Midsommar - Il villaggio dei dannati cinematographe.it

Ari Aster torna dopo il successo di Hereditary – Le radici del male per raccontare un’altra inquietante storia sotto la luminosa luce della Svezia. Midsommar – Il villaggio dei dannati è la seconda opera di una mente horror tra le più interessanti dell’intero panorama mondiale, scritto e diretto da un cineasta che si riconferma la stella più promettente del genere. Oltre all’estetica impeccabile della pellicola e alla maestria con cui Aster va unendo il terrificante alla grazia, sono i sottotesti dei film dell’autore a stupire per la lucidità con cui vengono proposti, come il finale del suo ultimo, notevolissimo lavoro.

Midsommar – Il villaggio dei dannati: recensione del film di Ari Aster

Midsommar – Il villaggio dei dannati vede come protagonista Dani, giovane e afflitta ragazza interpretata da Florence Pugh, la cui famiglia viene uccisa dalla sorella bipolare attraverso la diffusione di monossido di carbonio nella loro casa. Fidanzata al disattento Christian, l’attore Jack Reynor, i due partono per l’Europa quando Dani viene a conoscenza dei piani che il ragazzo aveva organizzato con i suoi amici, tenendola all’oscuro. Partiti, infine, tutti insieme, il gruppo di studenti di antropologia si ritroverà a vivere il folclore festivo di una piccola comunità svedese.

Midsommar – Il villaggio dei dannati: il ciclo della vita nella comunità di Hårga

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Hårga, nome della località in cui i protagonisti si ritrovano uniti, sembra un vero e proprio paradiso, pieno di musica, di persone in abiti bianchi, con fiori nei capelli e continuamente impegnati nella danza. La situazione inizia a prendere un’altra piega quando, durante il primo rituale della festa, due anziani del villaggio commettono un suicidio rituale, buttandosi di propria volontà da una rupe. Il compimento del ciclo della vita, lo chiamano gli altri abitanti, sotto gli occhi sconcertati degli ospiti americani, scioccati dall’accaduto e decisi a non rimanere un minuto in più in quel territorio. Ed è proprio quando due ragazzi scelgono di andarsene che inizieranno una serie sospetta di sparizioni, rendendo chiara la natura angosciante del paesino.

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Come viene spiegato questo rituale a Dani e i suoi amici? Pelle, il ragazzo svedese che ha portato i suoi coetanei nella comune, chiarisce che a Hårga il ciclo vitale di ogni membro del villaggio è composto da quattro stagioni, ciascuna della durata di diciotto anni. L’infanzia, ossia la primavera, va dagli zero ai diciotto anni, poi dai diciotto ai trentasei c’è l’estate, in cui i giovani partono vivendo in altri luoghi del mondo. Poi ritornano in autunno per lavorare, ossia dai trentasei ai cinquantaquattro anni e infine, dai cinquantaquattro ai settantadue, diventano guide della comunità nel loro inverno. È così che viene spiegato il rituale del dirupo dei due anziani, nonché i ripetuti colpi all’uomo che, dopo il salto, non era ancora morto. I cadaveri vengono poi cremati e le ceneri sparse attorno al sacro albero ancestrale.

Midsommar – Il villaggio dei dannati – i due rituali finali: l’accoppiamento e il sacrificio

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Una ritualità allarmante, ma che, allo stesso tempo, racchiude nella cultura di Hårga delle tradizioni secolari, che non possono che incuriosire Dani e Christian, tanto da renderli entrambi parte centrale della tetra cerimonia finale di Midsommar – Il villaggio dei dannati. I due ragazzi vengono divisi per il rituale dell’accoppiamento e quello del sacrificio. Prendendo parte alla sfida di ballo annuale, Dani si aggiudica il titolo di Regina di Maggio, con tanto di festeggiamenti e una rigogliosa corona di fiori. A Christian, invece, attratto fin dal suo arrivo da una delle giovani donne del villaggio, viene concesso di copulare con la suddetta ragazza, che nel frattempo aveva già avviato un incantesimo d’amore, mettendo sotto il letto dell’americano una runa e avendo eseguito i passaggi di un rito tipico della loro gente. La giovane aveva fatto in modo di far mangiare i suoi peli pubici al ragazzo inserendoli in un pasticcio servito durante il pranzo, mentre aveva versato un po’ del proprio sangue mestruale nella sua bevanda. Passaggi che vengono mostrati allo spettatore e agli ospiti poco dopo il loro arrivo a Hårga, riportati in forma di disegno e esposti nel giardino della comunità.

Nella cerimonia finale del festival, nove sacrifici umani vengono deposti nel tempio a forma di piramide gialla in cui a chiunque è vietato entrare. La funzione si svolge per dare in offerta una vita in cambio di nuova vita. Ogni anno è la Regina di Maggio a scegliere l’ultimo sacrificato. Dani, seduta sul trono che le spetta, sceglie di sacrificare Christian, che viene inserito dentro al corpo di un orso e posto al centro del tempio che viene poi bruciato. Dani e i cittadini guardano le fiamme che avvolgono il tempio, mentre quest’ultima si lascia sfuggire un sorriso di intuibile soddisfazione.

