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Il piccolo Juan è il tanto desiderato e speciale figlio di Jan che viene spedito dal pianeta Chitón, sulla terra, in Spagna, per essere salvato dai “cattivi” di turno. Juan non è un bambino come tutti gli altri, ha doti inimmaginabili: ha una forza sovrumana, è veloce come un fulmine, e per questo viene messo da parte dai suoi compagni di squadra, dagli amici, dalla gente, addirittura dai suoi genitori (adottivi e terrestri) gli chiedono spassionatamente di evitare di usare i suoi poteri perché è nato in Spagna. I due terrestri infatti sostengono che nella loro nazione “i papaveri più alti li tagliano”, cioè a quelli che sono migliori degli altri vengono tarpate le ali. Parte proprio da qui Superlópez, ora su Netflix, il film di Javier Ruiz Caldera – già vincitore del premio Goya per i migliori effetti speciali – che trae ispirazione dall’omonimo fumetto, realizzato da Jan (pseudonimo del disegnatore Juan López Fernández), che ha per protagonista l’attore Dani Rovira.

Superlópez cinematographe.itSuperlópez: un supereroe che scappa dalla normalità

Juan cresce nascondendo agli altri le sue doti, finge di essere un mediocre, non vuole essere speciale ma poi qualcosa cambia e capisce che deve essere ciò che è, un eroe, forse diverso dagli altri ma pur sempre un eroe. Superlópez racconta di un ordinario impiegato che ad un certo punto scopre che vuole essere l’uomo che è, i suoi poteri non sono una spada di Damocle ma un grande dono che utilizzerà per aiutare gli altri. Juan è quindi costretto a convivere con il lavoro d’ufficio e con le gesta eroiche per salvare l’amore della sua vita e il pianeta natale Chitón.

Juan è un eroe timido, che ha un grande amico, il suo capo, e un grande amore, Luisa che non crede a quelli come lui. “Un tizio con dei superpoteri in Spagna?” dice la ragazza che ascolta alla televisione la notizia di un uomo – in realtà è Juan – che è riuscito a fermare la metropolitana, e continua dicendo “Ma dai, è patetico. [..] Cioè che razza di sfigato è un supereroe spagnolo? Un supereroe è americano, o inglese o giapponese”. Il povero Juan tenta di spiegarle il suo punto di vista, cerca di farle capire che il supereroe esiste – anche se non svela la sua identità -, che esiste nella loro terra, uno “talmente altruista da rischiare la vita pur di salvare quella degli altri”. Juan, nonostante strizzi l’occhio a Superman, è un supereroe molto più vicino all’uomo, che indossa una tuta troppo grande cucita da sua madre, che ha i baffi da quando è neonato, che arriva in ritardo al lavoro e che viene preso in giro.

Superlópez cinematographe.itSuperlópez: Juan è come Superman, ma con una vena d’ironia

Juan è buono, altruista, votato agli altri, Ágata Müller, la sua “nemica”, la cattiva della storia, tenta di fare di tutto per venire apprezzata dal padre e tenta di riportargli Juan, dopo trentanni dalla sua nascita e dalla sua partenza sulla navicella spaziale alla volta della Terra. Tra i due inizia una lotta a distanza, mentre la gente intorno a lui, compresa Luisa, viene a sapere che Juan è un supereroe e un alieno.

Superlópez fa eco ai cartoni animati e ai supereroi, ironizzando su una figura eroica e mitica: Juan non è il tipico “oltre uomo”, è buffo, ridicolo, non ricorda per niente Superman a cui fa riferimento, è però un uomo speciale che a poco a poco scopre che le sue doti non sono qualcosa di cui vergognarsi ma sono ciò che lo rendono quello che è. Se di solito sono i perdenti, i vinti, coloro che sono diversi dagli altri, che vengono protetti dai genitori proprio perché “lacuna” all’interno di una società “perfetta”, qui avviene il contrario: Juan è speciale, diverso perché oltre umano e proprio per questo viene deriso e irriso. La specialità diventa qui “lacuna” da riempire con un po’ di mediocrità.

Superlópez: è un film godibile che fa divertire lo spettatore grazie a un uomo proprio come noi

Superlópez si costruisce quindi come una lotta tra bene e male, una corsa tra chi cerca qualcuno e chi tenta di non essere ciò che è, si fa fumetto in carne e ossa, si srotola con la leggerezza che contraddistingue il genere e fa di Juan, un super eroe che piace allo spettatore proprio per il fatto che è molto vicino all’uomo comune.

Il film spagnolo è attualmente su Netflix.

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