The Lost Dinosaurs: recensione del film di Sid Bennett

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In The Lost Dinosaurs uno sperimentato gruppo di esploratori della British Cryptozoological Society va nella giungla del Congo per scoprire cosa c’è di vero sugli avvistamenti di un plesiosauro. Il capo della spedizione è il noto Jonathan Marchant, supportato dal suo braccio destro Charlie. In Africa sono affiancati da Amara che ha il compito di portarli nella zona desiderata. Jonathan, però, scopre con sorpresa che il suo ribelle figlio adolescente Luke – appena espulso da scuola – si è intrufolato a bordo dell’elicottero con dei materiali interattivi celati dentro il proprio zaino.

The Lost Dinosaurs rappresenta il “classico” lavoro d’avventura a medio budget altamente insostenibile.

Girato in forma di mockumentary, il film riprende impunemente sul piano narrativo Jurassic Park di Steven Spielberg, “oltraggiando” pesantemente il pubblico spettatore. Un complesso anonimo di attori, degli effetti speciali di dubbia qualità e una fotografia ampiamente scolastica incentivano l’astio – ma anche no – dei patiti più sensibili del genere. L’unico metro di giudizio valido e possibile è quello di osservare il film nella maniera più distaccata e superficiale possibile, omologandolo a un prodotto esclusivamente trash che non ha nulla di salvabile se non la brevissima durata.

Sid Bennett innesca involontariamente(?!) una “bomba ad orologeria” pronta a scoppiare sui malcapitati spettatori, vittime di un prodotto assolutamente scadente; non basta l’inserimento di un tratto drammatico – il rapporto conflittuale padre-figlio – a rendere The Lost Dinosaurs un film contemplabile. Lesinare i dialoghi per dar maggior risalto a dei discutibili effetti speciali su un film principalmente d’avventura, rappresenta l’errore più grossolano che un regista cinematografico possa commettere.

Anche l’incomprensibile sofisticatezza del montaggio – un film che si compone per la maggior parte di frammenti di trasmissioni televisive o di registrazioni di videocamere – non aiuta ad “ammortizzare” la negatività di cui la pellicola è composta. The Lost Dinosaurs è sostanzialmente un film promotore della tecnologia.

Bennett eccede, e senza volerlo – ma il dubbio sull’intenzionalità c’è – presenta un film inadeguato per essere accessibile sul grande schermo, capace di snaturarlo completamente.

La totale sostituzione della narrativa attraverso l’impiego “della comunicazione interattiva via cam” convince poco o nulla. La pochezza che si evince da questo prodotto è percepibile dall’inizio alla fine; Bennett palesa insufficienza stilistica su tutti i fronti, non riuscendo minimamente a dar consistenza al film. The Lost Dinosaurs ingloba a sé un concentrato di fattori negativi tali da indisporre totalmente lo spettatore; “l’indigesto” miscuglio fra “avventura preistorica” e horror – indecente il lieve rimando a Blair Witch Project – attuato dal regista compromette la naturalezza di una pellicola già traviata dal principio; inadeguata la scelta, inverosimile il risultato, il film è troppo pessimo per essere vero; l’osservanza di questo guazzabuglio filmico “saccheggia” tempo prezioso a qualsiasi cinefilo, indisponendolo totalmente.

The Lost Dinosaurs – senza volerlo – ottiene la “nomea” di scult, “appassionando” – eufemismo grottesco – quel “filotto” di patiti dell’underground alla costante ricerca dell’orrido.

Altra impudenza – dimostrativa quanto basta – è la scelta  di Bennett nel glissare, al suo esordio su lungometraggio, ogni forma di sinergia con  qualsiasi sceneggiatore pronto e motivato. Ogni intuizione di Bennett appare non solo forviante ma anche autolesionista; quel che è certo è che The Lost Dinosaurs è un lavoro completamente da dimenticare, sotto tutti i punti di vista.

The Lost Dinosaurs è un film scritto e diretto dal regista Sid Bennett. Nel cast Matt Kane, Natasha Loring, Peter Brooke, Richard Dillane, Stephen Jennings.

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