Jojo Rabbit ciematographe.it

In corsa agli Oscar 2020 come Miglior film, Jojo Rabbit di Taika Waititi arriva nelle sale italiane a partire dal 16 gennaio. Una commedia grottesca che sa ritagliarsi anche spazi drammatici molto efficaci, dalla scrittura, regia e interpretazione tra le migliori degli ultimi anni. Un piccolo capolavoro che sa parlare di temi atroci con un’ironia dissacrante e che sa spingersi verso i confini del politicamente (s)corretto senza sfociare mai nel cattivo gusto. Non certo una missione facile, per il regista di Thor: Ragnarok che firma anche la sceneggiatura e si mette in gioco nell’interpretazione della spalla del protagonista, dalle sembienze niente di meno che di Adolf Hitler.

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Uno degli elementi più travolgenti di tutto il film è senza dubbio la colonna sonora, che alterna brani pop-rock alle musiche originali di Michael Giacchino. Le voci dei Beatles, di David Bowie e Tom Waits commentano, così, le avventure del piccolo coniglio della Hitler-Jugend e la sua crescita dolorosa in una Germania devastata ideologicamente e materialmente dal Nazismo. Si può dire, inoltre, che la musica ha in Jojo Rabbit un ruolo che va al di là del “semplice” commento musicale: è la rappresentazione stessa della libertà e del colore che sopravvivono sotto le ceneri di una popolazione bruciata dalla propaganda dell’odio, che non vede – però – l’ora di riprendere a scatenarsi in una danza di pura gioia.

Tra Bowie e i Beatles nella colonna sonora di Jojo Rabbit

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Dando per assodato il tono surreale con cui Waititi racconta la storia di Johannes “Jojo Rabbit” Betzler (interpretato dall’esordiente Roman Griffin Davis), è chiaro che la colonna sonora non segue una coerenza cronologica con i fatti raccontati. Si possono riconoscere, infatti, alcuni interpreti della musica rock piuttosto successivi alla Seconda Guerra Mondiale, quali i Beatles, David Bowie e Tom Waits. Dei Fab Four, in particolare, è stata scelta la versione tedesca – registrata il 4 febbraio 1964, in piena Guerra Fredda – di I want to hold your hand, intitolata Komm, gib mir deine Hand. Questa registrazione, decisamente meno nota del’originale, apre il film e dà il benvenuto allo spettatore.

Un discorso analogo vale per Helden, versione tedesca di Heroes di David Bowie. Taika Waititi decide di chiudere il suo film con una citazione musicale a dir poco perfetta: Heroes di Bowie fu, infatti, scritta – insieme a Brian Eno – durante il periodo berlinese del cantante britannico ed è un inno di resistenza e rinascita. I due amanti che si baciano “by the wall” descritti nel brano, sono un’immagine molto importante per la cultura di quegli anni (il singolo fu pubblicato nel 1977, 12 anni prima della caduta del Muro). Così come l’amore di quei due innamorati anonimi riesce a fiorire “eroicamente” nonostante i i confini fisici e politici che li separano, analogamente anche il nazista Jojo e l’ebrea Elsa (Thomasin McKenzie) riusciranno a creare un legame che sopravviverà alla fine della guerra, anche quando tutto il resto è stato distrutto.

Il brano I Don’t Want to grow up di Tom Waits (coverizzata anche dai Ramones nel 1995) commenta una delle sequenze più divertenti di tutto il film: l’allenamento nel campo estivo della Gioventù Hitleriana. Il titolo stesso giustifica la scelta della canzone all’interno della colonna sonora del film: come cantato da Waits, il protagonista resta attaccato al suo essere bambino e alle idee inculcate nella sua giovane e permeabile mente. Chiaramente, tutta la sua storia è il racconto di come, crescendo, riuscirà ad abbandonare questa zavorra intellettuale e a ragionare con la propria testa.

Jojo Rabbit: Scarlett Johansson e le canzoni di Ella Fitzgerald

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Tra i momenti salienti di Jojo Rabbit, c’è senza dubbio il bel dialogo tra il piccolo protagonista e sua madre, Rosie (Scarlett Johansson). In questo momento la donna cerca di comunicare al figlio il proprio spirito libero dall’ideologia nazional-socialista, esprimendo la sua voglia di libertà nell’atto della danza. Questo tema ritornerà più volte nel corso del film ed è sempre accompagnato da brani in grado di rievocare atmosfere affascinanti. Tra questi, senza dubbio c’è la grandissima Ella Fitzgerald con la sua The Dipsy Doodle.

Più malinconica, ma ugualmente evocativa è Mama di Roy Orbison – brano meno noto dell’autore del brano cult Pretty Woman.

Jojo Rabbit: la colonna sonora originale di Michael Giacchino

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Oltre ai brani di repertorio, Jojo Rabbit presenta anche una parte di colonna sonora originale, firmata da Michael Giacchino. Compositore della musiche di Alias e Lost, molto amato da J.J. Abrams che l’ha chiamato anche per Into Darkness – Star Trek (2013), Giacchino è legato all’Italia sia dalle origini, sia dalla cittadinanza onoraria di cui è stato insignito a Caccamo, in Sicilia. Giacchino è autore anche delle musiche di diversi film della Disney Pixar prodotti negli ultimi anni e ha mosso i primi passi artistici nella composizione di colonne sonore per videogiochi, esordendo con il commento musicale di Il mondo perduto – Jurassic Park. In particolare, la collaborazione con la Pixar ha portato molta fortuna al compositore, facendogli vincere addirittura un Oscar nel 2010 per la colonna sonora di Up.

Jojo Rabbit è distribuito in Italia da 20th Century Fox.

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