Centro sperimentale di cinematografia e per un breve periodo durante l’inverno andai a vivere a Venezia. Un giorno sentii il suono di una campana di una chiesa vicino alla casetta dove alloggiavo: era la campana della Madonna dell’Orto. Così decisi di entrare e rimasi folgorata dalla luce emanata dal quadro della Presentazione di Maria al Tempio di Tintoretto. Mi colpirono molte cose di quel dipinto, ma in particolare fu la figura di una bambina ritratta al centro della tela dal pittore veneziano. Da quel momento in poi volli sapere di più sul Tintoretto, ma ancora non avrei immaginato che in futuro me ne sarei occupata in maniera così approfondita. In seguito mi convinsi definitivamente ad intraprendere un progetto che è culminato con la pubblicazione di due libri: La lunga attesa dell’angelo (pubblicato nel 2008) e Jacomo Tintoretto e i suoi figli. Storia di una famiglia veneziana (2009)”.

tintoretto cinematographe.it

“Un altro successo di cui ti va dato merito è la notazione della resistenza di Tintoretto nella Venezia straziata dalla peste, cosa di cui pochi si erano accorti”.

Melania Mazzucco: “Sì, ho fatto uno strenue lavoro di ricerca, anche da autodidatta, negli archivi veneziani per cercare di collocare perfettamente l’autore nel suo tempo. Una data non significa nulla estrapolata dal contesto storico. Venezia in quegli anni fu vittima di un’immane epidemia di peste che decimò la popolazione per ben oltre un terzo degli abitanti. In questo nefasto scenario è da comprendere l’arditezza di Tintoretto, il quale decise non solo di non abbandonare la natia Venezia, ma anche di continuare a portare avanti la sua esperienza artistica, incurante del pericolo.

“Stefano, tu che sei la voce narrante del film, hai pensato a come saresti stato se avessi dovuto impersonare su schermo la figura di Tintoretto?”

Stefano Accorsi: “Condivido appieno l’idea che la cultura e l’arte possano essere raccontate in maniera avvincente, dal momento che le storie di cui si parla sono state esse stesse avvincenti. Tintoretto e Tiziano, per esempio, vengono sempre studiati assieme sui libri di scuola, ma i due in realtà si odiavano ferocemente, anche solo pensare che avrebbero condiviso così tante pagine di storie insieme li avrebbe fatti rabbrividire. Le immagini girate da Pepsy Romanoff sono bellissime, proprio perché raccontano Venezia in un modo atipico, Venezia che è una delle città più difficili da ritrarre sul grande schermo. Per non parlare delle oggettive difficoltà logistiche. Dal mio punto di vista, invece, sono stato ben felice di aver avuto la possibilità di collaborare alla realizzazione di questo progetto. Tintoretto ormai è solo un nome, io lo conoscevo pochissimo – ho fatto lo scientifico, l’ho fatto male, ci ho messo sei anni, mi rimandavano sempre – e quindi è stato bellissimo dare voce ad una narrazione di questo tipo. Fare una voce narrante è più difficile di quanto si possa credere: ti devi nutrire delle immagini che vedi, delle storie che stai raccontando e cercare di restituire l’emozione dei fatti reali”.

“Maurizio Vassallo, potresti raccontarci come si lavora a Venezia per realizzare un documentario del genere?”

Maurizio Vassallo: “Si lavora con il forte sostegno della gente della città, noi abbiamo avuto una lunga serie di persone molto competenti che ci hanno supportato per portare a termine un lavoro così impegnativo. Come già diceva prima Stefano Venezia è una città molto difficile in cui girare un film, specialmente se si tratta di un documentario”.

“Qual è la scena del film di cui sei complessivamente più fiero?”

Maurizio Vassallo: “Sicuramente le riprese con i droni all’interno delle chiese, nonostante il drone sia uno strumento di cui ormai si fa abuso. Le difficoltà sono state molte, tra autorizzazioni e permessi vari, ma alla fine siamo riusciti a fare volare i droni persino all’interno di edifici storici”.

“Franco Di Sarro, cosa ha rappresentato nello specifico per te questa nuova avventura di Tintoretto?”

Franco Di Sarro: “Sono molto contento della possibilità che abbiamo avuto di far viaggiare questi film, non solo in Italia, ma anche in tutto il mondo. In Italia usciremo in circa 370 sale, perciò la maggior parte della città potranno godere sul schermo uno dei più grandi pittori del Rinascimento veneziano. Subito dopo abbiamo invece pianificato circa 50 paesi del mondo, da marzo avremo una ventina di paesi che partiranno con questa iniziativa: dall’Australia, alla Finlandia, l’Olanda, la Russia, l’Inghilterra”.

“Roberto Pisoni, questo film nasce sin da subito con una vocazione internazionale. Qual è la sua genesi?”

Roberto Pisoni: “Questo progetto ha una lunga storia, è una gestazione che è durata circa due anni. Sì, nasce come progetto internazionale in quanto è il primo film per il cinema realizzato dalla Sky Arts Production Hub. La filosofia di Sky Arte è quella di valorizzare il patrimonio artistico italiano, e di farlo con una serie di azioni collaterali: in questo particolare caso abbiamo restaurato due Marie all’interno di San Rocco (la Maria in lettura e la Maria in meditazione), che tra l’altro sono in partenza per la mostra di Tintoretto a Washington. Il film avrà poi una diffusione anche nelle scuole, che sono un teatro fondamentale per riappropriarci del nostro patrimonio culturale. Inoltre abbiamo prodotto anche una graphic novel, scritta da Alberto Bonanni e disegnata da Gianmarco Veronesi, che sarà disponibile nelle libreria da metà marzo e verrà portata anche nelle scuole”.

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