Diamanti grezzi: 10 curiosità sul film con Adam Sandler

Il film distribuito da Netflix e interpretato da Adam Sandler sta facendo parlare parecchio di sé. Ecco dieci cose che forse non sapete su Diamanti Grezzi.

Diamanti grezzi (Uncut gems) è il nuovo lavoro dei fratelli Josh e Benny Safdie, dopo gli ottimi consensi ottenuti con il loro precedente film Good Time. È approdato nelle sale cinematografiche solamente negli Stati Uniti mentre nel resto del mondo, compresa l’Italia, è stato distribuito da Netflix. Al centro della vicenda c’è un gioielliere di Manhattan col vizio delle scommesse sportive che cerca di non andare a fondo, diviso tra il lavoro e la sua complicata vita personale, in un thriller con un ritmo adrenalinico e una storia incalzante. Il film sta destando parecchia curiosità, soprattutto per la presenza di Adam Sandler in un ruolo non convenzionale e per il suo stile originale, ed è già tra i titoli più cercati sulla piattaforma streaming. Ecco dunque dieci cose che forse non sapete in merito a Diamanti grezzi.

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10. Quella in Diamanti grezzi è la migliore interpretazione di Adam Sandler ma non è la sua prima interpretazione drammatica

L’interpretazione di Adam Sandler nei panni del gioielliere ebreo Howard Ratner nel distretto dei diamanti di Manhattan sta riscuotendo consensi pressoché unanimi, tanto da averlo portato a sfiorare la nomination agli Oscar. La cinquina di quest’anno è particolarmente competitiva, ma l’esclusione di Sandler ha suscitato non pochi malumori, con molte star come Daniel Day-Lewis che si sono schierate pubblicamente in suo favore. L’intenso lavoro fatto dall’attore – frutto di ricerche e approfondimenti diretti con gioiellieri, giocatori e scommettitori – ne ha rilanciato la figura professionale, solitamente associata prettamente a commedie leggere se non demenziali. Ma Adam Sandler aveva già in passato offerto dei ruoli più ricercati e drammatici. Per chi volesse riscoprirli si consiglia quindi di ripescare titoli come Reign over me, Ubriaco d’amore di Paul Thomas Anderson e The Meyerowitz stories di Noah Baumbach, distribuito sempre da Netflix.

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9. Diamanti grezzi: Adam Sandler aveva inizialmente rifiutato la parte

jack nicholson

Può sembrare incredibile alla luce dei consensi che stanno ricevendo il film ed in particolare la performance dell’attore, ma in un primo momento Adam Sandler non era interessato alla parte in questione. La prima richiesta gli è arrivata nel 2011 dai fratelli Safdie ma lui la rifiutò. Nel mentre i due registi hanno girato gli altri loro film Heaven knows what e Good time per poi tornare su Uncut gems, per il cui ruolo da protagonista erano stati presi in considerazione Sacha Baron Cohen, Harvey Keitel e Jonah Hill, prima che Adam Sandler facesse marcia indietro. Con qualche anno di ritardo l’attore ha accettato la parte, complice anche la sua maturazione anagrafica che lo ha reso più idoneo al ruolo.

8. Diamanti grezzi: ci sono voluti dieci anni perché il film potesse vedere la luce

Subito dopo il loro debutto cinematografico nel 2009 con Daddy longlegs, Josh e Benny Safdie hanno iniziato a scrivere la bozza della sceneggiatura di Diamanti grezzi. Inizialmente il progetto ha però stentato a trovare i finanziamenti adeguati alla sua realizzazione, così i due registi hanno momentaneamente accantonato il progetto dedicandosi agli altri loro lavori. Grazie all’esperienza accumulata con questi e soprattutto agli ottimi consensi di critica e pubblico ricevuti da parte di Good time, sono riusciti ad ottenere quanto necessario per realizzare il loro progetto. Martin Scorsese si è fatto avanti per diventare il produttore esecutivo del film, assicurando così i finanziamenti di cui l’opera aveva bisogno. Dopo due anni di effettiva lavorazione il film è arrivato nel dicembre 2019 nelle sale statunitensi e nel gennaio 2020 su Netflix.

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7. Diamanti grezzi ha riscosso consensi quasi unanimi tra la critica ma ha diviso finora il pubblico

Il film sin dal suo debutto con la première mondiale al Telluride Film Festival il 30 agosto 2019 ha ricevuto ampi elogi da parte dei critici ed esperti cinematografici, con molte recensioni positive e riconoscimenti prestigiosi come l’inserimento tra i migliori 10 film dell’anno della National Board of Review, che ha anche assegnato ad Adam Sandler il riconoscimento per il miglior attore. Sull’aggregatore di recensioni professionali Rotten Tomatoes il film ha una percentuale di positività del 92% su circa 300 recensioni, con un voto medio di 8,41 su 10. Se però guardiamo ai voti popolari la percentuale scende al 54% con un voto medio di 3,11. Un voto mediamente sopra la sufficienza ma non entusiastico quanto quello dei critici, segno del fatto che il pubblico si è diviso sul giudizio nei confronti del film.

