Profumo – Storia di un assassino: la storia del romanzo dietro il film

Profumo - Storia di un assassino, stasera in TV, è tratto da Il Profumo, romanzo di Patrick Süskind: ecco la storia originale.

Profumo – Storia di un assassino (2006) è un film di Tom Tykwer con Ben Whishaw, Dustin Hoffman e Alan Rickman. Una pellicola che, come tante altre, è tratta da un romanzo: si tratta de Il Profumo, libro pubblicato nel 1985 e scritto da Patrick Süskind. Qual è quindi la vera storia?

Profumo – Storia di un assassino: le origini di Jean-Baptiste Grenouille

Profumo – Storia di un assassino risulta essere generalmente molto fedele al romanzo di Partick Süskind: anche qui troviamo una pescivendola che, portata a termine la gravidanza nel quartiere più putrido di Parigi, abbandona il piccolo appena nato e, scoperta nel suo atto, viene giustiziata. Il piccolo, che sarebbe stato battezzato Jean-Baptiste Grenouille, ha due peculiarità: ha un olfatto sviluppato di gran lunga al di sopra della norma ed è privo di un odore. Viene rifiutato da una balia proprio perché non ha l’odore tipico di un neonato e non viene accettato neanche dalle istituzioni religiose: viene collocato in un orfanotrofio gestito da Madame Gaillard, una bambinaia assai indifferente, che tende a trattarlo come gli altri bambini.

Jean-Baptiste cresce con non poche difficoltà: numerose malattie contratte gli lasciano varie cicatrici su tutto il corpo, segnato da una gobba e non esteticamente gradevole. Egli è assai affascinato dalla sua capacità di percepire una gran varietà di odori: grazie al suo sviluppatissimo olfatto riesce a figurarsi visivamente le fonti della fragranze che percepisce. Ma non tutto profuma: in particolare, il protagonista non ama l’odore degli esseri umani, che presto inizia a disprezzare, tendendo molto a isolarsi. All’età di otto anni, viene venduto a una conceria. Qui viene sfruttato e esposto a pericolosi agenti chimici, che gli inducono una malattia che per poco non lo uccide.

Profumo - Storia di un assassino cinematographe.it

Profumo – Storia di un assassino: La crisi di Jean-Baptiste Grenouille

In un giorno fortunato, Grenouille si trova a consegnare delle pelli al proprietario di una profumeria, l’italiano Giuseppe Baldini: grazie al suo dono olfattivo riesce a convincerlo a farsi assumere come apprendista. I due si aiutano vicendevolmente: Jean crea numerosi profumi eccezionali, che riportano in auge l’attività prima d’allora in crisi del profumiere, mentre questi gli insegna i segreti dell’arte della profumeria e dell’estrazione degli odori tramite distillazione. Ma questo ad un certo punto per Jean-Baptiste non basterà più. Egli infatti, girando per strada, viene attirato da un profumo ammaliante: appartiene ad una ragazza. È la prima volta che il protagonista non viene disgustato da un odore umano… Per poterla annusare indisturbato, la uccide, ma la fragranza si perde in poco tempo: capisce che il profumo della ragazza deriva dalla sua anima. A questo punto il giovane rimane tormentato a tal punto dall’idea di aver perso quell’odore che si ammala. La distillazione non funziona per conservare un odore simile: quasi in punto di morte, chiede al suo maestro se esistevano altri metodi per estrarre i profumi. Baldini gli rivela che un’altra tecnica c’è, ma viene messa in atto solo a Grasse.

Guarito quasi miracolosamente e ottenuto a diciotto anni il diploma di garzone, Jean-Baptiste Grenouille decide di partire per Grasse. Rimane però attratto da un luogo, la montagna di Plomb Du Cantal, perché è totalmente disabitato e quindi lontano dal puzzo emanato dagli umani. Rimane qui in solitudine per 7 anni, finché un giorno, risvegliatosi da un incubo, non si rende conto di non avere nessun odore: non aveva un’anima. Per questo gli altri intorno a lui lo evitano ed è incapace di intrattenere rapporti interpersonali.

Profumo – Storia di un assassino: prima di arrivare a Grasse

Ripreso il suo cammino, a Montpellier si imbatte nel Marchese de la Taillade-Espinasse, convinto di aver scoperto il Fluidum Fatale, una sostanza emanata dalla terra di cui Jean-Baptiste, passati 7 anni su una montagna, ne è pieno. Lo pseudo-scienziato decide di usare il protagonista come cavia e, in una dimostrazione pubblica, far vedere di essere in grado di levargli di dosso questa dannosa sostanza. Nel frattempo Jean inizia degli esperimenti con i profumi e riesce a ricrearne uno umano: il giorno della dimostrazione applica su di sé questa essenza e, improvvisamente, non viene più ignorato: anzi le persone si convincono della sua “guarigione”. Egli comincia quindi a sviluppare la voglia di creare un profumo sublime, che faccia in modo, indossandolo, che tutti gli uomini, da esso ammaliati, lo amino e lo venerino.

Profumo – Storia di un assassino: i delitti a Grasse

Profumo - Storia di un assassino cinematographe.it

Qui la storia che tutti conosciamo: assunto a Grasse nel laboratorio di Madame Arnulfi, Jean-Baptiste Grenouille apprende la tecnica dell’enflourage, ovvero l’estrazione del profumo tramite l’immersione nel grasso. È arrivato il momento di agire: inizia così ad applicare questa tecnica per estrarre il profumo di giovani e avvenenti ragazze, che uccide lasciando il corpo nudo e con la testa rasata. L’ingrediente finale sarà Laure Richis, la figlia di un nobile, ragazza dotata di un profumo ancora più bello di quella che egli aveva ucciso a Parigi. Gli assassinii da lui perpetrati seminano il panico a Grasse e ancor di più nel padre di Laure, che per proteggere la figlia la porta fuori dalla cittadina. Ma non basta: Jean-Baptiste Grenouille infatti la trova e la uccide, ultimando il suo profumo.

Nel frattempo, però, viene identificato e, una volta scoperto, condannato a morte. Il giorno dell’esecuzione si presenta di fronte al boia, al vescovo e alla folla, inferocita per gli atroci crimini da lui commessi, con addosso una sola goccia del profumo da lui creato. Tutti in piazza vengono ammaliati e colti da venerazione nei suoi confronti: persino il padre di Laure, che gli chiede di diventare suo figlio! La folla viene colta da un improvviso senso di lussuria e dà vita a una gigantesca orgia a cielo aperto: persino il vescovo è coinvolto… In questa occasione, però, Jean-Baptiste si rende conto di non essere affatto gratificato dal fatto che tutti lo adorassero: il profumo potrà renderlo un idolo della folla, ma non può cambiare il fatto che il protagonista ne sia disgustato. Decide quindi di tornare a Parigi: qui, in particolare nel quartiere in cui è nato, riversa su di sé il profumo da lui creato e ben presto viene preso d’assalto dai malviventi, che iniziano a toccarlo e a baciarlo sempre più freneticamente, fino a divorarlo vivo.