L’allontanamento di Dani e Christian e la scelta della Regina di Maggio nel finale di Midsommar – Il villaggio dei dannati

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Gli Hårgans si ritrovano così a portare del nuovo sangue nella loro comunità, intuizione che il film ci suggerisce all’inizio durante la conversazione sulla bellezza delle donne svedesi, la cui motivazione sembrerebbe legata al fatto che i Vichinghi catturassero le migliori donne da ogni parte del mondo per portarle nel proprio paese. È implicito, vista l’omogeneità etnica, che solo alle persone bianche è permesso accoppiarsi con gli Hårgans, il che fa presumere che la presenza di ragazzi come Josh e Connie sia destinata esclusivamente a scopi rituali. Ci sono, poi, alcune eccezioni per ciò che riguarda l’incesto. A volte ai cugini del villaggio è concesso di unirsi sessualmente, il che comporta che a ogni generazione appartenga il proprio oracolo, il quale è prodotto della consanguineità.

Mentre tutti i loro amici sono scomparsi, la relazione tra Dani e Christian viene ulteriormente turbata dagli Hårgans, che tentano deliberatamente di allontanarli, con Pelle che mostra determinate attenzioni a Dani e Maja, la giovane vergine, che è pronta a concedersi a Christian. Ed è il momento dell’accoppiamento che viene spiato da Dani attraverso lo spioncino di una porta, al cui interno della stanza Christian sta consumando un amplesso con Maja, circondati da una schiera di donne nude, che accompagnano i loro eco d’amore. Dani si allontana con le lacrime sul volto da quell’immagine, rincorsa dalle sue ancelle che iniziano a piangere e urlare insieme a lei.

Midsommar – Il villaggio dei dannati: tra empatia e dolore, quando il significato di un horror è da ricercare nelle relazioni

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Christian tenta di scappare dopo il rituale di accoppiamento e si imbatte nel corpo di Simon appeso in un pollaio, reso un aquila di sangue attraverso un metodo di uccisione che vede le costole rimosse dalla schiena e dai polmoni per creare all’apparenza delle ali. Ma la via di fuga per Christian si rivela inconcludente, trovato dagli anziani e reso muto e immobile da una polverina soffiatagli sul viso. È qui che avviene il momento della scelta, Dani, Regina di Maggio, deve scegliere se sacrificare Christian, il fidanzato che l’ha tradita e che si era dimenticato il giorno del suo compleanno, o uno sconosciuto del villaggio. La scelta della giovane ricade su Christian, cucito all’interno di un orso e bruciato insieme alla piramide, che rappresenta al momento tutto ciò che è empio e che si desidera scacciare.

Una scelta estrema quella che Ari Aster fa compiere alla protagonista, la quale preferite mandare a morte il suo ragazzo, una persona comunque a lei cara e facente parte della sua vita, piuttosto che un perfetto estraneo. Certo, la giovane non era chiaramente in sé in quel momento, avendo bevuto un infuso dagli effetti stupefacenti, ballato fino allo sfinimento e subito un trauma emotivo compensato dalla grande emozione di aver trovato delle nuove sorelle con cui piangere. Quando Dani si trova sul palco prima di prendere la decisione, non sembra assolutamente in sé, ferita dal tradimento del fidanzato e ancora scossa dalla ritualità degli Hårgans. La mancata empatia del ragazzo per l’intera pellicola è però il motore primo che determina la scelta della giovane donna, consapevole, inoltre, che in vista dell’esorcismo della comunità, Christian rappresenta in pieno una fonte di dolore da cui è bene liberarsi.

La condivisione e la famiglia secondo Midsommar – Il villaggio dei dannati

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Nelle vorticose, macabre celebrazioni svedesi, il tema dell’appartenenza rimane sempre rilevante in Midsommar – Il villaggio dei dannati, fin dal principio del film in cui Dani rimane completamente isolata, con la morte della famiglia e il distacco sentimentale del suo fidanzato, tanto da farla sentire completamente emarginata. La ragazza non riceve nessun supporto per la sua situazione, tantomeno da Christian che vorrebbe in verità lasciarla, ma non trova il coraggio. Anche gli amici del ragazzo non mostrano alcuna simpatia per Dani, né alcun dispiacere per la perdita appena subita. Solo Pelle, fin dal principio, sembra comprenderla, mostrando una tenerezza che nessun altro le riserva.

Se all’arrivo a Hårga Dani è sola, il suo stato cambia in corrispondenza alle parti finali del film. All’inizio di Midsommar – Il villaggio dei dannati la ragazza passa un lungo momento a piangere al telefono, mentre Christian in silenzio dall’altra parte non sembra provare dispiacere per la sua situazione. Quando, invece, Dani scoppia in lacrime dopo la vista di Christian con Maja, le Hårgans che sono con lei la stringono in una sorta di abbraccio e iniziano a piangere insieme, in una simbiosi che Dani non aveva mai provato con nessun’altra persona. Un tipo di condivisione che si ripropone spesso nel film, come il dolore finale che gli abitanti esprimono alla vista delle fiamme che avvolgono il tempio, o i sospiri delle donne intorno all’unione sessuale tra Christian e Maja o il dolore provato quando all’uomo anziano caduto dalla rupe si rompono le gambe.

Partita, dunque, senza più nessun legame e diventata Regina di Maggio a Hårga, Dani passa dall’essere evitata e rifiutata a venire venerata e amata. Entra a far parte, ufficialmente, di una nuova famiglia. Discorso che lo stesso Pelle aveva intrattenuto con la ragazza e che Dani comprende definitivamente al finire di Midsommar – Il villaggio dei dannati. Lasciando bruciare Christian nella pelle d’orso all’interno del tempio, la giovane brucia anche l’unica relazione che le era rimasta e che la stava consumando, espiando tutto il dolore e ricominciando, così, un nuovo ciclo vitale.

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