Deadpool - Cinematographe.it

Nel 2016, Deadpool, l’anti-eroe più irriverente dei fumetti, è approdato sui grandi schermi di (quasi) tutto il mondo generando un particolare interesse presso il pubblico e riscuotendo un inatteso successo per la Fox che, anno dopo anno, ha iniziato a cedere nella battaglia contro Marvel Studios e Warner Bros/DC e che in questo modo ha vissuto nuovamente il suo momento di gloria. Dopo un’introduzione tutt’altro che memorabile nel primo prequel e spin-off di Wolverine: Le Origini, ricoprendo un piccolo ruolo snervante dalla fine ingloriosa, l’eroe poco eroe non adatto alla visione in famiglia ha dovuto aspettare ben 7 anni prima di ottenere il suo film stand-alone che richiamasse a gran voce il personaggio che si era conosciuto tramite i fumetti.

Creato nel 1991 da Fabian Nicieza (testi) e Rob Liefeld (disegni), la pellicola ha incontrato un cammino travagliato che ha poi ripagato in occasione dell’uscita in sala e grazie a dei trucchi che hanno fatto salire l’hype alle stelle. Un film di supereroi che non ha niente a che vedere con quelli che conosciamo e amiamo ma che, in qualche modo, è riuscito comunque a trovare la formula vincente per il successo mantenendo la sua identità creativa e la sua vena spietatamente sarcastica.

Deadpool: il significato del nome

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Il suo nome di battesimo, Wade Wilson, ricalca da vicino quello del corrispettivo personaggio della DC Comics Slade Wilson, che guarda caso viene chiamato Deathstroke nelle sue vesti di eroe. Un omaggio che arriva ai limiti del plagio se non fosse che i due personaggi non potrebbero essere più diversi dal punto di vista caratteriale nemmeno volendo e che, alla fine, condividono semplicemente il mestiere di mercenari e un appellativo similare. Il termine Deadpool è un semplice gioco di parole che riecheggia la sua storia. Se volessimo scomporre la parola otterremmo “dead”, ossia morto, e “pool”, che specialmente in Regno Unito non viene utilizzato solamente per identificare la piscina come siamo soliti pensare ma serve anche per indicare un giro di scommesse.

Nel fumetto, infatti, il suo nome deriva da un gioco degli scienziati dei laboratori di Arma X che scommettevano su quali pazienti sarebbero morti e quali no, una sorta di passatempo in veste di sfida su chi resisterà ai tremendi esperimenti a cui sottoponevano le persone, al quale partecipa anche Wade Wilson. Apparentemente su di lui la procedura fallisce e l’uomo viene così trasferito in una struttura di accoglienza, ribattezzata l’Ospizio, nella quale si compiono esperimenti non autorizzati e dove l’atteggiamento irriverente di Wilson lo rende presto l’eroe degli altri ospiti e allo stesso tempo la cavia preferita del dottore. Ed è proprio in memoria di questi giorni trascorsi all’Ospizio che Wade deciderà di chiamarsi Deadpool, un nome che quindi si è scelto autonomamente ma che gli calza decisamente a pennello. Inoltre, a causa della sua parlantina inarrestabile, egli viene soprannominato Il Mercenario Chiacchierone, in originale The Merc with a Mouth.

Dopo esserci concentrati sul significato del nome di questo pseudo-eroe, andiamo ora a scoprire dieci curiosità che riguardano il suo primo film da solista.

1. Un rating R meritato

Nel corso degli anni, lo script ha subito numerose revisioni, alle quali hanno dato qualche spunto perfino gli stessi coniugi Ryan Reynolds e Blake Lively. Considerate le basi da cui partiva, non si poteva pensare a niente di meno che a un rating R vietato ai minori di 17 anni, data l’irriverenza e la sfacciataggine del protagonista nei fumetti ma all’improvviso, è stata annunciata la decisione di rettificarlo e renderlo PG-13 così da avere una più ampia distribuzione. Questa scelta ha subito riscosso l’ira dei fan che hanno visto l’idea come una mancanza di rispetto nei loro confronti e nella rappresentazione stessa del personaggio: secondo loro, un rating più basso avrebbe inficiato nella raffigurazione di un antieroe scorretto e maleducato. La rabbia non è durata a lungo però, in quanto la produzione ha rivelato che si trattava di un semplice scherzo alla Deadpool per divertirsi alle spese dei fan e, soprattutto, per ottenere pubblicità. Negli Stati Uniti, il film ha ricevuto alla fine un divieto vietato ai minori di 17 anni non accompagnati per la presenza di violenza intensa, linguaggio forte, contenuto di tipo sessuale e nudità evidente, mentre in Cina e Uzbekistan ne è stata addirittura vietata la distribuzione in sala in quanto bocciato dalla censura. In Italia, invece, è stato vietato solo ai minori di 13 anni.

