Apostolo: la spiegazione del film Netflix

Gareth Evans dirige Dan Stevens in Apostolo, un film horror dark dove convivono elementi mitologici pagani e diverse metafore cristiane, la nostra spiegazione!

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Con l’arrivo di Halloween c’è bisogno di un film per stomaci forti e a tinte particolarmente gotiche (per questo volendo c’è anche Hold The Dark su Netflix) per questo c’è Apostolo (dal titolo originale Apostle) con Dan Stevens. Nel nuovo film horror Netflix diretto da Gareth Evans, Dan Stevens (che l’avevamo visto nei panni de La Bestia in La Bella e la Bestia) interpreta Thomas Richardson, un uomo tormentato che va a salvare sua sorella da un culto religioso in un’isola remota e quasi dimenticata dal mondo. Guidato da un profeta autoproclamatosi tale chiamato Malcolm (Michael Sheen), il culto degli isolani adora una misteriosa divinità che vive sull’isola, ma dopo una serie di raccolti consecutivi falliti e il bestiame morto misteriosamente gli abitanti hanno spinto le loro risorse fino a un tragico punto di rottura.

Il trailer ufficiale di Apostolo di Gareth Evans

In Apostolo, Thomas inizia a setacciare da cima a fondo l’isola e a conoscere i suoi oscuri segreti. Nel frattempo, la giovane coppia devota Jeremy (Bill Milner) e Ffion (Kristine Froseth) cercano di trovare un modo per stare insieme sotto gli stretti principi del culto – uno sforzo che finisce in un’immane tragedia e getta un’infinita discordia tra i fondatori dell’insediamento.

Mentre Thomas cerca un modo per liberare sua sorella, il caos si intensifica e gli eventi che si mettono in moto sono sempre più incalzanti e ci conducono direttamente al finale di Apostolo. Analizziamo insieme la strana mitologia del film, il dio presente nel cuore di Erisden e mai totalmente conclamato e soprattutto l’ambiguo finale del film.

La recensione di Apostolo

Il dio di Erisden e il culto dell’isola, la nostra spiegazione

Apostolo, cinematographe.it

Per la maggior parte del film di Gareth Evans questa strana entità viene appellata con il solo “Lei”, non sappiamo qual è il suo nome e anche nei titoli di coda del film viene designata come Lei. Questa divinità appare come una donna dalla pelle pallida con una grande fame di carne e sangue. Quando i fondatori del culto – Malcolm, Frank (Paul Higgins) e Quinn (Mark Lewis Jones) – arrivarono sull’isola dopo essere fuggiti dalle persecuzioni per le loro estreme convinzioni, Quinn scoprì pitture rupestri sull’isola che rivelarono la natura del dio e come lei agiva. I dipinti erano contrassegnati con la parola “Esodo” – un riferimento tipico alla classicismo della Bibbia in cui Mosè conduce il suo popolo fuori dalla schiavitù verso la terra promessa. Non è chiaro chi abbia realizzato questi dipinti, ma l’implicazione è che il popolo di Erisden non è il primo ad arrivare sull’isola e ad adorare questo dio.

In tutto Apostolo, i dipinti mostrano che il dio è adorato durante un incendio e ha ricevuto numerose offerte sacrificali in cambio di abbondanti raccolti, ma i tre uomini hanno reso totalmente perverso questo rituale tenendo prigioniero il dio e alimentandolo forzatamente con un imbuto, trattandolo essenzialmente come un mera macchina riproduttiva. Di conseguenza, i raccolti dell’isola sono stati avvelenati e i loro animali non avranno più della nascite ritenute tali, spingendo la comunità sull’orlo della fame (in una scena si vede una pecora che partorisce un cucciolo morto). Credendo che il problema sia la natura dei sacrifici (piuttosto che il modo in cui vengono offerti), Malcolm ha iniziato a offrire il suo sangue umano invece di sangue animale, ma Quinn crede che tuttavia si debba iniziare a sacrificare la gente per saziarla.

Il dio sembra avere due forme: una che è tenuta prigioniera in un granaio alimentato da sangue e interiora, e un’altra che vaga per l’isola in cerca di cibo, ma è stata resa debole dalla prigionia. All’inizio del film vediamo che il culto applica la pratica rituale del salasso, con ciascuno dei devoti che riempie un vaso con il sangue e lo mette fuori dalla porta della camera da letto di notte come offerta al dio. Quando Thomas taglia accidentalmente un dito e versa alcune gocce di sangue, il dio appare sotto le assi del pavimento, cercando disperatamente di raccogliere qualche goccia di sangue. Il dio nel granaio è amministrato da una creatura chiamata Grinder, il cui volto è coperto da un cesto di vimini.