6. Diamanti grezzi è parzialmente ispirato al padre dei fratelli Safdie

Josh e Benny Safdie hanno raccontato che loro padre è sempre stato un grandissimo fan dell’NBA e del basket in generale, in particolare tifoso dei New York Knicks. Ma loro padre ha lavorato anche per molto tempo nel Diamond District di Manhattan. Ecco dunque da dove derivano l’ambientazione della vicenda e il collegamento col mondo della pallacanestro al centro del film e della sceneggiatura che i Safdie hanno scritto assieme a Ronald Bronstein.

5. Diamanti grezzi ha al suo interno due personaggi reali che interpretano sé stessi

Kevin Garnett è un ex giocatore dell’NBA, la cui squadra principale sono stati i Boston Celtics. Si è ritirato dai campi quattro anni fa e questa è la sua prima apparizione attoriale. Nel film interpreta sé stesso in un ruolo cruciale della storia, alla vigilia di un’importante semifinale della Eastern Conference. Alla fine del film doppia una sua intervista reale per poter aggiungere elementi di finzione inerenti la vicenda del film. Inizialmente per il ruolo del giocatore di basket ossessionato dalla pietra etiope era stato scritturato  Joel Embiid, ma lo slittamento delle riprese non gli ha permesso di prendervi parte, a causa dell’inizio della stagione NBA. Il secondo personaggio reale che compare nel film è il cantante The Weekend, pseudonimo artistico di Abel Makkonen Tesfaye, di cui assistiamo ad una esibizione live in un club di New York dove Howard Ratner si reca per cercar di recuperare l’opale smarrito.

4. Ad interpretare l’assistente di Howard Ratner in Diamanti grezzi è un vero gioielliere

Nella storia raccontata dal film troviamo al fianco del protagonista il suo assistente Yussi, sempre maltrattato e sfruttato dal padrone del negozio, fino al momento in cui decide di andarsene e lasciare Howard da solo. Il personaggio di Yussi è interpretato da Maksud Agadjani, un vero gioielliere del Distretto dei Diamanti, specializzato in collane e pendenti preziosi per personalità dell’alta borghesia, oggetti similari al Furby dorato del film. Nella realtà Agadjani ha prestato al rapper Tekashi 6ix9ine un braccialetto di valore che quest’ultimo non gli ha mai ritornato, un po’ come capita a Ratner con Kevin Garnett.

3. Diamanti grezzi è entrato nella top 10 dei film con più parolacce

Il film dei fratelli Safdie si colloca al settimo posto della classifica stilata dal sito Screen it! che fornisce indicazioni in merito alla fruibilità familiare dei film. Nei 135 minuti di durata del film si susseguono 408 espressioni in termini volgari, con una media di 3,02 parolacce al minuto. Un elemento inusuale per Adam Sandler che recita solitamente in film con dialoghi con poca volgarità. Situazione invece abbastanza usuale per il produttore esecutivo del film Martin Scorsese che ha due film di cui è regista all’interno della classifica, troviamo difatti in terza posizione The wolf of Wall Street e in sesta posizione Casinò. A dominare le prime due posizioni della lista sono Fuck – il documentario sulla parola F con 857 parolacce (che detiene la media più alta con 9,21 imprecazioni al minuto) e Swearnet: The Movie, film canadese con 935 fuck in 112 minuti.

2. I due registi di Diamanti grezzi sono dei grandi fan di Adam Sandler

Happy Gilmore

Josh e Benny Safdie sono da sempre grandissimi fan della comicità di Adam Sandler e i film dell’attore americano hanno accompagnato la loro adolescenza e la loro crescita. Il primo film a cui i due registi si sono affezionati è stato Happy Gilmore. Per smorzare la tensione sul set i Safdie citavano continuamente i film di Sandler richiamando le battute più note della sua filmografia. Inoltre sia l’attore che i registi sono realmente dei grandi appassionati di basket e improvvisavano delle partitelle sul set assieme alla troupe per unire il gruppo e dare energia a tutti quanti.

1. Diamanti grezzi si conclude con una canzone di un dj italiano

Dopo lo spiazzante colpo di scena che anticipa la conclusione del film (che non spoileriamo), l’avvio dei titoli di coda è accompagnato da una scelta musicale particolarmente curiosa. Il brano scelto per la chiusura del lavoro dei fratelli Safdie è L’amour toujours di Gigi D’Agostino, uno dei più famosi esponenti della dance italiana tra gli anni ’90 e i 2000. La canzone da lui composta – che segna uno dei suoi maggiori successi commerciali – può risultare una scelta spiazzante con la sua melodia pienamente anni ‘90. In realtà è perfettamente inserita nello spirito complessivo del film, sia per il messaggio che porta sia per il fatto che fa da originale corollario alla colonna sonora elettro-psichedelica composta da Oneohtrix Point Never, spezzandone la modernità in favore di un gusto un po’ fuori dal tempo che ben si sposa con la personalità del protagonista.