La Casa di Carta - Il Fenomeno cinematographe.it

I rapinatori de La Casa di Carta sono tornati su Netflix con 8 nuovi episodi, che i fan più affezionati hanno già provveduto a vedere in un baleno. Ma cosa si nasconde dietro al successo di una delle serie più amate in tutto il mondo?
Giunta alla Parte 4, lo show ideato da Alex Pina è riuscito ad andare oltre i confini dell’intrattenimento e, nonostante alcune critiche, sembra aver letteralmente stregato gli spettatori, che in parte già sapevano i retroscena di questo prodotto televisivo, approdato prima in Spagna su Antena 3 e poi fortunatamente acquisito dal colosso dello streaming, dove ha raggiunto la fama.

Con l’intento di svelarci tutti i dettagli che si nascondono dietro a La casa de papel Netflix ha divulgato un documentario della durata di circa un’ora intitolato La Casa di Carta – Il Fenomeno, diretto da Luis Alfaro e Pablo Lejarreta, che si è occupato anche della sceneggiatura insieme a Javier Gómez Santander. Il film (non adatto alla visione di un pubblico minore di 14 anni) si prefigge il compito di analizzare l’evoluzione della serie che, dichiarata un fallimento in patria (dove ha iniziato ad arrancare già con al messa in onda della seconda stagione), è diventata un vero successo a livello internazionale.

La casa di carta non ha sempre beneficiato del successo di cui gode adesso.

Creata da Álex Pina e prodotta da Atresmedia in collaborazione con Vancouver Media, è stata presentata per la prima volta su Antena 3 nel 2017, perdendo ascolti settimana dopo settimana. A tal proposito anche lo speciale Netflix mostra un grafico che sintetizza l’andamento dello show.
Ma ecco che quando tutto sembrava essere perduto arriva Netflix, che decide di acquistare la serie e di inserirla nel proprio catalogo, cambiando per sempre il destino di questa banda di ladri.

Le maschere di Dalì e le tutine rosse, la canzone Bella ciao, l’incredibile intelletto del Professore e la sua banda con i nomi delle città hanno iniziato a fare il giro del mondo. Il volto del famoso pittore spagnolo ha tempestato le piazze di ogni Paese non solo durante i festeggiamenti del carnevale ma anche in occasione di proteste, seguito dall’inno partigiano, che ha riportato in auge una canzone che (almeno in Italia) tutti conoscevano, ma di cui forse troppi avevano dimenticato il significato.

La Casa di Carta: cosa è cambiato con gli investimenti di Netflix?

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Grazie agli investimenti di Netflix La casa di carta ha apportato delle migliorie per quanto riguarda la scelta delle location e le risorse tecniche; mentre in precedenza alcuni spazi erano stati ricreati al computer – come nel caso della scena in cui Lisbona va alla ricerca del Professore, alla fine della Parte 2 – nella Parte 3 e 4 della serie la produzione invece si è potuta concedere il lusso di spostarsi in diversi luoghi, dall’Italia (Milano e Firenze) alla Thailandia, fino a Panama.
A tal proposito il documentario La Casa di Carta – Il Fenomeno mostra alcune scene più complicate da girare, come quella Denver (Jaime Lorente) che ruba l’oro della Banca di Spagna mentre si trova sott’acqua o la scena del tramonto di cui sono protagonisti Tokyo e il Professore, che sottolinea l’importanza dei colori fotografici e ancora quella in cui la banda dispensa il denaro nella piazza affollata di gente (a ogni ciak occorreva raccoglierlo e poi rilanciarlo, ma un’idea errata riduce in coriandoli 3 milioni di euro, fortunatamente falsi!).

Come spiega La Casa di Carta – Il Fenomeno certe cose sarebbero state impossibili da realizzare senza il supporto di menti brillanti. Addirittura per la scena della camera blindata è stato assunto un ingegnere marittimo in grado di progettare una camera idonea alla realizzazione della scena in cui il caveau si allaga.
Il documentario sottolinea anche l’importanza dei colori fotografici e l’iconografia della serie, legata principalmente a tre elementi chiave, ovvero la tuta rossa, la maschera di Salvador Dalí e la canzone Bella ciao, di cui anche la serie spiega in parte il significato e il motivo del suo utilizzo.

Tuttavia i creatori specificano nel documentario che a portare avanti la serie non sono stati solo gli investimenti, ma soprattutto l’energia che c’era già prima dell’arrivo del colosso dello streaming e che è stata fin da subito il motore di tutto, fuori e dentro il set.

Il cast de La Casa di Carta: da zero a VIP!

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La Casa di Carta: simboli e significati della serie TV spagnola

All’interno del documentario si vede il backstage della serie, compresi alcuni momenti che tutti i fan hanno seguito in diretta, come l’arrivo di Berlino e del Professore a Firenze.
Il cast – composto principalmente da Álvaro Morte (Il Professore), Úrsula Corberó (Tokio), Pedro Alonso (Berlino), Alba Flores (Nairobi), Itziar Ituño (Lisbona), Miguel Herrán (Rio), Esther Acebo (Stoccolma), Jaime Lorente (Denver), Darko Peric (Helsinki), Luka Peros (Marsiglia), Hovik Keuchkerian (Bogotá), Rodrigo de la Serna (Palermo), Najwa Nimri (Ispettore Sierra), Enrique Arce (Arturo Román) – svela difficoltà, emozioni e cambiamenti, senza esitare nel raccontare anche le sensazioni provate al raggiungimento della fama. Molti di questi attori infatti erano noti solamente in Spagna e d’un tratto si sono trovati a gestire la piacevole pressione del successo anche oltre i confini ispanici.

Ai loro commenti si aggiungono ovviamente anche quelli del creatore, degli scrittori e dell’intero team che ha contribuito alla creazione de La Casa di Carta.

La serie Netflix più vista in tutto il mondo ha anche illustri fan come Stephen King e Neymar

Stephen king, cinematographe.it

La serie Netflix più vista in Italia, Francia, Portogallo, Cile, Argentina, Brasile, Nord Africa, Medio Oriente, Turchia e anche in altri paesi è amata anche lo scrittore Stephen King e il calciatore brasiliano Neymar da Silva Santos Júnior, che appare in un cameo nei panni di un monaco.

Queste e altre curiosità vengono svelate in La Casa di Carta – Il Fenomeno, disponibile su Netflix.

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