The Equalizer 3 – Senza Tregua: recensione del film con Denzel Washington

Il terzo capitolo della saga arriva il 30 agosto, a 5 anni di distanza da The Equalizer 2 - Senza perdono

Alla ricerca continua di una redenzione da un passato violento, alla ricerca di pace, di una tranquillità avulsa dall’ingiustizia perseguitante; Antoine Fuqua e Denzel Washington chiudono la trilogia tratta dalla serie televisiva anni ’80, Un giustiziere a New York, con The Equalizer 3 – Senza Tregua, una nuova battaglia tutta italiana per l’ex agente governativo Robert McCall. Il regista e l’interprete di Training Day, dopo aver lavorato con attori del calibro di Pedro Pascal, Bill Pullman, Melissa Leo e Chloë Grace Moretz nei due precedenti capitoli, si trovano questa volta in compagnia di un discreto numero d’italiche maestranze oltre che di quella stessa Dakota Fanning che nel 2004, a soli 10 anni, aveva già consacrato il proprio talento recitando al fianco dello stesso Washington in Man on Fire – Il fuoco della vendetta. La pellicola che chiude la saga, sceneggiata da Richard Wenk esattamente come le due precedenti, vede la produzione di Sony Pictures ed Eagle Pictures.

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The Equalizer 3: Mccall sfida la camorra

The Equalizer 3 cinematographe.it

L’ex agente governativo Robert Mccall, in seguito alla drammatica perdita di The Equalizer 2 – Senza perdono, prosegue la sua fuga dalla brutalità del proprio passato e giunge questa volta in Italia dove, ancora una volta, fin dalla prima sequenza, rende chiara la propria continua propensione verso la difesa di una giustizia ormai latente. Lo troviamo inizialmente sulle coste Siciliane dove, apparentemente per caso, sgomina da solo un’intera cellula criminale bloccandone i traffici di droga, in qualche modo connessi con alcune fazioni dell’estremismo islamico.

Dopo un’incipit in pieno stile Equalizer il protagonista, ferito, si ritrova nella splendida cornice della Costiera Amalfitana, presso Montesanto, una ridotta e fittizia comunità che da subito lo accoglie e lo accudisce, grazie al fondamentale intervento di Enzo (Remo Girone), che gli apre le porte di casa, del maresciallo del paese Gio (Eugenio Mastrandrea) e della bella Aminar (Gaia Scodellaro).
Presto il freddo e letale McCall si rende conto, però, delle iniquità che serpeggiano tra le strade della quieta cittadina, facendo la conoscenza del giovane Marco Quaranta (Andrea Dodero) e del fratello Vincent (Andrea Scarduzio), boss che da Napoli controlla l’intero paese. L’immancabile cronometro di Robert non si ferma neanche dove quell’illusoria serenità lo convince tanto da affezionarsi ardentemente alla piccola realtà e ai suoi cordiali ed ospitali abitanti e l’annientamento di ciò che minaccia tale serenità è, per lui, l’unica soluzione percorribile.

A dargli man forte e a seguire parallelamente le connesse indagini sul terrorismo islamico, ora che McCall si ritrova nuovamente orfano dei suoi fidati compagni del passato, vi è la giovane e determinata Emma (Dakota Fanning), con la quale si scoprirà una particolare affezione ancorata ai ricordi.

L’action che si fa introspettivo

Denzel Washington cinematographe.it

Chi sia realmente Robert McCall è il dilemma che per l’intera trilogia trapela dalle labbra di ogni sua vittima e non solo. Lo scarto che avviene con il 3° capitolo è un’evidente cambio di rotta e di predisposizione drammaturgica: l’azione non è mai stata fine a sé stessa ma si è sempre arrogata il diritto di impadronirsi di quello spazio e di quel tempo, ripetutamente scandito dallo scorrere dei secondi su un orologio. Il personaggio decide qui di allentare qualche bottone, di indossare il giusto cappello e di aprirsi maggiormente al pubblico, di mostrarsi come umano, come essere imperfetto in cerca di un soddisfacimento introspettivo e di una riscoperta dei propri sentimenti. Egli, metodico e preciso nel suo uccidere a sangue freddo, sembra riscoprire un affetto quasi dimenticato, ragionando su un domani un tempo inesistente e bramandolo dominato da una totale armonia di spirito; anche la stessa guerra scatenata ai danni della camorra, è per lui un’esigenza mossa da una forte volontà affettiva, laddove egli sente di aver trovato il proprio destino.

The Equalizer 3: valutazione e conclusione

Dakota Fanning cinematographe.it

Antoine Fuqua non si smentisce ma piuttosto si supera, realizzando un’altra pellicola la cui accuratezza tecnica riesce a sorprendere per l’attenzione e per la meravigliosa definizione fotografia a cui si accosta la consueta ricercatezza d’immagine, con movimenti di macchina avventuristici e inquadrature sapientemente calibrate: dai particolari e dai dettagli ai lunghissimi campi che, senza saturarne il potenziale, rendono il giusto omaggio ad alcune tra le più affascinanti vedute del nostro paese. Il suono si livella alternativamente al tono dell’opera che, conglomerando tra loro il sentimento e l’azione, passa da momenti di diverso impatto emotivo e percettivo; ma ad impreziosire definitivamente il film non può che essere il cast che, oltre al ricongiungimento tra due talenti purissimi come Dakota Fanning e Denzel Washington, può vantare il merito di aver saputo amalgamare ottimamente il cast italiano con quello statunitense, trovando ottime prove di mestieranti esperti come Remo Girone.

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Regia - 4
Sceneggiatura - 3.5
Fotografia - 4
Recitazione - 4
Sonoro - 3.5
Emozione - 3.5

3.8