5 è il numero perfetto Cinematographe.it

Cresce l’attesa e la curiosità di vedere l’esordio registico del fumettista e scrittore Igort (Igor Tuveri) che ha trasformato Toni Servillo nel protagonista di un noir a fumetti che si aggira tra i vicoli e i quartieri nebulosi di Napoli in cerca di vendetta. Per la prima volta al Comicon 2019 è stata svelata la sequenza iniziale di 5 è il numero perfetto, trasposizione dell’omonima graphic novel (edita da Coconino Press nel 2002) scritta e disegnata da Igort, autore tra gli altri anche di Quaderni Giapponesi.

Toni Servillo è irriconoscibile con un naso molto pronunciato e completamente calvo

Nei primi sei minuti del film vediamo la macchina da presa muoversi tra i vicoli di una Napoli anni ’70, completamente deserta e bagnata dalla pioggia battente. Fin da subito vediamo il protagonista di questa storia Peppino Lo Cicero, tutto vestito di bianco come Humphrey Bogart in Casablanca, con tanto di cappello e impermeabile. Tra carrellate e soggettive troviamo Toni Servillo ancora una volta trasformato, irriconoscibile con un naso molto pronunciato e completamente calvo. Il personaggio protagonista di 5 è il numero perfetto è un comune guappo, un sicario esecutore ormai fuori servizio che però sarà costretto a impugnare ancora una volta una pistola per vendicare la morte del figlio. In queste scene iniziali vediamo il suo camminare sotto l’acqua scrosciante per andare dal Gobbo, un personaggio che gli propone alcune rivoltelle tra cui scegliere l’arma che più si addice a lui.

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Al centro di 5 è il numero perfetto c’è il concetto di nostalgia o come direbbero i giapponesi del Mono no aware un tipo di estetica prettamente orientale utilizzata per descrivere l’intrecciarsi degli elementi naturali con i sentimenti dei personaggi, ha raccontato Igort. “I giapponesi la ritrovano anche nel cinema di Ozu o Naruse, autori a cui mi ispiro. Quanto parlavo con Toni Servillo eravamo d’accordo nel dire che dovevamo raccontare i personaggi come se fossero due vecchi cavalieri in arnese che si ritrovano, e che hanno l’urgenza di tornare in pista. C’è questa malinconia di base perché non sanno se ce la faranno, ma ce n’è uno, Peppino Lo Cicero, che deve farlo assolutamente perché gli hanno ammazzato il figlio, e l’altro Toto Macellaro che ci si trova in mezzo, che lo deve affiancare perché è il suo vecchio compare di missioni per la Camorra. Questa idea era di per sé crepuscolare, e c’è la consapevolezza che questi vecchietti sono molto piccoli. Io adoro i registi italoamericani, Scorsese tra tutti, ma i suoi boss sono dei geni, persone che muovono le cose. Io invece volevo fare una storia al contrario, di due gangster di periferia, due gregari, due che andavano a uccidere, ma che non sono mai stati e mai saranno due capi”.

5 è il numero perfetto: il cast del film

Toni Servillo si presta ancora al trasformismo per interpretare un personaggio dei fumetti dal grande spessore, un antieroe dai tratti dell’uomo comune. Al suo fianco troveremo Carlo Buccirosso e Valeria Golino che interpreta una donna decisa innamorata di Lo Cicero. Sul lavoro degli attori Igort ha parlato solo di grande commozione: “Quando vedevo le parole attraversate dalla carne, un attore recitare la sceneggiatura e dargli vita io non riuscivo a trattenere lacrime”.

La fotografia del film è curatissima ed è realizzata da Nicolaj Bruel (Dogman), tra contrasti e chiaroscuri oltre che al viraggio dal sapore vintage, l’immagine riproduce i disegni rigorosi e dai tratti orientali di Igort sul grande schermo. 5 è il numero perfetto è atteso tra la fine di agosto e i primi di settembre, vedremo forse il film al prossimo Festival del cinema di Venezia?

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