Lo Hobbit – Un viaggio inaspettato: 10 curiosità dal film di Peter Jackson

Usciva nelle sale italiane il 13 Dicembre 2012, il primo capitolo della nuova trilogia nella Terra di Mezzo firmata da Peter Jackson. Ecco dieci aneddoti su Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato.

- Ultimo aggiornamento: 12 Dicembre 2018 18:43 - Tempo di lettura: 5 minuti

Era il 13 Dicembre 2012 quando Peter Jackson ci riportava nella Terra di Mezzo dopo ben nove anni d’assenza – era infatti il 2003 l’anno in cui uscì nei cinema del mondo il terzo ed ultimo capitolo della trilogia de Il Signore degli Anelli: Il ritorno del re – con Lo Hobbit – Un viaggio inaspettato. Primo di una nuova trilogia che sarebbe andata avanti i due anni successivi con La Desolazione di Smaug e La Battaglia delle cinque armate, il film è incentrato sulla prima parte del romanzo Lo Hobbit scritto nel lontano 1937 da J.R.R. Tolkien. In occasione dell’anniversario dell’uscita italiana del film approfondiamo la storia nascosta della produzione raccontando dieci curiosi aneddoti.

Lo Hobbit – Un viaggio inaspettato: le 10 curiosità che (forse) non conoscevate

10. L’introduzione di un nuovo formato al cinema: l’HFR 3D

Nonostante a detta dei critici, Lo Hobbit – Un viaggio inaspettato non abbia la stessa forza del corrispettivo Il Signore degli Anelli – La compagnia dell’Anello, il film viene ricordato per esser stato il capostipite di un nuovo formato di proiezione: l’HFR 3D. L’High Frame Rate è un’alta frequenza di fotogrammi che arriva ad una velocità che varia tra i 48 e i 60 fotogrammi per secondo. Il risultato sono immagini più fluide, chiare e visivamente spettacolari. Proprio per questo motivo furono realizzati oggetti di scena in materiali quanto più possibili vicini alla realtà per evitare che risultassero di plastica, mentre per eliminare il giallore dei nani in video, i piccoli protagonisti furono sottoposti ad un buffo make up tendente al rosso – l’espediente risultò utile e di successo a lavoro finale.

9. I personaggi già noti

Ci sono moltissimi personaggi in Lo Hobbit – Un viaggio inaspettato che fanno il loro ingresso nella Terra di Mezzo. È anche vero che sono molti i personaggi che tornano nel mondo tolkeniano cinematografico creato da Peter Jackson. Chi sono, in dettaglio, i personaggi che riprendono i loro ruoli dopo Il Signore degli Anelli?

Anzitutto c’è Ian McKellen che torna nel ruolo dello stregone Gandalf, poi anche Christopher Lee nelle vesti di Saruman, Hugo Weaving come Elrond, Signore di Gran Burrone, Cate Blanchett come l’elfa Galadriel, Elijah Wood come il giovane Frodo Baggins, Ian Holm come l’anziano Bilbo Baggins – vero collante con la precedente trilogia – ed Andy Serkis come Gollum.

8. Dopo Un viaggio inaspettato era previsto un solo sequel

Nei primi piani del progetto cinematografico v’era l’idea di realizzare un unico sequel ed intitolarlo The Hobbit – There and Back again, in italiano Lo Hobbit – Racconto di un ritorno. Successivamente, però, come ben sappiamo, il regista decise di attingere alla vasta appendice de Il Signore degli Anelli di Tolkien e realizzare un terzo capitolo andando a creare, quindi, la trilogia che conosciamo.

7. Lo Hobbit: una produzione travagliata

Molto ben prima che Il Signore degli Anelli al cinema divenisse realtà, Peter Jackson e i suoi collaboratori pensavano al modo migliore di trasporre sul grande schermo l’opera di J.R.R. Tolkien. Era il 1995 e si pensava di realizzare tre film: uno su Lo Hobbit e due su The Lord of the Rings. Solo nel 2007, dodici anni dopo, venne confermata la produzione del nuovo franchise Hobbit con Guillermo Del Toro alla regia. Quest’ultimo abbandonò il progetto due anni prima dell’uscita del film lasciando tutto nelle mani di Jackson.

