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Siamo l’era di TripAdvisor. L’era delle recensioni, dei giudizi su qualsiasi prodotto e qualsiasi locale in cui andiamo. Siamo anche l’era dei raccomandati che, a ben vedere, è da sempre imperitura e impossibile da sconfiggere. È dall’unione, acuta e intelligente, di queste due realtà inevitabili che Roberto Lipari, insieme sulla sceneggiatura a Ignazio Rosato, Paolo Pintacuda, Roberto Anelli e al regista Gianni Costantino, arriva al cinema, comico passato dalla tv, al web e giunto ora fino alla sala. Tuttapposto è la commedia giovanile che della tecnologia fa virtù, mentre condanna – e punisce – quei vizi che troppo spesso si preferisce pensare come impenetrabili da poter cambiare.

Un’opera perspicace, che non solo affianca la cronaca della quotidianità nostrana – il caso di corruzione e turbativa d’asta all’ateneo di Catania -, ma rispecchia vicende e sentimenti in cui tantissimi, giovani e meno giovani, potranno ritrovarsi, fotografando un microcosmo, come quello universitario e riportandone le ingiustizie con occhio critico, mai esente dal divertimento.

Tuttapposto: la meritocrazia in Italia passa per le app

tuttapposto, cinematographe.it

Roberto Lipari – che sceglie di sublimare quella carriera umanistica che gli era stata sconsigliata negli anni di studio dando al protagonista, studioso di filosofia, il suo stesso nome – è un raccomandato. Non solo nella carriera universitaria, ma sotto ogni aspetto della sua vita. Data la forte influenza del padre Ruggero (Luca Zingaretti), rettore dell’ateneo frequentato dal ragazzo, nulla sembra ostacolare i giorni da studente di Roberto, tra compagni costretti a comprare voti per passare l’esame e professori assenti da anni nelle aule dell’edificio. Sarà dopo l’incontro con Irina (Viktoriya Pisotska) che il giovane deciderà di ribellarsi alla sua via preferenziale, inventando un’app con cui valutare il rendimento dei professori e cercando di eliminare qualsiasi forma di favoritismo.

La meritocrazia sembra un’utopia in Italia, come utopica sembra l’opportunità di realizzare una commedia semplice eppure sorprendentemente efficace come quella messa in piedi da Roberto Lipari, assieme alla regia di Gianni Costantino. Eppure, attingendo dalle sfortune che ogni studente deve aver affrontato almeno una volta nel suo percorso accademico, Tuttoapposto supera la prova finale e si conferma un piccolo prodotto sagace in grado di parlare a tutti. Perché è certamente dei giovani la rivolta che l’app del film scatena, ma è ancor più l’importanza della fiducia tra generazioni che ispira la riuscita della pellicola, in uno scambio tra adulti che non dimenticano cosa significa voler cambiare il mondo e ragazzi che sono disposti a tutto per farlo.

Tuttapposto: tra università e TripAdvisor, la commedia da trenta e lode

tuttapposto, cinematographe.it

Oltre al dialogo che Tuttapposto instaura tra le due fasce identitarie, sempre argomentandolo con le cartucce della commedia, il valore del lavoro di Lipari e Co. sa articolarsi in più nella capacità, per nulla banale da sottolineare, di aver saputo collegare insieme la modernità di una realtà imprescindibile come quella delle app e la (a)normalità della vita universitaria. È, infatti, qualità di pochi quella di saper coniugare talmente bene delle innovazioni nella nostra vita ormai scontate, ma che appena entrano in collisione con la cinematografia del nostro Paese sembrano inevitabilmente scadere nel ridicolo o nella forzatura. Nell’invenzione, invece, del film i suoi autori trovano la chiave ideale per raccontare il cambiamento attraverso il linguaggio giovanile e il ribaltamento che si crea, spesso, alla base del potere, in una riflessione che non esige mai di elevarsi al di sopra dei propri toni da film leggero, ma che aggiungono una lode a quel trenta già ampiamente meritato.

Ai tempi delle cinque palline come metro di valutazione e di vecchie regole universitarie che è bene il momento di scardinare, Tuttapposto fa di Roberto Lipari la voce della rivoluzione nell’epoca della tecnologia. E, l’unica raccomandazione che possiamo dargli e darvi, è quella di andare a vederlo al cinema.

Tuttapposto, prodotto da Trump Limited, sarò in sala dal 3 ottobre, distribuito da Medusa film.

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