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“Il libro non parla di nulla, ma di se stesso. Non ha intenzioni allegoriche, attuali, morali, religiose o politiche. Non si tratta di guerre moderne” disse John Ronald Reuel Tolkien in un’intervista del 1968. Tra gli appassionati della saga de Il Signore degli Anelli c’è molta attesa per Tolkien, il biopic di Dome Karukoski che racconta la vita del celebre scrittore che ha inventato la tanto amata Terra di Mezzo.

Il regista finlandese ha scelto Nicholas Hoult (About a Boy ‑ Un ragazzo, Mad Max: Fury Road) per interpretare il protagonista, questo giovane studioso che sopravvive a un’infanzia difficile e alla guerra per diventare uno degli autori fantasy di maggior successo. Lily Collins (Ted Bundy ‑ Fascino criminale, Fino all’osso) è Edith Bratt, l’amore della sua vita e suo punto di riferimento. Una serie di flashback raccontano gli avvenimenti fondamentali che hanno contribuito a tratteggiare l’immaginario suggestivo e unico di Tolkien con visioni e illusioni dall’aspetto reale. Si delinea così un dramma personale che incontra una storia d’amore romantica, con due attori in sintonia tra loro e con i propri personaggi.

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Tolkien mette in parallelo la vita dello scrittore con la creazione di una delle saghe fantasy più complesse e iconiche di sempre

Il film inizia con un J.R.R. Tolkien nei panni di un secondo luogotenente delirante con la febbre e sull’orlo dello sfinimento nel bel mezzo della battaglia della Somma, durante la prima guerra mondiale. Il fuoco nemico assume la forma del respiro di un drago e l’immaginazione prende il comando, ma poi si torna a una cruda realtà di sangue, fango e dolore. La genesi della compagnia dell’anello avviene nella vita reale con Tolkien e tre suoi carissimi amici che condividono con lui ogni momento. Crescono insieme e si confrontano su vari argomenti, mentre il regista prova a collegare la realtà con la fantasia, ricercando un parallelismo narrativo che però risulta debole e incompleto. Il film, infatti, è ben recitato e mostra una fotografia maestosa, ma è privo di sostanza.

L’evoluzione del fenomeno letterario nella mente dell’autore è appena accennata, anche se il materiale per fare qualcosa di diverso c’era sicuramente. L’ispirazione artistica in relazione alle esperienze di vita che hanno formato il giovane Tolkien non vengono approfondite abbastanza.

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Tolkien è un film dolce e spensierato, ma poco coraggioso

Scritto da David Gleeson e Stephen Beresford, Tolkien è un film che trasmette una dolce innocenza e spensieratezza, ma non convince pienamente a causa di una mancanza di coraggio dal punto di vista creativo. La scena si muove dalla trincea ai luoghi accademici alla scoperta delle varie sfumature di una figura geniale della letteratura mondiale, puntando molto su una fotografia suggestiva e moderna e una colonna sonora delicata e avvolgente. Eppure, la struttura è quella di un biopic molto tradizionale, mentre la storia in quanto tale richiedeva una maggiore incoscienza.

Presentato in anteprima al Giffoni Film Festival 2019, Tolkien sarà nelle sale italiane a partire dal 26 Settembre 2019 con 20th Century Fox, e anche coloro che non sono legati in particolar modo alla Terra di Mezzo potrebbero apprezzare il film. Nel cast sono presenti anche Colm Meaney, Derek Jacobi, Craig Roberts, Harry Gilby e Laura Donnelly.

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