2. Addio quarta parete

Come tutti sanno, una delle caratteristiche principali di Deadpool e che ha contribuito al suo particolare successo è la particolarità di essere cosciente della sua condizione di personaggio dei fumetti. L’anti-eroe è perfettamente consapevole di far parte di questo mondo e questa  cognizione gli permette di abbattere la quarta parete e di dialogare apertamente e senza alcuna limitazione con il lettore, come se fossero compagni di bevute. L’idea deriva da un altro personaggio di casa Marvel, ossia She-Hulk, la quale rappresenta la prima eroina che sa di essere la protagonista di un fumetto e, per questo motivo, si rivolge spesso a chi legge, anche se in maniera decisamente meno colorita rispetto a Deadpool. La scelta di abbattere la famosa quarta parete fu fatta da Joe Kelly nel 1997, nel corso della prima vera testata dedicata al mercenario chiacchierone. In occasione della sua prima apparizione in Wolverine: Le Origini, questa caratteristica di Wilson era stata lasciata da parte, anche perché mal si adattava con lo stile del film, ma ciò aveva comunque generato un certo rammarico presso i fan e che aveva dato adito a innumerevoli critiche. Nel film Deadpool, invece, questa particolarità del personaggio non solo è stata ampiamente sfruttata ma, al contrario, si è rivelata proprio la carta vincente che ha tramutato la pellicola in un trionfo.

3. Riferimenti improbabili ma veri

Considerando la sua caratteristica di saper abbattere la quarta parete, non ci dovrebbe stupire il fatto che all’interno del film si possono trovare diversi riferimenti perfino allo stesso attore protagonista Ryan Reynolds che interpreta Deadpool. Nella sequenza iniziale dell’auto ribaltata, in molti avranno sicuramente notato la copertina del 2010 di People Magazine, proprio quella in cui Reynolds era stato decretato ‘Sexiest Man Alive’. Inoltre, si possono trovare perfino delle citazioni al supereroe Lanterna Verde, che lo stesso attore aveva interpretato nel celebre flop del 2011 che tutti quanti vogliamo dimenticare e che è servito semplicemente a far incontrare Reynolds con la sua attuale moglie. Sempre nella sequenza iniziale, si può notare una foto dell’attore nei panni del famoso eroe della DC Comics all’interno del portafoglio di uno dei criminali malmenati. E questo non è l’unico riferimento all’altro supereroe. Nella scena in cui Wade viene coricato sul banco operatorio per sottoporsi all’esperimento e, prima di sapere come andrà a finire, prega di non fargli un costume da supereroe verde e animato, flebile ma sicura citazione sempre a Lanterna Verde.

4. Un doveroso tributo

Nella lunga sequenza iniziale non ci sono soltanto riferimenti a Ryan Reynolds, ma anche dei veri e propri tributi alle persone che hanno creato Deadpool. Durante questa scena, aguzzando gli occhi, si possono notare alcuni cartelli che indicano Nicieza Street, Fabian Road e Liefeld Street, ossia strade che riprendono i nomi chiamate così in memoria degli autori che hanno creato il personaggio dei fumetti, Fabian Nicieza e Rob Liefeld. Oltre a questi, si possono vedere facilmente anche Miller Street, in relazione al regista Tim Miller che ha creduto nel progetto ed è riuscito a realizzarlo, e alcune strade legate ai cognomi del team degli effetti speciali. Il nome del creatore di Deadpool Liefeld  viene scritto anche sulla tazza da caffè di una delle vittime di Wilson e lo stesso appare di persona (e viene chiamato per nome) nel bar frequentato dei mercenari. Infine, entrambi gli autori sono menzionati per l’ennesima volta nei titoli di coda.