Thomas incontra per la prima volta il dio nella sua seconda forma mentre lo insegue attraverso una fogna piena di sangue che conduce nella caverna con i dipinti, ed è comprensibilmente terrorizzato da lei. Tuttavia, alla fine del film i due sono entrati quasi in simbiosi.

Il finale di Apostolo, ovvero il dio si fa carne, di nuovo!

Apostolo, cinematographe.it

E così arriviamo dritti al finale di Apostolo. Dopo un fallito tentativo di liberare sua sorella, Thomas si sveglia nella stalla per scoprire che Grinder lo ha agganciato (letteralmente, scena davvero per stomaci forti) a una terribile macchina progettata per macinare carne per la dività. Mentre Grinder usa una manovella, Thomas viene trascinato nelle “fauci” della macchina, e alla fine le dita di una delle sue mani sono schiacciate. Tuttavia, questo gli offre un’opportunità di fuga, ed è in grado di liberarsi e uccidere Grinder.

Thomas si avvicina al dio, che gli sorride e gli sussurra qualcosa in una strana lingua: “Oh quanto ti ho aspettato, figlio mio”. Si inginocchia davanti a lei e lei gli afferra la testa, con piccole spine che sporgono dalla punta delle dita e gli penetrano le tempie. Quando Thomas riapre gli occhi, sono pallidi, come i suoi, a indicare che è diventato un suo schiavo. Poi gli ordina di liberarla, così prende una lanterna e la getta nel legno secco del letto in cui è imprigionata, inghiottendola tra le fiamme – proprio come il dipinto nella caverna. L’incendio si diffonde rapidamente attraverso le piante che collegano la sua prigione al resto dell’isola, e l’intero insediamento inizia a prendere fuoco. L’altra forma del dio massacra le guardie di Malcolm nei boschi, impalandoli sugli alberi.

Nel frattempo, Quinn ha catturato la sorella di Thomas – Jennifer (Elen Rhys) e la figlia di Malcom Andrea (Lucy Boynton) – rivelando così il suo disgustoso piano: tenerli come schiavi sessuali personali e dare da mangiare i bambini che portano in grembo al dio in cambio del totale restauro dell’isola. Thomas arriva sulla scena inizia un feroce combattimento con Quinn, in cui Thomas viene ferito gravemente. Jennifer e Andrea riescono ad liberarsi da una catena, grazie al fucile e l’avvolgono intorno attorno al collo di Quinn, questo servirà per trascinare il pazzo adepto per terra mentre Thomas tiene il coltello nel petto di Quinn – uccidendolo.

Il resto dei seguaci del culto sono fuggiti verso le barche vicino al piccolo porto dell’isola, così Thomas, Jennifer e Andrea fuggono dal villaggio in fiamme per unirsi a loro. Tuttavia, Thomas diventa sempre più debole vista la grande perdita di sangue e alla fine collassa vicino a un albero in cima alla collina. Dice alle donne di andare avanti senza di lui, e dopo uno straziante addio alla sorella, l’uomo cade a terra. Mentre raggiungono l’ultima barca a remi disponibile, un urlo arriva dall’isola e una parte della scogliera esplode in un fiume di fuoco e sangue. Andrea scoppia in lacrime durane la partenza della barca.

Sulla scogliera, Thomas sta sanguinando copiosamente quando Malcolm, ferito alla spalla dopo essere stato colpito da Quinn, si avvicina. Insieme, guardano la nave che trasporta gli ultimi seguaci del culto, salpare dall’isola. Thomas guarda in basso e vede che dove goccia il suo sangue una pianta sta rapidamente crescendo. Alza lo sguardo su Malcolm, che gli sorride in silenzio (ma sapendo del profondo significato dell’accaduto). Thomas cade completamente sull’erba e alcune piante iniziano a crescere dal terreno attorno a lui. Iniziano a trapassargli il collo e il viso e si avvolgono lentamente sotto la sua pelle, dopodiché i suoi occhi diventano vitrei. Sentiamo ancora una volta il dio dire, nella sua lingua, “Oh quanto ti ho aspettato, figlio mio” e poi partono i titoli di coda del film. Non è reso ovviamente del tutto esplicito, ma l’unica spiegazione è che Thomas è ora diventato una sorta di guerriero per il dio e vivrà in una forma simile dando nuova linfa al culto isolano (e chissà magari anche spazio al sequel di Apostolo).

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