6. La canzone tema de Lo Hobbit – Un viaggio inaspettato

A differenza della prima trilogia, il brano a chiusura del film – e dei due successivi – è cantato da un uomo. Neill Finn, cantante neozelandese noto nel mondo per esser il leader della band Crowded House, è l’interprete del brano Song of the Lonely Mountain (La canzone della montagna solitaria). Ne La compagnia dell’Anello era May It Be, composta e cantata dall’artista irlandese Enya.

5. La versione estesa e le scene mancanti

Così come la precedente trilogia, anche Lo Hobbit possiede una versione cinematografica ed una estesa. Un viaggio inaspettato non è certo da meno e tante sono le scene aggiunte che approfondiscono meglio la trama di questo primo frangente della storia. In particolare, tra le scene presenti nella versione estesa vi è una scena in cui è mostrato un piccolo Bilbo bambino alla festa nella Contea che incontra per la prima volta Gandalf, e un’altra, ambientata durante la riunione del Bianco Consiglio, in cui Saruman e Gandalf parlano della scomparsa dell’Anello di Thráin – tra gli Anelli del Potere si annoverano sette dati ai nani. Il destino dell’Anello di Thráin viene scoperto poi da Gandalf nel capitolo successivo de Lo Hobbit.

4. Andy Serkis: non solo Gollum

Andy Serkis non torna solamente davanti alla macchina da presa nel ruolo di Gollum, portatore dell’Unico Anello prima di Bilbo Baggins. In questa occasione è stato parte integrante della realizzazione del film fungendo da regista di seconda unità nelle scene non dirette direttamente da Peter Jackson. Un lavoro certosino non passato inosservato per l’attore che attualmente è su Netflix con la regia di Mowgli – Il figlio della giungla.

3. Evoluzioni

Vi è uno scarto di quasi dieci anni tra la prima e la seconda trilogia ambientata nella Terra di Mezzo. Così come in tutti gli ambiti, anche in quello cinematografico le tecniche narrative, registiche e visive si sono evolute nel tempo. Due delle differenze che immediatamente notiamo tra Il Signore degli Anelli e Lo Hobbit sono il personaggio di Gollum e il trucco dei piccoli protagonisti. Il personaggio portato in vita da Andy Serkis torna con nuova linfa grazie ad aggiornate tecniche speciali di computer grafica e motion capture. Ma non solo CGI, anche il reparto trucco ha fatto passi da giganti ed un esempio di ciò sono i piedi degli Hobbit: se nel Signore degli Anelli gli attori erano costretti a portare protesi anche fastidiosi, ne Lo Hobbit, Martin Freeman ed altri, dovevano solo indossare solo calzini a forma di piede, più pratici e fisionomici.

2. I riconoscimenti

Lo Hobbit – Un viaggio inaspettato ha ricevuto tre nomination all’Oscar: Miglior Scenografia, Miglior Trucco e Migliori Effetti Speciali. Nel 2001 La compagnia dell’Anello ricevette ben tredici nomination e vinse quattro statuette: Fotografia, Effetti Speciali, Trucco e Colonna Sonora ad Howard Shore. Il compositore è tornato a dirigere la colonna sonora della trilogia Hobbit.

1. Peter Jackson attore

Al regista piace apparire nei propri film. Ne Lo Hobbit – Un viaggio inaspettato veste i panni di un nano che fugge da Erebor durante l’attacco del drago Smaug – interpretato nel secondo capitolo da Benedict Cumberbatch. Essendo un vero e proprio cameo, non è sempre semplice scovare il regista all’interno del film: aguzzate bene la vista.