matilda de angelis Cinematographe.it

“Per una ragazza della mia generazione, cresciuta col mito del cinema americano, lavorare all’estero è un sogno… sono arrivate le prime chiamate, anche se non posso dire ancora nulla”. Dopo il successo ottenuto a Berlino pochi mesi fa nella sezione Shooting Stars, Matilda De Angelis sembra essere proiettata verso una promettente carriera all’estero. I dettagli sui provini che ha affrontato, però, sono ancora top-secret, ma il sorriso dell’attrice sembra promettere bene.

Bolognese, classe 1993, l’attrice si è raccontata al Giffoni Film Festival 2018 insieme a Marco Ponti, regista di Una vita spericolata (in sala dal 21 giugno) di cui la De Angelis è protagonista. Dopo le commedie sentimentali ambientate in Puglia, Io che amo solo te (2015) e La cena di Natale (2016), Ponti torna al cinema con un road movie in cui “sentimenti e azioni esplodono in una trama e in una location più ampia”. Al centro della storia, la teen idol finita nel dimenticatoio, Soledad, interpretata dalla De Angelis.

Soledad è una sfigata dall’alta considerazione di sé, che si prende troppo sul serio. Quello che mi ha colpita del fim è come Marco [Ponti] sia riuscito a mettere insieme due personalità inette, che però riescono a diventare fighi, ritrovando loro stessi.

De Angelis e Ponti, dal cinema alla musica

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Sia la carriera di Matilda De Angelis che quella di Marco Ponti hanno avuto diversi contatti col mondo della musica. Se la giovanissima protagonista di Una vita spericolata e Veloce come il vento è una vera e propria musicista, il regista di Santa Maradona ha diretto diverse star italiane in alcuni loro videoclip.

Quando ho lavorato con la musica ho avuto a che fare con superstar, ma ho percepito che anche loro avevano il bisogno di essere dirette – racconta Marco Ponti – Mi ha colpito Vasco [che il regista ha diretto in Il mondo che vorrei nel 2008, ndr] durante una scena in cui doveva mettere semplicemente il cappello al contrario e indossare gli occhiali. Era assorto,quindi interrompiamo le riprese per dargli tempo. Mi dice “Sto pensando a come l’avrebbe fatta Mick Jagger”. Mi ha regalato una grande emozione, cercava l’appiglio del suo mito.

Sul suo rapporto con la musica, la De Angelis afferma:

Ho suonato per cinque anni con un gruppo di Bologna e ho scoperto come comunicare attraverso la musica. Non ho mai pensato di fare l’attrice finché non ho iniziato, partecipando agli street casting per Veloce come il vento di Matteo Rovere. Sono stata molto fortunata: ho incontrato sempre le persone giuste e ho avuto anche alcune occasioni di interpretare delle musiciste. Vorrei continuare a portare avanti entrambe le strade.

L’attrice, come sapranno gli appassionati di It-Pop è anche la protagonista dell’ultimo video-tormentone dei The Giornalisti, Felicità Puttana. Ecco come è avvenuto il primo incontro tra i due artisti.

Ero a Bologna e suonavo in piazza con i miei alla fine dell’estate. A un certo punto, un amico di un amico mi sente cantare una canzone di Tommaso Paradiso e lo chiama. Lui aveva appena visto Veloce come il vento e ha voluto parlare con me, dopo un quarto d’ora che abbiamo parlato del più e del meno, ha detto che avrebbe voluto che collaborassim: tre anni dopo è uscito Felicità puttana! Ho detto subito di sì perché sono una loro fan e – parliamoci chiaro – sapete quanti followers ho guadagnato? 10mila su Instagram. Mi sono divertita, quando lo sento in radio penso che sia la colonna sonora della mia vita, anche degli altri, ma soprattutto mia.

De Angelis e Ponti: il cinema ci permette di restare bambini

Erano anni che il regista Marco Ponti aspettava di essere invitato al Giffoni. “Questo non è un un festival, ma una festa mobile”.

Penso che l’infanzia sia il momento più alto della nostra vita. I bambini non hanno filtri, non li puoi prendere in giro, vivono in un mondo magico. La realtà, anche tende a togliergli questa magia, via via che crescono: è sbagliato pensare che un film per ragazzini sia un film minore, anzi, vedi Steven Spielberg come racconta il mondo mantenendo il suo sguardo da ragazzino. Qui veniamo a imparare come conservare quello sguardo.

Conclude la De Angelis:

Quando ho a che fare con i ragazzi mi sento capita, sento di parlare con i miei amici. Anche se ho iniziato presto a recitare, a 18 anni, subito dopo il liceo, sono contenta perché penso di fare un gioco che, preso in un certo modo, favorisce la magia e il restare bambini, sognatori, empatici. Penso che questo sia il lato più bello di quello che faccio.

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