Le votazioni sono finite martedì sera per gli Oscar 2016. Le candidature sono concluse. Tutto quello che si può fare adesso è starsene seduti, trattenere il respiro e guardare le buste essere finalmente aperte nella serata dell’88a edizione degli Academy Awards di sabato sera. E che attesa trepidante! Tra la controversia #OscarSoWhite e l’apertissima competizione per la categoria Miglior Film, la maratona stagionale delle candidature di quest’anno è stata piena d’intrighi, di alti e bassi e di un inimmaginabile quantitativo di denaro speso per convincere i votanti di quale film meritasse l’oro. Mentre i Guild awards ci hanno aiutato a identificare l’improbabile e il sicuro – Leo, inizia a preparare il discorso! – ci sono ancora una manciata di domande spinose che rimangono irrisolte. Diamo un’occhiata ai punti che potrebbero presentarsi come le più grandi sorprese di sabato sera.

  1. Importa all’Academy che Alicia Vikander e Rooney Mara sono state nominate nella categoria Supporting per dei ruoli che sono essenzialmente da protagoniste?

Questa è stata una mini-controversia che sembra aver irritato i media molto più di quanto abbia fatto con i votanti. Entrambe le donne hanno dato delle performance che meritano un riconoscimento. Eppure quel riconoscimento sarebbe stato più appropriato nella categoria Migliore Attrice Protagonista. Ma con un gruppo strapieno di perfomance incredibili come quelle di Brie Larson e Cate Blanchett, tanto per citarne alcune, gli studios hanno strategicamente slittato Vikander e Roony nella categoria di Attrice Non Protagonista. Questo importerà a chi vota? Agli attori non importa. Sono state nominate entrambe per le performace, e la Vikander ha vinto agli Screen Actors Guild Awards per il suo ruolo in The Danish Girl. Lei è ancora la favorita per l’assegnazione dell’Oscar, ma la segue a breve distanza Kate Winslet, una delle favorite dell’Academy, con la sua interpretazione in Steve Job che è il paradigma per eccellenza del ruolo di supporto. Lei ha conquistato il premio ai BAFTA (nel quale la Vikander è stata collocata nella categoria Migliore Attrice). Riuscirà a fare lo stesso con l’Oscar sabato? Non è da escludere.

  1. Il premio per il Miglior Attore non Protagonista è praticamente di Sylvester Stallone… oppure no.

Rocky ha vinto ai Globes, tuttavia il discorso di accettazione di Stallone non ha fatto certo fare i salti di gioia a molti. Dopo l’evento, si è dato alla pubblicità sfrenata, finendo anche per dire al New York Times che forse avrebbe dovuto abbandonare i ruoli d’azione prima nel corso della sua carriera. Sembra essere il favorito per la vittoria di un Oscar, basandosi sull’intrigante vicenda personale che lo vedrebbe prendere un probabile Oscar per il ruolo dello sfavorito che lo ha portato alla gloria 40 anni addietro. Però rimane il dramma del #OscarSoWhite e il fatto che la sua performance è l’unica parte di Creed che sia in procinto di ricevere qualche onore, in un film concepito dal regista afroamericano Ryan Coogler e interpretato da Michael B. Jordan. Tutto questo lo aiuterà o no? Stallone è stato in prima fila in questa controversia, ammettendo anche di aver chiesto consiglio a Coogler sul boicottare o meno lo show. È anche l’uomo che molti dei suoi colleghi hanno preso in simpatia, forse risparmiandogli il fato che era invece toccato a Burt Reynolds quando sembrava cavalcare una simile onda fortunata per il suo ruolo in Boogie Nights. Qualcosa di sorprendente può ancora succedere, ma se dovessero vincere il premio Mark Rylance, per esempio, o Tom Hardy, aspettatevi parecchie esclamazioni di sorpresa provenire dalla sala.

3.Mad Max: Fury Road potrebbe vincere parecchi Oscar, ma che comporta questo per la corsa al Miglior Film?

Editing, Costume Design, Sound Mixing and Editing, Makeup and Hair, Production Design e forse anche Visual Effects. Mad Max: Fury Road potrebbe aggiudicarseli tutti. Nonostante ciò, continua a non essere tra i favoriti nella categoria Best Pitcure. E non riceverà nulla, con tutta probabilità, neanche nella categoria Best Director, anche se un discorso di accettazione di George Miller sarà comunque uno dei momenti clou della serata.

Ma con Alejandro G. Inarritu e The Revenant – Redivivo favortiti per vincere sia il premio per il Best Director che quello per il Miglior Film, Mad Max probabilmente finirà come Gravity, che ha vinto sette Oscar ma ha perso il premio più importante della serata andato a 12 Anni Schiavo.

  1. Parlando del Miglior Film: chi si prenderà il premio più ambito?

Se c’è una categoria di cui non si hanno certezze, è senza dubbio quella del Miglior Film. Sì, Revenat – Redivivo ha trionfato nelle recenti settimane con importanti vittorie al BAFTA e al DGA (e di certo non fa male che il film di Inarritu abbia ripulito il box office, con $165.5 milioni d’incassi). E con il più delle Nomination, ci si aspetta che questo Western si porti a casa il premio di Best Pitcure. Tuttavia non ha vinto ai Producter Guild, che ha preferito La Grande Scommessa, e non ha neppure avuto una nomination per lo Screenplay, che di solito va a braccetto con la vincita del premio più ambito.

Bisogna arrivare indietro fino a Titanic per trovare un vincitore per il Miglior Film senza una nomination per i Best Screenplay. Il film che ha ricevuto la nomination per lo Screenplay è La Grande Scommessa. A concorrere ci sono anche Spotlight, che ha vinto gli onori del Writers Guild e dello Screen Actors Guild, Sopravvissuto – The Martian, che spera in un effetto Argo dopo che Ridley Scott è stato scartato per la categoria Best Director, e Room, il film che sembra essere in recupero verso il finale. Qualsiasi sarà il vincitore sabato sera, in pochi saranno sorpresi.

  1. Ma siamo onesti: siamo tutti ansiosi di vedere Chris Rock, e la domanda più grande è: fino a dove si spingerà il comico a proposito del problema delle razze e dell’ineguaglianza a Hollywood?

È sconcertante quanto preveggente la scelta di Chris Rock come presentatore agli Oscar risulti a oggi. Scelto mesi prima delle nomination e i successivi dibattiti sulle diversità che sono ormai divenute un movimento sociale, il comico è nella posizione ideale per affrontare il problema e criticare Hollywood nel suo stile incisivo. Non sarebbe certo la prima volta: nel 2005, quando ha presentato gli Oscar per la prima volta, ha affrontato l’argomento prendendo il toro per le corna. Ed era quando tra le nomination c’erano quattro afroamericani a concorrere. Dove si spingerà quest’anno? O arriverà al punto alla svelta con qualche battuta mirata, spostando l’attenzione sullo show piuttosto che dare troppo rilievo alla controversia? Le scommesse sono aperte, per gli Oscar e per Chris, che i molti sperano sventolerà la bandiera #OscarSoWhite sul palco degli Academy Awards dispensando commenti pungenti e significativi. Secondo quanto riportato, Rock starebbe già facendo le prove tecniche in proposito nei comedy club di Los Angeles, ma saranno in milioni a collegarsi sabato sera per vedere la “prima.” Ma tranquillo Chris, nessuna pressione!

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