5. Un progetto lungo 16 anni

La realizzazione di Deadpool è stata tutt’altro che lineare e si è estesa nel corso di ben 16 anni di dubbi, cancellazioni e rinvii. Nel Maggio del 2000, la Artisan Entertainment aveva stipulato un accordo con la Marvel Entertainment per co-produrre, finanziare e distribuire una serie di film basati sui personaggi dei loro fumetti, tra cui figurava anche Deadpool. Nel 2004, lo sceneggiatore e regista David S. Goyer aveva iniziato a lavorare sul progetto insieme a Ryan Reynolds per conto della New Line Cinema. Purtroppo però, la 20th Century Fox aveva già cominciato con la trasposizione della saga degli X-Men e, a causa di alcuni conflitti a livello di diritti, non era stato possibile procedere oltre con il progetto. Nell’agosto 2004, Goyer perse definitivamente interesse per il film mentre Reynolds si riteneva ancora fortemente interessato. Nel Marzo del 2005, la New Line Cinema annunciò la vendita dei diritti e quello si rivelò il momento adatto per la Fox per riprendere in mano l’idea di inserire Deadpool all’interno del filone degli X-Men, dando così la parte a Reynolds in occasione dello spin-off Wolverine: Le origini. Dopo il successo del film, la casa di produzione si decise finalmente a mettere in sviluppo uno stand-alone dedicato a Wade Wilson, che però avrebbe ignorato la versione che ne era stata appena data e sarebbe ripartito da zero con una nuova storia. Nel Giugno 2010, Rhett Reese e Paul Wernick vennero contattati per scrivere la sceneggiatura e fu chiesto a Robert Rodriguez di assumere il ruolo di regista. Gli accordi tra quest’ultimo e la Fox non andarono in porto e, dopo aver preso in considerazione tra gli altri Adam Berg, nell’Aprile del 2011, fu scelto Tim Miller come regista del film. Il progetto sembrava ormai aver preso il piede giusto ma, nonostante questo, il semaforo verde arrivò  dalla Fox solamente il 18 settembre 2014 con l’annuncio dell’uscita prevista per il 12 Febbraio 2016.

6. Incassi da record senza precedenti

Inaspettatamente per un film con rating R, Deadpool si è rivelato un incredibile successo di pubblico e ha ottenuto l’approvazione da parte della critica, con 2 candidature ai Golden Globes 2017 come Miglior Film Commedia o Musical e Miglior Attore Protagonista in una Commedia o Musical. Alla fine del suo percorso, la pellicola ha incassato 363.070.709 dollari in Nord America e 419.541.446 dollari nel resto del mondo, per un totale di 782.612.155 dollari, attestandosi come il maggiore successo di tutti i tempi della Fox per i film tratti dai fumetti Marvel. Particolarmente interessante il risultato riscosso in Russia, in cui il film ha stabilito il miglior week-end d’apertura di sempre, incassando 12.3 milioni battendo sorprendentemente il record detenuto da un colosso come Star Wars: Il risveglio della Forza, uscito nei cinema soltanto due mesi prima. Anche negli Stati Uniti d’America, Deadpool ha stabilito un nuovo record, diventando il film vietato ai minori di 17 anni di maggior successo nel week-end d’apertura con un incasso pari a 132.4 milioni e per un esordio totale di 264.7 milioni, dietro solo a Cinquanta sfumature di grigio per quanto riguarda i film con rating R. Chi l’avrebbe mai immaginato?

7. Una campagna marketing anti-convenzionale

Considerato l’esiguo budget di soli 58 milioni, estremamente inferiore rispetto a quello pattuito per qualsiasi altro film su un supereroe, Deadpool ha dovuto puntare tutte le sue possibilità su una campagna pubblicitaria estremamente anticonformista per riuscire a ottenere la stessa visibilità dei concorrenti dei Marvel Studios e degli adattamenti prodotti dalla Warner Bros sulla DC Comics. Attraverso un piano ben orchestrato in cui l’attore protagonista ha efficacemente lavorato insieme alla casa di produzione per promuovere a tutto tondo il film, Deadpool non ha risentito del budget che gli era stato affidato per sostenere la campagna di marketing. Marc Weinstock e Ryan Reynolds hanno usato internet a loro vantaggio e si sono fatti venire in mente dei modi alternativi per dare risalto alla pellicola sui vari social network.

Una delle tante promozioni che sono andate a buon fine è stata la finta rivalità orchestrata tra Reynolds e l’attore Hugh Jackman, che hanno combattuto a colpi di post su Facebook, Twitter e Instagram, generando non solo l’ilarità dei fan ma anche un particolare interesse per il film in uscita. A questa campagna, si è aggiunta l’idea di smerciare la pellicola come una storia d’amore a causa della vicinanza della data di rilascio con il giorno di San Valentino e un’altra in cui sono state utilizzate delle emoticon per descrivere il contenuto del film. E queste sono solo alcune delle innumerevoli idee che sono state messe effettivamente in atto per promuovere Deadpool e senza le quali il risultato al botteghino sarebbe stato sicuramente differente.

