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Fan e pubblico hanno esultato di gioia: James Wan è alla regia dell’adattamento cinematografico del supereroe Aquaman – decisione presa scartando il posto dietro la macchina da presa per la pellicola sul socio Flash. Wan è l’uomo dell’intrattenimento di genere, dei successi di critica e pubblico che i suoi prodotti mainstream hanno saputo suscitare. Una scelta della casa di produzione ben mirata, che porti dalla propria parte un cineasta da blockbuster, in grado insieme di saper gestire non solo grandi giocattoloni cinematografici, ma tempi e ritmi filmici con cui trasportare interamente lo spettatore.

Ma cosa ha fatto di James Wan il regista che è oggi? Quali sono state le tappe della sua carriera che lo hanno designato come il cineasta adatto all’avventura sottomarina di Aquaman? Ripercorriamo dagli inizi la storia dell’autore da milioni di dollari, vedendo come il suo tocco fosse ciò che alla DC serviva per la fabbricazione del suo eroe acquatico.

James Wan: gli studi, il primo cortometraggio e l’avvio all’horrorsaw l'enigmista cinematographe

James Wan nasce a Kuching, in Malaysia, ma cresce in Australia dove studierà in seguito alla Royal Melbourne Institute of Technology – è, infatti, naturalizzato australiano. L’intuizione per il suo primo film viene dal cortometraggio Saw girato nel 2003. Quell’anno Wan insieme a Leigh Whannell, conosciuto negli anni universitari e diventato collaboratore fisso del regista, mette paure e incubi in forma di sceneggiatura, proponendola poi in chiave di cortometraggio e girando gli studios per riuscire a venderla. Dopo la realizzazione, con un budget ridottissimo e Whannell nel ruolo del protagonista, la coppia di reca alla Lions Gate Entertainment, che accetta immediatamente di produrre il lungometraggio. Wan e Whannell non vennero pagati in anticipo per il film, ma accettarono di prendere la percentuale degli incassi della pellicola, che si rivelarono di gran lunga maggiori rispetto a quanto previsto.

La prima proiezione di Saw – L’enigmista, girato in meno di venti giorni, fu al Sundance Film Festival, e il film uscì in seguito in America il 29 ottobre 2004 distribuito da Lions Gate Entertainment (in Italia uscirà il 14 gennaio 2005 grazie a Eagle Pictures). Nonostante la risonanza che ebbe sul pubblico, la critica fu molto dura con il primo capitolo di quella che, poi, si è rivelata una delle saghe più prolifere del cinema contemporaneo.

Tra Insidious e The Conjuring, il soprannaturale secondo James Waninsidious vidoe riassunto cinematographe

Dopo un’altra serie di lavori, è nel 2010 che James Wan riesce a coniugare gusto del pubblico e plauso dalla critica con l’horror Insidious, scritto ancora una volta dal suo socio Leigh Whannell. Con questo film, per Wan, inizierà il periodo in cui dovrà dividersi tra i maggiori titoli che hanno segnato la sua iniziale filmografia. Dopo il successo della pellicola con protagonisti Patrick Wilson e Rose Byrne, nel 2013 non solo esce il sequel Oltre i confini del male: Insidious 2, ma comincia per Wan anche l’esperienza di L’evocazione – The Conjuring, sempre con l’attore Wilson, ma affiancato questa volta da Vera Farminga.

La storia soprannaturale ripercorre i racconti di fantasmi di Ed e Lorraine Warren, persecutori del paranormale, che investigarono negli anni Settanta sul caso della famiglia Perron e della loro casa infestata. La sceneggiatura venne firmata da Chad e Carey Hayes e Wan accetto di prenderne la regia, conquistato dall’aderenza dei fatti al reale. La coppia degli Warren tornerà nella filmografia del regista tre anni dopo quando si dedicherà nel 2016 al sequel The Conjuring – Il caso Enfield, a cui contribuirà anche come sceneggiatore affiancando gli Hayes. Questa volta la pellicola è basata sul caso del Poltergeist di Enfield.

James Wan: la parentesi Fast & Furious e l’arrivo alla DCAquaman cinematographe

Tra i due The Conjuring, però, si prospetta per il cineasta una possibilità tutta nuova. Quella, infatti, nel 2015, di dirigere il settimo lungometraggio della saga di Fast & Furious. Film funesto, che segna l’ultima apparizione di Paul Walker, deceduto mentre ancora si stavano svolgendo le riprese nel novembre del 2013. Wan sostituì il regista Justin Li, che non credeva nelle possibilità di rientro economico e di risonanza mediatica del film a causa della vicinanza con il precedente capitolo. Prospettiva quanto mai errata, visti gli svariati record che la pellicola ha segnato e avendo superato il miliardo di dollari, classificandosi come il settimo film di maggiore incasso della storia del cinema.

Era perciò prevedibile che, dopo i successi al botteghino, qualche studios supereroistico notasse il valore non solo registico, ma economico di James Wan, che è giunto nelle fila della DC comic dando vita, infatti, alla migliore pellicola dell’universo coabitato dai colleghi Batman, Superman e Wonder Woman. Aquaman è puro spettacolo in stile blockbuster, un colosso sostenuto da una regia e un montaggio fluidi e dall’utilizzo ingente e capace degli effetti visivi. È anche il film DC che ha ricevuto più consenso da parte della critica americana – insieme solo a Wonder Woman -, che loda la presenza di Wan nelle dinamiche produttive e artistiche della pellicola e l’abilità di saper gestire la muscolatura pressante non solo del protagonista Jason Momoa, ma dell’intera struttura dell’adventure movie. James Wan, ad oggi, è sinonimo di sicurezza? Impossibile guardare al futuro, ma certamente, tra i nomi che circolano nei corridoi dei potenti studios, è uno di quelli tra i più promettenti.