Cinderella Man -Cinematographe.it

Lavorando su soggetto e sceneggiatura di Cliff Hollingsworth (in collaborazione con Akiva Goldsman), Ron Howard nel 2005 portava alla luce la vera storia di James Walter Braddock, fino a quel momento rimasta più o meno celata nelle pieghe della grande Storia mondiale con Cinderella Man – Una ragione per lottare. Tra realtà storica e finzione non ci sono grandi differenze: mantenendo una certa fedeltà viene amplificato anche il senso emblematico della storia del singolo individuo.

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James Braddock è il pugile amatoriale che ha ispirato Cinderella Man. Iniziando a livello amatoriale, il giovane Braddock sul finire degli Anni 20 diventò molto velocemente un campione di pugilato; a causa di numerosi infortuni che avevano messo a dura prova il fisico dell’uomo, con iterate fratture al volto e, soprattutto, alla mano destra, Jim fu costretto a ritirarsi. Queste cause fisiche si aggiungono al dato economico visto che in piena Grande Depressione l’aspirante pugile doveva anche riuscire ad assicurare una vita dignitosa a moglie e figli. Così, da buon padre di famiglia dell’epoca, Jim si cimentò in molti lavori di bassa manovalanza, sfruttando l’occasione per mettere a riposo la mano destra e rinforzare la mano sinistra. Quando, per puro caso, nel 1934 si trovò a sfidare il colosso della boxe John Griffin tutti lo davano per sconfitto, considerando l’incontro come una pura formalità: questo rese ancora più eclatante la sua vittoria, aprendogli in seguito le porte per la rapida rincorsa verso il titolo mondiale dei pesi massimi.

Così, l’eroico protagonista di Cinderella Man in breve tempo conquista il titolo di campione mondiale dei pesi massimi, diventando famoso al pubblico proprio con il soprannome eponimo per questa sua figura di atleta alla riscossa, di “Cenerentolo” che trova il riscatto agli occhi del mondo intero. Il giovane ragazzo di origini irlandesi cresciuto tra le strade di Hell’s Kitchen e con il sogno d’infanzia di affermarsi nel mondo del football trova il riscatto sociale, morale e, non ultimo, sportivo in questo titolo da boxeur guadagnato anche con le indicazioni ricevute dallo storico manager Joe Gould. La ritrovata ascesa di Braddock dura almeno fino al 1937, anno in cui il protagonista di questa storia ormai trentaduenne sfida il ben più giovane Joe Louis: l’esito non porta sorprese e la discesa della carriera di Jim ha inizio. Nel 1942 si svolge l’ultimo incontro che lo vede protagonista, contro il gallese Tommy Farr, poi il ritiro, al seguito del quale si arruolò nelle forze armate in piena Seconda Guerra mondiale nello stesso anno.

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Russell Crowe interpreta il pugile e padre di famiglia Jim Braddock in Cinderella Man. Russel Crowe presta il volto all’eroe Cinderella Man divenuto agli occhi della società e degli spettatori un simbolo di riscatto, di una rivincita che finalmente premia il duro lavoro e il sacrificio di un animo buono e onesto. Ron Howard rispetta la biografia originale, approfittandone appunto per sottolineare questo aspetto quasi fiabesco della storia di Jim Braddock: uomo di fatica, padre di famiglia, indefesso sognatore e perseverante nell’inseguimento del suo sogno. Ron Howard si avvale della possente fisicità di Crowe per ridare notorietà a un personaggio poco conosciuto ma che è riuscito a far confluire su di sé – abbastanza involontariamente – le speranze di un intero popolo che mai come negli Anni 30 ha dovuto mettere in discussione i maggiori punti di orgoglio e di identità nazionale.  Cinderella Man diventa così una favola di un passato non troppo lontano e con una valenza ideale che sconfina al di là di ogni confine cronologico.

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