8. Quando la buona notizia arriva dai social

Come abbiamo già detto, dopo aver trascorso dieci anni nel girone dell’inferno in attesa di ottenere il sostegno per poter iniziare lo sviluppo del film, nel 2011 Deadpool era finalmente riuscito ad ottenere la luce verde per cominciare con la fase di pre-produzione. In seguito a un decennio di affermazioni contrastanti, in cui Reynolds rivelava prima che la pellicola era in attiva produzione per poi definirla morta e senza speranze il giorno dopo, la Fox ha infine annunciato, a sorpresa di tutti, l’uscita del film per il 16 febbraio 2016 (successivamente spostata al 12 dello stesso mese), senza però avvertire proprio colui che aveva partecipato in maniera così attiva al progetto per tutti quegli anni. Infatti, si dice che Ryan Reynolds non sia stato contattato quando il film ha ottenuto il semaforo verde ma che l’attore l’abbia scoperto come tutti gli altri tramite il web e i potenti mezzi dei social che, alla prima vista dell’incredibile notizia, l’hanno prontamente fatta circolare in giro per il mondo. Certo che, dopo essere stato parte del progetto per quasi due decenni, gli studios potevano dare a Reynolds almeno un minimo di anteprima sulle definitive sorti del progetto ma considerando la natura follemente sarcastica non stupisce più di tanto che perfino i vari collaboratori si comportino in maniera insolente come Deadpool.

9. La quinta volta è quella giusta

Con Deadpool, non era la prima volta che Ryan Reynolds si cimentava nel vestire i panni di un personaggio dei fumetti, bensì l’attore ha avuto la sua bella dose di tentativi, la maggior parte delle volte falliti miseramente. Nel 2004 ha ricoperto il ruolo del detective vampiro Hannibal King nell’ultimo capitolo della trilogia dedicata all’eroe Marvel Blade, intitolato Blade Trinity. Gli incassi del film si rivelarono deludenti e nettamente al di sotto delle aspettative, chiudendo la saga in maniera tutt’altro che appagante. Come abbiamo già detto, l’attore ha poi interpretato il ruolo di Deadpool/Wade Wilson nello spin-off di Wolverine: Le Origini in un ruolo importante per lo svolgersi degli eventi ma, per certi versi, non particolarmente memorabile.

In seguito, nel 2011 Reynolds è stato chiamato a interpretare il celebre supereroe della DC Comics Lanterna Verde nel film diretto da Martin Campbell. La pellicola ha ottenuto un’accoglienza fortemente negativa e, a causa dello scarso successo, ha sconvolto i piani della Warner Bros riguardanti i sequel che la casa di produzione aveva già programmato. Infine, nel 2013, l’attore ha partecipato alla pellicola R.I.P.D. – Poliziotti dall’aldilà, tratto dall’omonimo fumetto pubblicato dalla Dark Horse Comics. Anche questo film non ha avuto un riscontro positivo da critica e pubblico, ma si è rivelato un vero e proprio flop commerciale su tutta la linea, guadagnando un totale di 78 milioni di dollari a fronte di un budget di 130 milioni, arrivando ad essere definito il peggior adattamento di un fumetto dai tempi di Jonah Hex (ed è tutto dire). Per fortuna è arrivato il film su Deadpool a salvare la situazione e a riportare la carriera di Ryan Reynolds sulla giusta carreggiata.

10. Un nome convincente

E infine, concludiamo con una breve curiosità riguardante uno dei personaggi secondari presenti nel film. In Deadpool, il protagonista Wade Wilson ha attirato su di sé la completa attenzione da parte degli spettatori, ma per funzionare a pieno una pellicola ha bisogno anche di comprimari che lo supportino adeguatamente. Nel momento in cui dovevano scegliere i personaggi da affiancare all’interno della storia, gli sceneggiatori Rhett Reese e Paul Wernick hanno preso in considerazione diverse figure tra gli innumerevoli mutanti della scuola di Xavier ma a finire nella lista dei prescelti è stata Testata Mutante Negasonica, non tanto perché i due erano rimasti colpiti dai suoi poteri e dalle sue potenzialità sul grande schermo quanto per il nome estremamente “cool” del personaggio. In lingua originale, la ragazza viene chiamata Negasonic Teenage Warhead e, effettivamente, risulta particolarmente evocativo. Quando si dice che il nome conta più dei fatti.